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Teatro Civico 14: al via la nuova stagione

Questa storia inizia dieci anni fa in un piccolo vicolo di Caserta, vicolo Francesco Della Ratta, italianizzazione di quel De la Rath che ci riporta alla dominazione angioina in Campania intorno alla fine del 1300. Qui, in questo piccolo vicolo cieco, infatti, dieci anni fa si è alzata per la prima volta una saracinesca diversa da tutte le altre. Non si trattava di un negozio, era la prima sede del Teatro Civico 14: un posto diverso da tutti gli altri a Caserta, il primo teatro sperimentale in pieno centro cittadino.

Dal punto di vista culturale, l’offerta della città campana ha sempre tenuto un profilo sommesso: l’attuale nucleo abitativo è troppo recente per far sviluppare in chi vi risiede un orgoglio delle proprie origini. Sotto alcuni aspetti, inoltre, Caserta appare troppo soffocata dalla presenza ingombrante della Reggia e troppo vicina a Napoli per non esserne spesso considerata una succursale. La sfida di portarvi uno spazio che fosse al di fuori degli schemi del teatro tradizionale, quindi, era ardua, ma fu raccolta con tanto impegno e un po’ di incoscienza dal primo nucleo del Civico 14, la compagnia Mutamenti, fondata da Roberto Solofria, Rosario Lerro e Ilaria Delli Paoli nel 2005. L’esigenza di uno spazio di recitazione, poi, fece sì che nel dicembre 2009 il trio fondasse il Teatro Civico 14, diventandone la compagnia stabile, alzando per la prima volta quella saracinesca in quel vicolo che con il tempo è diventato sempre meno buio e sconosciuto.

La risposta cittadina è stata positiva: il Civico 14 era uno spazio che mancava e che in tanti aspettavano, un’idea di teatro lontana dal solito spettacolo dei grandi nomi presentati ciclicamente in cartellone dal Teatro Comunale Parravano, la realtà più istituzionale del teatro a Caserta. Il Civico 14, invece, si è affermato proprio per la sua particolarità di luogo adatto a contenere il teatro nella sua essenza più genuina: quella rivolta a una continua ricerca verso nuove drammaturgie e nuovi linguaggi, ospitando altri progetti nazionali in tournée, organizzando corsi di recitazione per bambini e adulti, impegnandosi in progetti di natura sociale applicando le metodologie del palco al riscatto di soggetti svantaggiati, aprendo i propri spazi ad altre discipline, come quelle orientali, che puntano a una maggiore consapevolezza del proprio corpo.

In questi anni, il filo conduttore del Civico 14 è stato senza ombra di dubbio la crescita: così la compagnia Mutamenti si è allargata con nuovi soci, ha ottenuto dal MIBAC sostegni come Organismo di programmazione e dalla Regione Campania Esercizio teatrale, ma soprattutto ha cambiato casa: dal 2016 infatti ha abbandonato il caratteristico vicolo della Ratta per costituire il nucleo fondamentale di Spazio X, un hub creativo che oltre alla sala teatro offre un’area destinata alla formazione e 15 postazioni per il coworking, il primo e l’unico a Caserta a essere strutturato in maniera così completa, in via Petrarca, al Parco dei Pini, nella zona residenziale di Centurano.

Quella sfida abbracciata dieci anni fa, così, si rinnova con la presentazione della nuova stagione teatrale: diviso in quattro sezioni – Incontri, Maieutiké, Xmas ed Eventi –, il cartellone abbraccerà autori esordienti e artisti ben noti come Tony Laudadio, Andrea Renzi, Antonio Pascale ma anche produzioni della compagnia Mutamenti e spettacoli dedicati ad arti quali musica e danza. Anticipata dall’evento-presentazione Sabi-Un Rito, tenutasi presso l’associazione Musicaperta in San Leucio lo scorso 14 settembre, e con gli Open Days, dal 27 al 29 settembre, in cui si potranno provare le lezioni dei corsi, la nuova stagione ricomincerà presso Spazio X il 13 ottobre con lo spettacolo NOW – Una prova sul Riccardo III di William Shakespeare di e con Michele Sinisi che farà da apripista a un cartellone pieno di appuntamenti fino al mese di maggio.

A poco a poco li scopriremo tutti, intanto in bocca al lupo per la nuova stagione a chi tenta quotidianamente di colorare il grigiume casertano, aprendosi alla collettività e rifuggendo dallo stereotipo dell’artista lontano da ciò che lo circonda: se questa città è un po’ più viva è sicuramente anche grazie a realtà come queste che gettano nelle menti di chi ha modo di farne parte, anche solo per una sera, nuovi semi per un futuro migliore.

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