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Il ragazzo che illuminò l’Africa

Dove vi trovereste, se la CNN vi chiamasse inaspettatamente per dirvi che siete tra i finalisti del 2010 Cable News Network Heroes Award? Probabilmente sul vostro divano di casa, proprio come è successo a Evans Wadongo, il giovane ingegnere kenyota che grazie alla sua rivoluzionaria invenzione ha portato luminosità e speranza nell’intero continente africano.

Ma cosa può aver creato di tanto importante un semplice studente della facoltà di Ingegneria elettronica di Nairobi, da farlo diventare un “eroe” internazionale? Per scoprirlo, abbiamo una storia da raccontare.

Nato in un piccolo villaggio del Kenya occidentale, sin da piccolo Evans dovette interfacciarsi con le difficoltà pratiche che affliggono molti studenti africani: la mancanza di corrente elettrica nelle case. Insieme ai suoi tre fratelli, infatti, era costretto a studiare di notte sfruttando la fioca luce delle lampade al kerosene, le quali – come è noto – sono non solo estremamente dispendiose, ma anche molto dannose per la vista a causa delle continue emissioni di fumo. Tutti i ragazzi costretti a studiare in queste condizioni, difficilmente ottengono, ancora oggi, eccellenti risultati nelle scuole o terminano la propria istruzione, abbandonando gli studi e dedicandosi ad attività lavorative estenuanti e sottopagate.

Molti studenti falliscono nel completare la propria educazione e restano poveri in parte perché non hanno a disposizione una “buona luce”.

Nella famiglia Wadongo, però, lo studio era una priorità assoluta. I due genitori, entrambi maestri, desideravano il meglio per i propri figli, così il piccolo Evans, nonostante le incredibili difficoltà, riuscì ad arrivare brillantemente alla Jomo Kenyatta University of Agriculture and Technology per frequentare la facoltà di Ingegneria elettronica. A questo punto, sebbene la sua vista fosse già profondamente lesa dall’esposizione prolungata alle lampade al kerosene, riuscì a riprendersi una grandissima rivincita.

Dopo aver frequentato alcuni seminari, arrivò l’idea che, di lì a poco, avrebbe trasformato per sempre la vita di migliaia di famiglia africane: Wadongo riuscì a progettare e, in seguito, a realizzare una lampada a LED a costo zero alimentata dall’energia del sole, utilizzando alcune parti di scarto dalla produzione dei pannelli solari e il metallo preso da alcuni rottami. In questo modo, avrebbe potuto fornire ai bambini meno fortunati un sostituto delle vecchie e dannose lampade che non solo avrebbe protetto i loro occhi, ma anche concesso tempi più lunghi di studio e tutelato l’ambiente con minori emissioni di carbonio.

Il nome di questa lampada innovativa è MwangaBora, che in Swahili significa proprio “buona luce”. Il progetto di Evans, intitolato Use Solar, Save Lives non si basa meramente sulla vendita e sulla fabbricazione di lampade, bensì sull’intenzione di donare alle zone rurali dell’Africa quanta più “buona luce” possibile affinché queste possano uscire dallo stato di povertà in cui riversano e ambire a un nuovo raggiante futuro. Non è previsto un costo per le famiglie, la produzione viene finanziata essenzialmente da donatori esterni, così da garantire alla popolazione la possibilità di investire i risparmi – che sarebbero stati spesi nell’acquisto del kerosene – nelle imprese locali, creando benessere in tutte le località coinvolte. Per riuscire a raggiungere più celermente tale obiettivo, Wadongo ha aperto delle sedi  in Lagos, Nigeria, Sudan, Uganda e anche negli Stati Uniti, istituendo, inoltre, dei workshop attraverso i quali insegnare ai cittadini a fabbricare autonomamente le lampade a partire dal riciclo di materiali di scarto, batterie e Led.

Voglio raggiungere quante più comunità rurali possibili. Lo scopo è salvare vite.

Adesso molti bambini africani che, purtroppo, ancora non godono del diritto di avere l’elettricità nelle proprie case riescono a ottenere comunque dei buoni risultati a scuola e a terminare gli studi. Per il 2018 Evans si è coraggiosamente ripromesso di far uscire dallo stato di povertà assoluta almeno un milione di persone, lavorando instancabilmente per portare la propria terra lontano da un lungo e terribile periodo di oscurità.

I bambini possono condurre l’Africa dall’essere ciò che è adesso, ossia un continente oscuro, all’essere un continente luminoso.

Il nostro debito nei confronti di questo giovane eroe silenzioso è spropositato. Evans Wadongo ci ha insegnato che, sin da piccoli, è possibile intraprendere la strada verso importanti conquiste per donare gioia e speranza a intere nazioni, senza rumorosi gesti o impressionanti imprese, lasciandosi guidare semplicemente dalla voglia di spendersi gratuitamente per l’Altro. Partendo da ciò che abbiamo per migliorare ciò che avremo, senza perdersi in pietrificanti e inconcludenti lamentele, potremmo forse ottenere più di quanto speravamo. Probabilmente, la chiave di ogni rivoluzione si nasconde proprio nelle “piccole cose”.

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