• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Verdelli sotto scorta: attacco alla libertà di stampa

Farouk Perrone di Farouk Perrone
24 Marzo 2020
in Attualità
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

«Penso che un giornale come la Repubblica, nel campo democratico, abbia il dovere di far sentire la sua voce. […] La libertà di stampa è una delle condizioni primarie della democrazia, per me è una condizione sine qua non per fare questo mestiere. Pur essendoci dei venti un po’ preoccupanti, non penso che quella libertà di stampa possa venire messa a tacere o fatta arretrare […]. Sono per il rispetto delle regole e per alcuni principi umanitari che fanno parte della nostra civiltà e della nostra democrazia».

Queste parole appartengono a Carlo Verdelli, direttore de la Repubblica, che le ha rilasciate al nostro giornale lo scorso giugno, pochi mesi dopo essere stato chiamato al timone di uno dei più prestigiosi giornali italiani. Viene naturale riprenderle adesso, però, perché da appena pochi giorni il Ministero dell’Interno ha deciso di assegnare al noto giornalista la scorta per le minacce ricevute. I fatti risalgono al mese di gennaio, quando sia lui sia Eugenio Scalfari sono stati oggetto di intimidazioni sfociate in una telefonata che avvertiva la redazione del quotidiano della presenza – fortunatamente non vera – di un pacco bomba. Lo spiacevole episodio è avvenuto in seguito a inchieste che, da tempo, L’Espresso e la Repubblica portano avanti su movimenti neofascisti e che, tra l’altro, hanno evidenziato legami con ambienti malavitosi.

Può interessartianche...

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

In questa fase particolare, tutti stiamo facendo i conti con cosa significhi avere restrizioni – giustificate e giustissime – della libertà, sentendo la mancanza di ciò che fino a poco fa costituiva la normalità delle nostre giornate. Ma quanto deve essere doloroso sentirsi costretti a fare o non fare alcune cose solo per aver degnamente svolto il proprio lavoro, anche quando questo consiste nel raccontare ciò che si ha attorno e andare alla ricerca di notizie?

Spesso apprezziamo ed elogiamo i cronisti per il modo in cui esercitano la loro professione, per il coraggio, per la chiarezza ma, soprattutto, per il merito di far luce su vicende che ignoriamo e che, senza di loro, non conosceremmo. Così, come ci sentiamo altrettanto liberi di criticare chi crediamo che confonda il mestiere del giornalista con quello del portavoce di questo o quel politico e di chi utilizza uno strumento di informazione per finalità propagandistiche. Ma lo facciamo sempre con la convinzione che è proprio la libertà di stampa che permette ai lettori – gli unici che possono giudicare – di comprendere da chi sono ben informati e da chi no, dunque chi va premiato e chi, invece, redarguito. Di conseguenza, le inchieste, gli scoop, i retroscena e le analisi redazionali hanno anche il compito di effettuare lo screening di chi ci governa – o vorrebbe farlo – perché solo un cittadino informato può votare consapevolmente. E abbiamo motivo di pensare che intendesse questo quando il direttore del quotidiano fondato da Scalfari disse che la libertà di stampa è una delle condizioni primarie della democrazia: come potrebbe il potere appartenere al popolo se questo non è abbastanza informato?

Libertà vuol dire anche criticare un articolo, smentito se vi sono riportate notizie false, segnalare errori e inviare rettifiche. Ciò che, invecce, non è assolutamente concepibile è voler limitare con la forza il lavoro altrui, peggio ancora quando a farlo sono dei rigurgiti fascisti. Abbiamo tutti il dovere di ricordare e ricordarci che la nostra Costituzione è antifascista e non ammette che possano sorgere movimenti il cui scopo sia quello di impedire la libertà di espressione altrui, proprio come fanno ancora oggi gli estremisti di destra. Un assunto fondamentale che andrebbe ricordato anche a quei politici che mettono alla gogna giornali e giornalisti o, peggio, approfittano della propria posizione per censurarli: una situazione che si è spesso verificata nel nostro Paese, con una fase piuttosto acuta nel ventennio berlusconiano, quando l’ex Cavaliere cancellava programmi dal palinsesto della RAI – pur trattandosi di un’azienda pubblica e non di una sua privata emittente – o emanava editti contro i professionisti a lui sgraditi.

Una tendenza che, purtroppo, è stata mantenuta anche recentemente: basti pensare agli attacchi indirizzati dal PD a Massimo Giannini – all’epoca conduttore di Ballarò – per aver definito incestuoso il rapporto tra Maria Elena Boschi e Banca Etruria o quando, durante il governo Conte uno, la – sventurata – Repubblica è stata attaccata dal M5S che sul proprio profilo Twitter istituzionale della Camera dei Deputati invitava a non acquistare il quotidiano.

Lungi da noi paragonare queste censure alle minacce di morte, ai falsi pacchi bomba e ai proiettili che talora arrivano in alcune redazioni. Il rispetto per il lavoro dei giornalisti, però, va garantito sempre e da tutti, a partire proprio dai politici, che nei limiti della verità hanno il dovere di essere raccontati. Perché, come scriveva Orwell, libertà è poter dire che 2+2 fa 4. Il resto verrà da sé.

Prec.

Catcalling: quando una molestia si traveste da innocuo complimento

Succ.

La mia vita a Madrid prima e durante il coronavirus

Farouk Perrone

Farouk Perrone

Articoli Correlati

chiesa invisibili clochard
Attualità

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

3 Febbraio 2024

Nutrire l’affamato, accogliere lo straniero, visitare l’ammalato sono gesti di restituzione e, dunque, atti di giustizia.” – Don Andrea Gallo È la notte fra il 2 e 3 dicembre, a Treviso la temperatura è bassa, molto bassa, come sempre...

aborto diritti riproduttivi
Attualità

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

17 Gennaio 2024

Il 2023 si è chiuso con le parole di Elon Musk che, dal palco di Atreju, in occasione della festa di Fratelli d’Italia, si è dichiarato preoccupato per il tasso della natalità nel nostro Paese, che a quanto sottolineano...

violenza pronto soccorso
Attualità

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

17 Gennaio 2024

Assistiamo, impotenti, all’ennesimo caso di cronaca che ci lascia desolazione e amarezza negli animi. La dottoressa Anna Procida, infermiera, viene aggredita nella serata del 3 gennaio presso il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Il parente di un...

guerra - ukraina - soldati
Attualità

Gridano “cessate il fuoco” ma nessuno vuole rinunciare alla guerra

17 Gennaio 2024

Sono circa 59 le guerre in atto nel mondo in questo momento. Il Messico combatte dal 2006 contro i cartelli della droga, con 1367 morti. In Nigeria, dal 2009, la guerra ha ucciso 1363 persone. In Siria (1037 morti solo nel 2022), in Iraq (267), nello...

Succ.
madrid

La mia vita a Madrid prima e durante il coronavirus

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    576 shares
    Share 230 Tweet 144
  • “Cime tempestose”: erotismo senza il coraggio di indulgere nell’osceno

    405 shares
    Share 162 Tweet 101
  • Le ville di Napoli: il Vomero e le dimore “gentilizie” (parte 2)

    356 shares
    Share 142 Tweet 89
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    979 shares
    Share 392 Tweet 245
  • Simboli nascosti: la Cappella Sansevero e il tempio massonico X

    658 shares
    Share 263 Tweet 165
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie