• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Nessuna domanda a Ebbing, Missouri, e dove vi è legge senza giustizia

Vincenzo Villarosa di Vincenzo Villarosa
9 Novembre 2021
in Cinema
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Capita di rado di uscire da una sala cinematografica, confusi tra il divertimento e la tristezza, dopo aver assistito alla visione di un film che sfida le regole del “politicamente corretto” e di conseguenza sbeffeggia gli stilemi narrativi e di critica sociale a cui noi spettatori siamo abituati. È quello che può accadere, invece, dopo aver assistito alla proiezione di Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, una commedia nera, anzi nerissima, premiata per la migliore sceneggiatura al Festival di Venezia del 2017.

La trama ci racconta delle “gesta” di Mildred Haynes, una donna che vive il dramma della perdita della giovane figlia, stuprata e bruciata da sconosciuti qualche mese prima della narrazione filmica, che un giorno decide di affittare tre giganteschi cartelloni pubblicitari posti lungo una strada alla periferia della cittadina di Ebbing. La protesta è espressa in tre domande e diretta contro l’inazione o, addirittura, la colpevole inefficienza della polizia locale e soprattutto del suo capo William Willoughby, che non è riuscito a risolvere il caso e a trovare i colpevoli dell’orrendo crimine.

Può interessartianche...

Golden Globe 2024: vincitori e vinti della cerimonia

“Napoleon”: l’ultima fatica di Ridley Scott non convince

“C’è ancora domani”: l’esordio alla regia di Paola Cortellesi è un successo

La spettacolare azione di Mildred sconvolge l’intera città e il suo falso “quieto vivere”, nonché il piccolo dipartimento di polizia, un vero e proprio microcosmo di cinismo e intolleranza, dove si fa notare soprattutto il vice capo Dixon, un omone dalla personalità infantile e violenta. Sarà lo stesso Willoughby a cercare, con scarsi risultati, di mediare tra la determinata durezza della madre della vittima e l’insofferenza del suo vice e degli altri abitanti della città.

Quando il capo della polizia, da tempo malato di cancro, metterà fine ai suoi giorni con un colpo di pistola alla testa, la situazione precipiterà verso una resa dei conti senza esclusione di colpi e con inaspettate efferatezze, ma nessuno avrà giustizia né riuscirà a far prevalere le proprie ragioni. Esiste la legge formale a Ebbing, ma non una reale giustizia.

Il film di McDonagh, scrittore e regista inglese, è caratterizzato da un pessimismo antropologico – di kubrickiana memoria – senza speranze e possibilità di redenzione. Al tempo stesso, il racconto cinematografico non rinuncia al grottesco e alla descrizione perfino affettuosa, ma non compiaciuta, di un’umanità che vive in un orizzonte esistenziale dominato da una cultura provinciale, in cui le relazioni sono caratterizzate dalla reciproca sopraffazione e dall’ostilità, sia all’interno dei propri nuclei familiari sia nella più ampia arena sociale, dove è difficile distinguere tra legalità e comportamenti criminali.

Qualche settimana fa, alla serata di premiazione per la 75esima edizione dei Golden Globe Awards – i riconoscimenti cinematografici assegnati dalla stampa estera – Tre manifesti a Ebbing, Missouri ha vinto quattro premi: miglior film drammatico, migliore attrice protagonista in un film drammatico per l’interpretazione straordinaria di Frances McDormand, miglior attore non protagonista per Sam Rockwell, nella parte del vice capo della polizia, e migliore sceneggiatura per la scrittura di McDonagh.

Dove è possibile trovare legalità e aiuto per un cittadino nato e cresciuto in un ambiente familiare e in un sistema caratterizzati dall’incomprensione e dall’odio sociale e razziale, dalla violenza fisica e psicologica? E cosa può accadere se perfino una madre vittima come Mildred ricorre ad azioni violente, quando viene negata la sua richiesta di una giustizia che, ben presto, somiglierà alla vendetta contro coloro che dovrebbero aiutarla e invece cercano di farla tacere?

Non si possono fare domande a Ebbing, ma forse anche nel resto del sistema mondo in cui viviamo, sembra dirci l’amaro finale del film. Altrimenti si può rischiare di incontrare la verità sugli esseri umani o di scatenare l’inferno nella vita quotidiana per poi accorgersi che sono, per molti versi e in maniera indeterminata, la stessa cosa.

Prec.

Dieci 2018: un anno con Homo Scrivens

Succ.

I netturbini che salvano libri

Vincenzo Villarosa

Vincenzo Villarosa

Articoli Correlati

golden globe
Ciak!

Golden Globe 2024: vincitori e vinti della cerimonia

5 Febbraio 2024

Come da tradizione all’inizio dell’anno, i Golden Globe celebrano tutto il meglio delle pellicole e delle serie tv. Ambitissimi poiché considerati una sorta di anticamera degli Oscar, ci mostrano fin da subito come tali prodotti siano stati percepiti da...

napoleon
Cinema

“Napoleon”: l’ultima fatica di Ridley Scott non convince

12 Dicembre 2023

Ridley Scott torna sui grandi schermi con la sua ultima fatica, dal titolo più che altisonante: Napoleon. In sala già dal 23 novembre, il film è un biopic (con svariate licenze artistiche) del celeberrimo imperatore Napoleone Bonaparte, dalla sua...

cortellesi c'è ancora domani
Cinema

“C’è ancora domani”: l’esordio alla regia di Paola Cortellesi è un successo

23 Novembre 2023

Non basta certo un film, ma C’è ancora domani è sicuramente un ottimo simbolo e promemoria in vista del 25 novembre, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Si tratta dell’esordio dietro la macchina da presa dell’attrice Paola...

live-action
Cinema

Live action: cosa c’è che non va con la Disney?

8 Novembre 2023

Da La sirenetta a Mulan, da Il re leone a Bambi, a Biancaneve e i sette individui che non sono i sette nani. Gli adattamenti in live action dei classici Disney, seppur prolifici, stanno vivendo un momento di profonda contraddizione....

Succ.
I netturbini che salvano libri

I netturbini che salvano libri

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • cime tempestose

    “Cime tempestose”: erotismo senza il coraggio di indulgere nell’osceno

    398 shares
    Share 159 Tweet 100
  • Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    539 shares
    Share 216 Tweet 135
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1610 shares
    Share 644 Tweet 403
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    976 shares
    Share 390 Tweet 244
  • “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    933 shares
    Share 373 Tweet 233
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie