• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Indice mondiale della libertà di stampa: una situazione preoccupante

Chiara Barbati di Chiara Barbati
15 Maggio 2020
in Attualità
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

In momenti di emergenza, alcune libertà vengono meno. Accade perché il diritto alla vita e alla salute prende momentaneamente il sopravvento sugli altri diritti e, dopo due mesi di lockdown, la consapevolezza a riguardo è abbastanza concreta da non sorprenderci più se decreti e direttive ci impongono nuove misure restrittive. Di lamentele ce ne sono state fin troppe, di persone incapaci di considerare l’emergenza un caso del tutto eccezionale che impone condizioni momentanee altrettanto eccezionali. Eppure, mentre i cittadini di un Paese libero si sono lamentati di provvedimenti necessari, ci sono zone del mondo in cui l’emergenza coronavirus è diventata un’ottima scusa per negare davvero la libertà.

L’esempio a noi più vicino è quello dell’Ungheria che, con i superpoteri di cui si è dotato Orbán, sta vivendo momenti terribilmente vicini ai ricordi di un passato non ancora dimenticato. Ma quello ungherese non è certo l’unico Premier ad approfittare della situazione di emergenza per assumere il totale controllo del proprio Paese. E in ognuno di questi sfortunati luoghi, la prima mossa dei supergoverni è osteggiare la libertà di stampa.

Può interessartianche...

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

Tanto importante quanto sottovalutato, il diritto alla libera stampa garantisce la democrazia e tutti di diritti che ne conseguono, diritti per cui la censura rappresenta un’incredibile minaccia. Approfittando della situazione eccezionale che la pandemia offre, però, in molti Paesi la libertà di stampa sta incontrando irragionevoli – ma chiari – ostacoli. A confermarlo è il rapporto annuale sul World Press Freedom Index, una classifica compilata da Report Senza Frontiere che stabilisce il livello di libertà di stampa di 180 Paesi. Ogni report fa riferimento alla situazione dell’anno precedente e l’ultimo, appena pubblicato, mostra un leggero ma preoccupante peggioramento in tutto il mondo. A parte gli Stati nordeuropei, confermati in cima alla classifica, il resto del pianeta fa piccoli passi indietro che potrebbero essere indice di un progressivo e pericoloso attacco al delicato diritto alla libera stampa. Il report sottolinea, inoltre, la presenza di un collegamento tra le violazioni di tale fondamentale libertà e la pandemia in corso, che diventa un alibi perfetto per giustificarne una repressiva censura.

La linea generale è quella di imporre restrizioni su come trattare il tema coronavirus per non allarmare la popolazione con notizie false. Ma i reali provvedimenti vanno ben oltre. In Cina, per esempio, i giornalisti che hanno provato a informare sull’argomento o hanno criticato l’operato del governo sono scomparsi. La comunicazione istituzionale russa scredita i provvedimenti europei e l’Armenia permette ai suoi redattori di citare solo i dati forniti dal governo stesso. In Ungheria i giornalisti rischiano fino a cinque anni di carcere per una mossa falsa, mentre Amnesty International ha stabilito che in Egitto il giornalismo è considerato alla stregua di un delitto da sopprimere necessariamente. L’ultimo posto della classifica è ovviamente occupato dalla Corea del Nord. Nel Paese già vittima di una irremovibile dittatura, è vietato leggere un qualunque media straniero. E non è un caso, dunque, che in epoca di pandemia in Corea non risulti alcun caso di positività al coronavirus. Nonostante questi esempi che appaiono tanto estremi, è però importante non cedere alla tentazione di considerarci esclusi o lontani da tali insostenibili condizioni. 

Anche l’evoluto Occidente, infatti, si macchia di importanti attacchi ai media. Ne è certamente un esempio il Presidente americano Trump, che si difende spesso dalle domande scomode dei giornalisti accusandoli – senza alcuna prova a suo sostegno – di diffondere fake news. Ma anche in Italia la situazione non è poi tanto diversa: secondo il World Press Freedom Index, infatti, anche il Bel Paese perde posizioni dimostrando di non essere in grado di tutelare i giornalisti e il loro importante lavoro al servizio dell’intera società.

Frequentemente accusati di diffondere fake news o addirittura di atti di terrorismo, dunque, i giornalisti sono alla prese con autoritarismi confermati o nascenti che vedono nella libertà di stampa la più grande minaccia. Attualmente, in tutto il mondo, oltre 230 giornalisti professionisti e 115 citizen journalist risultano incarcerati. La minaccia alla libertà personale di innumerevoli reporter dimostra quanto il diritto alla libera stampa non sia un diritto come un altro che tutela una professione come un’altra. Il buon giornalismo, quello che opera nel rispetto della sua missione, ha il compito di informare i cittadini abbastanza da renderli in grado di costruirsi un’opinione basata su dati concreti.

È vero, dunque, che la libertà di stampa rappresenta il fondamento di ogni società democratica. Lo stesso sviluppo dei media e la loro crescente importanza si è sviluppata parallelamente alle democrazie occidentali, a partire da quando, tra XVII e XIX secolo, l’individuo ha acquisito enorme importanza e la libertà ne è diventato il diritto più importante. E la democrazia esiste quando agli individui è offerto un sistema informativo libero e pluralista, che li informa in modo indipendente dai poteri politici e che incoragga il dibattito, che invita a pensare.

Un tipo di informazione, insomma, che sia in grado di opporsi alla propaganda e alla disinformazione non solo figlia dei social media ma spesso incoraggiata dai governi stessi. Risulta allora evidente perché molti esecutivi autoritari vedano nella libera informazione una minaccia al loro potere. E se il diritto alla libera stampa è in grado di garantire i democratici diritti a cui siamo tanto affezionati, il rischio della diffusione di qualche falsa notizia o di opinioni discutibili è il prezzo da pagare in favore di una società priva di oppressioni.

Prec.

Di Matteo non può essere l’eroe di tutti. Nemmeno di Bonafede

Succ.

De Magistris: «Napoli abbandonata. Concreto il rischio di bloccare i servizi»

Chiara Barbati

Chiara Barbati

Articoli Correlati

chiesa invisibili clochard
Attualità

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

3 Febbraio 2024

Nutrire l’affamato, accogliere lo straniero, visitare l’ammalato sono gesti di restituzione e, dunque, atti di giustizia.” – Don Andrea Gallo È la notte fra il 2 e 3 dicembre, a Treviso la temperatura è bassa, molto bassa, come sempre...

aborto diritti riproduttivi
Attualità

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

17 Gennaio 2024

Il 2023 si è chiuso con le parole di Elon Musk che, dal palco di Atreju, in occasione della festa di Fratelli d’Italia, si è dichiarato preoccupato per il tasso della natalità nel nostro Paese, che a quanto sottolineano...

violenza pronto soccorso
Attualità

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

17 Gennaio 2024

Assistiamo, impotenti, all’ennesimo caso di cronaca che ci lascia desolazione e amarezza negli animi. La dottoressa Anna Procida, infermiera, viene aggredita nella serata del 3 gennaio presso il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Il parente di un...

guerra - ukraina - soldati
Attualità

Gridano “cessate il fuoco” ma nessuno vuole rinunciare alla guerra

17 Gennaio 2024

Sono circa 59 le guerre in atto nel mondo in questo momento. Il Messico combatte dal 2006 contro i cartelli della droga, con 1367 morti. In Nigeria, dal 2009, la guerra ha ucciso 1363 persone. In Siria (1037 morti solo nel 2022), in Iraq (267), nello...

Succ.

De Magistris: «Napoli abbandonata. Concreto il rischio di bloccare i servizi»

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • the brutalist

    “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    907 shares
    Share 363 Tweet 227
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1551 shares
    Share 620 Tweet 388
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1126 shares
    Share 450 Tweet 282
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    955 shares
    Share 382 Tweet 239
  • Cosa fa il cooperante: la funzione e la preparazione necessaria

    315 shares
    Share 126 Tweet 79
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie