• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Gratuità degli anticoncezionali: a diritti riproduttivi siamo messi ancora male

Chiara Barbati di Chiara Barbati
11 Ottobre 2022
in Attualità
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Prima che qualcuno se ne esca con un perché la pillola concezionale sì e il cibo no, non tanto diverso da quel perché gli assorbenti sì è il pane no urlato quando richiedevamo – invano – di liberarci della Tampon Tax e pareva ci fosse sempre qualcosa di più importante in lista, premettiamo che la discussione dell’Aifa per rendere gratuiti i farmaci anticoncezionali è già stata rimandata.

Annunciato solo mercoledì scorso, infatti, il dibattito è stato messo in pausa e, molto più probabilmente, rimandato per sempre. Il 5 ottobre l’Agenzia italiana del farmaco ha iniziato a discutere sulla possibilità di rendere la contraccezione ormonale gratuita per le donne sotto i 25 anni. Già il giorno dopo, però, la Commissione tecnico-scientifica e il Comitato prezzi e rimborsi hanno deciso di prolungare ulteriormente l’istruttoria rimandandola a quando, di fatto, il governo e i membri che verranno chiamati a decidere saranno cambiati. Tanto rumore per nulla, dunque, visto che difficilmente un esecutivo di centrodestra avrà a cuore i diritti riproduttivi di una popolazione che non figlia.

Può interessartianche...

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

La contraccezione, per l’Italia, è un tasto dolente. Così come per la questione aborto – di cui temo sentiremo parlare spesso –, quando ci sono di mezzo i diritti legati all’autodeterminazione delle persone, e delle donne soprattutto, la legge non sempre basta a tutelarli. Nascosti dietro la scusa della fede che, comunque, non ne giustificherebbe l’assenza in uno Stato laico, sono le scuole i luoghi da cui parte l’inesistenza dei diritti riproduttivi, luoghi oscuri nei quali si può studiare che Enrico VIII ha avuto duecento mogli e che lo stupro di guerra era pratica comune, però di educazione sessuale, per carità, meglio non parlare.

La scuola dovrebbe farsi carico di ciò che le famiglie non riescono a fare, ovvero affrontare senza pregiudizi morali i temi legati alla sfera sessuale, alla contraccezione, alla protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili e all’importanza del consenso. Eppure, l’Italia è uno dei pochissimi Paesi europei (insieme a Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia e Romania) a non prevedere l’educazione sessuale nei programmi di studio.

Ma se lo Stato non è in grado di assumersi la responsabilità di formare i giovani riguardo la propria salute riproduttiva, il consenso, le scelte di vita e l’autodeterminazione che gli strumenti contraccettivi permettono, dovrebbe perlomeno garantire l’accesso ai diritti riproduttivi a tutti. E a dirlo non sono convinzioni o ideologie personali e opinabili, ma la stessa legislazione italiana che, teoricamente, stabilisce che essi debbano essere disponibili per tutti. Parlarne solo ora, e solo per le giovani sotto i 25 anni, non basta.

La Legge 405 del 1975 prevede che è compito dello Stato garantire i mezzi per una procreazione responsabile. Introdotto per l’istituzione dei consultori, l’articolo 1 stabilisce anche che la procreazione è una scelta e che i consultori devono fornire gli strumenti – compresi i metodi contraccettivi – per evitare gravidanze indesiderate. Nell’articolo 4 questo compito è reso ancora più esplicito poiché si parla di onere delle prescrizioni di prodotti farmaceutici totalmente a carico del consultorio stesso o dell’assistenza sanitaria. Ed è anche specificato che il servizio gratuito è destinato a tutti, cittadini italiani, stranieri residenti e chiunque si trovi anche solo temporaneamente sul territorio nazionale.

Insomma, mentre il legislatore del 1975 era più avanti di quanto noi oggi potremmo mai essere, l’Agenzia italiana del farmaco torna sui suoi passi, dopo aver lentamente reso, nel corso degli anni, i farmaci anticoncezionali prodotti il cui acquisto è totalmente a carico dei cittadini. E oggi, che i contraccettivi ormonali costituiscono un mercato di 200 milioni di euro, renderli gratuiti diventa più difficile.

Se questa somma – insieme a quella di tutte le persone che non assumono contraccettivi perché non possono permetterseli e che invece lo farebbero se fossero a carico dello Stato – sembra esorbitante, è bene sapere che in realtà attualmente lo Stato sostiene uscite di gran lunga maggiori. Tutte le spese per i sussidi alle famiglie con figli che non avrebbero scelto di avere e che non possono mantenere, così come il costo delle procedure abortive, sono molto più gravosi di quei 200 milioni di euro per la contraccezione. Ma, forse, non è davvero una questione di soldi poiché quando si parla di diritti riproduttivi, in Italia, non c’è poi così tanto interesse ad agire.

L’European Parliamentary Forum of Sexual and Reproductive Rights stila annualmente un report relativo all’accesso ai mezzi di contraccezione, all’informazione a riguardo e sul livello di pianificazione familiare su 46 Stati europei. Se ai primi posti ci sono i Paesi che hanno educazione sessuale nelle scuole e contraccettivi gratuiti per le donne entro una certa soglia d’età, l’Italia si trova molto in basso in classifica, accanto a Lettonia, Lituania, Serbia, Turchia e Ucraina, tra le nazioni che meno tutelano i diritti riproduttivi.

In effetti, non sorprende che in un Paese in cui si cerca di ostacolare l’interruzione volontaria di gravidanza non esista educazione né supporto alla contraccezione. Avere cittadini liberi, avere cittadine in grado di decidere per i propri corpi e per la propria vita, non pare chiaramente una priorità. Ma non è di priorità, di orientamenti politici e di ideologie che si dovrebbe parlare, quanto dei diritti che ogni Stato è tenuto a garantire e che l’Italia, invece, non tutela affatto.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i diritti riproduttivi riguardano il diritto di tutti di prendere decisioni in materia di riproduzione, senza discriminazione, coercizione o violenza. E mi chiedo come si possano non vedere la discriminazione e la coercizione di uno Stato in cui alle persone povere è negata la contraccezione e alle donne in generale è negata una vera e propria scelta.

Prec.

“Le tracce fantasma”: Nicola H. Cosentino giura Alta Fedeltà al pop

Succ.

Siamo in guerra: o ci si salva tutti o nessuno

Chiara Barbati

Chiara Barbati

Articoli Correlati

chiesa invisibili clochard
Attualità

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

3 Febbraio 2024

Nutrire l’affamato, accogliere lo straniero, visitare l’ammalato sono gesti di restituzione e, dunque, atti di giustizia.” – Don Andrea Gallo È la notte fra il 2 e 3 dicembre, a Treviso la temperatura è bassa, molto bassa, come sempre...

aborto diritti riproduttivi
Attualità

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

17 Gennaio 2024

Il 2023 si è chiuso con le parole di Elon Musk che, dal palco di Atreju, in occasione della festa di Fratelli d’Italia, si è dichiarato preoccupato per il tasso della natalità nel nostro Paese, che a quanto sottolineano...

violenza pronto soccorso
Attualità

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

17 Gennaio 2024

Assistiamo, impotenti, all’ennesimo caso di cronaca che ci lascia desolazione e amarezza negli animi. La dottoressa Anna Procida, infermiera, viene aggredita nella serata del 3 gennaio presso il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Il parente di un...

guerra - ukraina - soldati
Attualità

Gridano “cessate il fuoco” ma nessuno vuole rinunciare alla guerra

17 Gennaio 2024

Sono circa 59 le guerre in atto nel mondo in questo momento. Il Messico combatte dal 2006 contro i cartelli della droga, con 1367 morti. In Nigeria, dal 2009, la guerra ha ucciso 1363 persone. In Siria (1037 morti solo nel 2022), in Iraq (267), nello...

Succ.
guerra

Siamo in guerra: o ci si salva tutti o nessuno

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • the brutalist

    “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    911 shares
    Share 364 Tweet 228
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1557 shares
    Share 623 Tweet 389
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1130 shares
    Share 452 Tweet 283
  • Cosa fa il cooperante: la funzione e la preparazione necessaria

    315 shares
    Share 126 Tweet 79
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    957 shares
    Share 383 Tweet 239
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie