• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

“Crum” di Lee Maynard: un romanzo per chi non è potuto restare

Rosa Maria Gloria Basanisi di Rosa Maria Gloria Basanisi
9 Novembre 2021
in Billy
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Quando tutti gli addii sono stati pronunciati, voglio essere colui che se ne va e sarà bello essere andati.

Ci si potrebbe chiedere in che modo un libro possa essere definito sbagliato.

Può interessartianche...

Il senso della vita attraverso una manciata di farfalle: “La sicurezza della nazione ungherese” di László Krasznahorkai

La famiglia Ardolento, la Guerra Civile e il realismo magico: Uclés come Márquez

“Sociopatica” di Patric Gagne: un memoir onesto e senza filtri

Se significasse trovare qua e là dei refusi ortografici, Crum potrebbe essere un libro sbagliato. Se significasse essere accusato di diffamazione e contenuti osceni, Crum potrebbe essere un libro sbagliato. Se significasse offrire una vista impietosa sulla miseria umana e concedere al pubblico la possibilità di affezionarvisi, Crum potrebbe essere, senza dubbio, un libro sbagliato.

Assodato questo, non resta che raccontare come sia possibile che reperire un testo semisconosciuto di una piccola casa editrice e dalle parole crude e taglienti sia una scelta giusta. Potremmo iniziare dicendovi che Crum, in realtà, è un romanzo scritto per tutti coloro che da sempre hanno saputo di non poter restare. E forse non vi è cosa più certa.

Poco importa, quindi, che il protagonista sia un orfano di nome Jesse Stone, che viva in una minuscola cittadina del West Virginia (Crum, appunto) e che ami passeggiare nei boschi o commettere azioni ai limiti del buonsenso. Quello che, invece, conta è che, non appena si chiudono gli occhi, ci si ritrova per un attimo stesi in un pagliaio accanto a lui. L’odore secco di sudore e sporcizia, l’idea di non sapere dove andare, ma di non poter rimanere, la consapevolezza di doversi buttare nel nulla pur di essere qualcosa in più del mero, ineluttabile ripetersi di un destino vuoto.

Poiché sa che ogni uomo merita il privilegio della possibilità e l’onere della responsabilità nella propria vita, il lettore desidera intensamente che Jesse scappi. Contemporaneamente, però, qualcosa di straordinario accade.

Lee Maynard non si accontenta di mostrarci l’ennesima parabola eroica di un ragazzo dalle umili origini. Lee Maynard ci fa innamorare di quello che l’eroe sta per perdere.

In un intenso, accattivante e onesto omaggio a ciò che non può essere trattenuto, Crum mostra come sia spontaneo passare un’intera giovinezza a biasimare il luogo in cui si abita, ma quanto sia altrettanto difficile abbandonarlo. Cosa potrebbe mai esserci di conveniente in un luogo ricco di figure che hanno rinunciato alla bellezza e alla felicità? Perché aver paura di non riuscire a lasciare quella lunga sfilata di anime spezzate e abbruttite?

Jesse non ha motivi per restare, eppure prima di andarsene trova Crum incredibilmente bella. Così scappa in modo frettoloso, indecoroso, vigliacco. Come Orfeo sa di non potersi voltare, perché la morte che corrode l’anima della cittadina potrebbe incatenare anche lui. E perché qualcosa, qualsiasi cosa potrebbe trattenerlo.

I volti miserabili degli adulti, la noia, i boschi che hanno tenuto compagnia alla sua solitudine, gli zii, il seno di Yvonne, le mani sempre nei pantaloni di Benny, il fiume, la capanna in cui progettava la fuga, gli amici di una vita. Qualsiasi cosa.

È il canto delle sirene, prima di ogni addio. Ma è questo il segreto del libro: lo sentirete anche voi.

Tutto quello che sapevo era che avevo appena tagliato un cordone ombelicale e avevo usato un coltello arrugginito per farlo.

Prec.

Die Brücke: un unico ponte per tre frontiere nel cuore dell’Europa

Succ.

Giorgio Sommer, il fotografo di Sua Maestà il Re d’Italia

Rosa Maria Gloria Basanisi

Rosa Maria Gloria Basanisi

Articoli Correlati

László Krasznahorkai
Billy

Il senso della vita attraverso una manciata di farfalle: “La sicurezza della nazione ungherese” di László Krasznahorkai

13 Agosto 2026

l’altro compito principale del Museo Ungherese di Scienze Naturali: far conoscere alla popolazione ungherese l’infinita ricchezza della natura, e purtuttavia non bisogna mai essere del tutto soddisfatti dell’operato svolto, affermò, poiché - come avrebbero convenuto tutti i presenti -...

uclés
Billy

La famiglia Ardolento, la Guerra Civile e il realismo magico: Uclés come Márquez

7 Agosto 2026

«A quante case siamo?» «Distrutte o vuote?» «Vuote». «In tutta la penisola o in una regione specifica?» «Nella penisola». «Mi mancano i dati di Bilbao. A quanto pare, tutte le sue case sono rimaste orfane». «Hai una stima approssimativa?»...

sociopatica
Billy

“Sociopatica” di Patric Gagne: un memoir onesto e senza filtri

29 Luglio 2026

Tutto quello che leggevo indicava che ero una sociopatica. Mi mancava l’empatia, mentivo senza problemi, ero capace di commettere azioni violente senza provare rimorso, mi veniva facile manipolare, ero superficialmente affascinante, commettevo azioni criminali, faticavo a connettermi alle emozioni,...

spettro urbano
Billy

“Spettro urbano”: la non-guida che ci porta in una Tokyo inedita

24 Luglio 2026

Ma Ginza non vive soltanto di giorno. Quando il sole comincia a scendere, qualcosa cambia nella temperatura del quartiere. È l’ora in cui i turisti si fanno più rari, e inizia a uscire la folla dei salaryman, uomini in...

Succ.

Giorgio Sommer, il fotografo di Sua Maestà il Re d’Italia

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    781 shares
    Share 312 Tweet 195
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    510 shares
    Share 204 Tweet 128
  • Italiani all’estero: un grande neurochirurgo da Napoli a Lione con amore, passione e umiltà

    405 shares
    Share 162 Tweet 101
  • Gabriella Napolitano racconta “Una historia catalana”

    304 shares
    Share 122 Tweet 76
  • Apologia del culo: il nostro corpo non è più nostro

    327 shares
    Share 131 Tweet 82
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie