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Cinema aperti: cosa guardare in sala?

Alessandra Trifari di Alessandra Trifari
7 Giugno 2021
in Cinema
Tempo di lettura: 5 minuti
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Finalmente le sale italiane hanno riaperto, ferite dalla pandemia ma non sconfitte. Sì, perché durante il 2020 il cinema è stato tra i settori più danneggiati, talvolta quasi dimenticati, rivelando dati sconfortanti. Secondo Cinetel, che tiene sotto controllo circa il 95% delle sale italiane rimaste chiuse da marzo a giugno 2020 e da novembre 2020 a oggi, il mercato cinematografico italiano ha perso circa 460 milioni di euro d’incassi, con un decremento del 72% degli introiti e di più del 71% delle presenze rispetto al 2019. Cifre che hanno costretto moltissime produzioni a essere rimandate o distribuite sulle piattaforme streaming. Crediamo, tuttavia, che la ripresa non tarderà e la riapertura dei cinema dimostrerà ancora una volta che lo schermo televisivo non può nulla contro la regina sala.

Il modo migliore per aiutare la ripresa è appunto quello di recarsi al cinema, accoccolarsi sulle storiche poltroncine con una bibita fresca e l’odore del pop-corn nell’aria e lasciarsi trascinare per un paio d’ore o poco meno in quel viaggio di emozioni che, paradossalmente, abbiamo quasi dimenticato. La domanda, quindi, è cosa ci aspetta adesso sul grande schermo?

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Inutile dire che il più quotato, dagli adulti nostalgici e i piccini curiosi, è Crudelia (Cruella), live-action basato sul film d’animazione Disney La carica dei 101, del 1961, a sua volta tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice inglese Dodie Smith. Il film narra le origini della celebre villain Crudelia De Mon, appassionata di moda e dai trascorsi piuttosto burrascosi. L’aveva interpretata a suo tempo Glenn Close, nei remake live-action. A darle il volto, stavolta, è Emma Stone che, dopo i ruoli in La La Land e La Favorita, dà nuovamente prova del suo talento, sebbene la sua bellezza pura non rispecchi troppo i canoni fisici della scheletrica e dagli occhi spiritati adoratrice di pellicce che tutti ricordiamo.

Craig Gillespie, già regista di I, Tonya, dirige una pellicola con buoni movimenti di macchina ma ciò che risalta sono senza dubbio scenografie e costumi di forte impatto. Questo è forse uno dei motivi per vedere Crudelia sul grande schermo. Un altro è chiaramente lei, Emma Thompson nel ruolo della Baronessa von Hellman, designer di alta moda e antagonista. Purtroppo, i motivi sopracitati non bastano a promuovere un film soggiogato dai vincoli Disney, dove la cattiva di turno viene estremamente edulcorata rispetto addirittura al cartone animato originale. Crudelia era folle, sadica, del tutto fuori controllo e potenzialmente omicida, mentre qui risulta soltanto un po’ “cattivella”, soprattutto se contrapposta a un’antagonista, la Baronessa, davvero molto malvagia.

Questo è spesso il grave problema dei live-action Disney, cosa già successa con Maleficent, film che narrava le origini di Malefica, storica villain de La bella addormentata nel bosco, e che ha visto come risultato una Malefica del tutto snaturata da quella originale. Per non parlare della quantità di pretesti e risoluzioni senza senso e di un ritmo estremamente discontinuo. Vale la pena vederlo? Come sempre sì, anche solo per farsi una propria opinione e perché ai più piccoli, quasi certamente, piacerà. Chiudiamo con un punto a favore, la colonna sonora, caratterizzata da interessanti cover e una performance – incluso il doppiaggio – dei Måneskin.

Se Crudelia porterà una ventata di spensieratezza, lo stesso non si può dire per The Father – Nulla è come sembra. Il film, diretto da Florian Zeller al suo esordio alla regia, ha trionfato agli Oscar 2021 vincendo come Miglior sceneggiatura non originale e Miglior attore protagonista a Anthony Hopkins. Tra le altre candidature, Miglior film, Miglior attrice non protagonista a Olivia Colman, Miglior montaggio e Miglior scenografia. Trattasi di un adattamento cinematografico dell’omonima pièce teatrale dello stesso Zeller, The Father è un concentrato di emozioni contrastanti e non sarà facile uscire dalla sala integri e con gli occhi asciutti. Hopkins è semplicemente magistrale nel ruolo di Anthony, anziano uomo la cui vita comincerà ben presto a sgretolarsi in un mare di pezzi. Se non sapete davvero nulla di questo film, ci piacerebbe lasciarvi ignari, di modo che la sorpresa sull’effettiva trama risulti ancor più sconvolgente. Ma se conoscete il fulcro, poiché ormai abbastanza noto, possiamo asserire con certezza che The Father è in assoluto la più grande rappresentazione cinematografica della demenza senile di tutti i tempi.

Non è la prima volta che una pellicola affronta temi delicati come le malattie neurodegenerative. Basti ricordare Still Alice (2014), di Richard Glatzer e Wash Westmoreland, con una grandiosa Julianne Moore nei panni di una donna affetta da Alzheimer presenile, ruolo che le è valso anche un Oscar. Qui la situazione cambia: il punto di vista adottato da Zeller non è più quello dello spettatore o di altri personaggi, ma quello del protagonista, del malato. Il risultato è un film confuso e spiazzante, proprio come la mente di una persona che inizia a perdere progressivamente ogni sua certezza. La decostruzione del tempo, degli spazi, delle identità genererà una straziante empatia nello spettatore. Tra Hopkins e la Colman è una gara di epicità, coordinati da un’ottima regia d’autore e le commoventi musiche di Ludovico Einaudi. The Father rientra perciò tra i migliori film degli ultimi tempi. Ma assolutamente tra i peggiori da digerire.

Per la regia di Thomas Vintenberg, Un altro giro (Druk), è senza dubbio una pellicola da recuperare. Miglior film internazionale agli Oscar 2021, ma candidato anche come Miglior regia, si tratta di un’opera che ha fatto molto parlare di sé, lodata da pubblico e critica. Martin, assieme ad altri tre amici, inizia a fare uso di alcolici dopo aver appreso le teorie di uno psichiatra, il quale sostiene che l’uomo sia nato con un deficit da alcol pari allo 0.05% che lo renderebbe meno attivo nelle relazioni sociali e psico-fisiche. Protagonista è Mads Mikkelsen, peculiare attore danese già noto in prodotti come Rogue One: A Star Wars Story, la serie Hannibal, o Il sospetto, dello stesso Vintenberg. Un altro giro riesce a raccontare il tema dell’alcolismo in maniera non scontata, ponendo inoltre l’accento sulla depressione, i sentimenti, sull’importanza delle relazioni e dell’amicizia. Una dramedy originale e schietta, per nulla retorica, capace di intrattenere e lasciare al tempo stesso il segno. Pare inoltre confermato un remake statunitense con protagonista Leonardo Di Caprio. E voi cosa guarderete al cinema?

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Alessandra Trifari

Alessandra Trifari

Classe 1991. Dottoressa in storia dell'arte e disegnatrice. Scrive da sempre e la sua mente viaggia tra arte, cinema, musica e parità di genere. Dei due sentieri, sceglierà sempre il meno battuto.

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