• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Anna Claudia Cartoni e Irene: storia di straordinaria disabilità

Milena Dobellini di Milena Dobellini
15 Marzo 2024
in Margini
Tempo di lettura: 5 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

’O mare è nu rullo, ca te piglia e nun te lassa cchiù.

Il mare è un rullo, che ti prende e non ti lascia più.

Può interessartianche...

Elogio alla fatica

Vivere di abusi, morire di indifferenza

La prepotenza spara, l’umanità muore

Un esperto uomo di mare mi ha ripetuto questa frase fin da quando ero bambina, in napoletano. Non ho mai voluto crederci. Ho sempre sperato che il mare non potesse rubare la vita, che potesse solo restituirla. E, invece, quella di Anna Claudia Cartoni, ex ginnasta, tecnico federale e giudice internazionale di ginnastica artistica, se l’è presa davvero, in un incidente fra un motoscafo danese e una barca a vela sulla quale c’era proprio lei, il 23 luglio del 2022. Non l’ha restituita più. A oggi, Anna Claudia risulta ancora dispersa.

Forse perché le vite vissute con l’intensità con la quale lei ha vissuto la sua non possono mai essere dichiarate finite. Forse c’è bisogno di pensare a queste persone vive da qualche parte, magari programmando un ritorno, perché non ce la si fa a credere che non tornino più. Forse possono depositarsi lì, sul fondo del mare, spargendo un po’ del proprio spirito vitale, nella speranza che possa riprodursi, prima o poi.

Anna Claudia Cartoni aveva una figlia, Irene, gravemente disabile. Aveva scelto di non fermarsi ai “non può, non ha, non potrà, non avrà” scritti a caratteri cubitali sulle cartelle cliniche fin da quando la bambina era nel ventre materno. Aveva voluto scovare, in mezzo a ogni impossibilità, una possibilità nuova: regalarle la vita, una vita più normale possibile; crearla, quando non era contemplato potesse esistere, non per Irene. Aveva ostinatamente cercato il modo in cui poter realizzare un mondo a misura di sua figlia, pensando a come renderlo accessibile per la sua felicità.

Aveva scelto di vivere e far vivere Irene nella libertà e da persona libera, anche se la vita e purtroppo la società sembravano aver in serbo per loro solo disegni di prigionia. Anna Claudia aveva imparato a conoscere i bisogni speciali di sua figlia e di tutte le persone disabili, rispettandoli senza mai affrontarli con commiserazione, ma con grande lucidità. Aveva letto e previsto un mondo di tutti e per tutti attraverso lo sport, al quale aveva già dedicato la sua esistenza, fin da bambina.

A proposito dello sport diceva: «È un treno che raccoglie tutti, rallenta dove c’è la necessità di far salire qualcuno. È un canale di grande integrazione e condivisione e nessuno deve essere escluso dalla gioia di praticarlo. Se si uniscono le forze, anche le persone con disabilità talmente gravi possono sperimentare grandi emozioni. L’inclusione è reale e bella quando sei consapevole che è una ricchezza per tutti, sani e meno sani, e la conoscenza di mondi diversi è l’arma vincente per una vera accoglienza».

Anna Claudia aveva scelto di creare squadra, insieme a suo marito e papà di Irene e ad altri genitori interessati alla felicità di tutti, collaborando con varie associazioni fra cui Sod Italia, La corsa di Miguel, i Tetrabondi, e partecipando a diverse maratone con le joelettes, carrozzine fuoristrada monoruote per persone disabili che consentono loro di fare escursioni con l’aiuto di due accompagnatori.

Irene non ha mai comunicato verbalmente, non ha potuto dire mamma. Eppure, raccontava Anna Claudia, sapeva quando accanto a lei c’era sua madre. Avevano stabilito un con-tatto profondissimo, dove il tatto era fondamentale per sentire e vivere emozioni grandi.

Anna Claudia non aveva mai accettato, perché è inaccettabile, che sua figlia non potesse passeggiare per le strade della sua città o entrare in diversi luoghi, fra cui le scuole, a causa delle barriere architettoniche, o che dovesse sollecitare e a volte pretendere attenzione per vedere rispettati i diritti di sua figlia, come l’assistenza infermieristica o l’assistenza infermieristica a scuola.

Rivendicava la gioia, la scoperta, la felicità, come parte integrante di una vita colpita dalla disabilità. E la rivendicava perché sapeva come e quanto fosse possibile, seppur a volte complesso, viverla e farla vivere a Irene. La sperimentava ogni giorno.

Aveva sempre rifiutato appellativi come mamma coraggio, mamma guerriera e bambina speciale per Irene. Raccontava quanto la sua vita scorresse su un binario parallelo a quella degli altri, ma a un passo più lento. Avrebbe voluto solo smettere di lottare per ciò che semplicemente spettava a lei e a sua figlia, per ciò che erano e sono diritti violati.

Ora Anna Claudia non c’è più. È dispersa. Non c’è più nemmeno Irene. È morta, improvvisamente, il 15 febbraio scorso, un mese fa. Perché nella disabilità gravissima in un attimo si può smarrire un equilibrio molto precario, raggiunto a fatica dopo anni, a volte in una vita intera, e può costarla quella vita.

Perché sto provando a raccontare le loro storie? Perché non voglio si dissolvano, non voglio si dimentichino, non voglio si releghino a un pietismo inutile. Vorrei si gioisse, con loro e per loro, per ciò per cui hanno combattuto, per ciò che hanno raggiunto. E vorrei si soffrisse per ciò che non hanno raggiunto mai, perché il loro grido è rimasto inascoltato.

Vorrei si soffrisse per la morte che le ha strappate alla vita, non riconoscendo quanta vita erano riuscite a strappare alla morte. Non capendo quanta ancora sarebbe stato giusto ne vivessero. Vorrei che ogni volta che sfiorerà il pensiero della vita e della morte di Anna Claudia Cartoni una barriera architettonica fosse abbattuta. Perché vorrei che il mondo di tutti e per tutti fosse costruito, che ogni persona gravemente disabile possa accedere ai mezzi pubblici senza per questo rischiare per inadempienze dei cittadini e di chi sta loro al vertice.

Perché voglio che nessun essere umano resti inascoltato, anche quando comunica nell’unico suo modo possibile, un modo diverso rispetto a quello cui siamo abituati. Voglio accostare l’orecchio e il cuore, fino a quando tutti sapranno comunicare in LIS, fino a quando tutti conosceranno lo strumento della comunicazione aumentativa alternativa.

Sogno gli abbracci, le carezze, i baci come linguaggio universale. Sogno il giorno in cui la disabilità sarà diventata scambio e risorsa e non privazione e chiusura totale.

Perché Anna Claudia e tanti altri genitori, lottando ogni giorno, spesso nell’indifferenza, senza mai arretrare di un passo, ci hanno spiegato e ci stanno spiegando come si fa, come può essere realizzato un mondo a misura di tutti ed è dovere di ognuno, nessuno escluso, contribuire a farlo e a crearlo.

Grazie Anna Claudia. Grazie Irene. Ovunque voi siate. E un ringraziamento sentito e commosso a Valentina Perniciaro della Fondazione I tetrabondi.

Prec.

Democrazia: difendi questa umanità, anche restasse un solo uomo

Succ.

“Povere creature!”: perché meritava l’Oscar

Milena Dobellini

Milena Dobellini

Articoli Correlati

Binari del treno
Margini

Elogio alla fatica

30 Ottobre 2025

In un tempo in cui si elogiano le nefandezze, lo scopo di questo articolo è un elogio alla fatica delle persone comuni che con dignità e disperazione vanno avanti, anche quando vorrebbero solo arrendersi e tornare indietro. Ieri, in...

Vivere di abusi, morire di indifferenza
Margini

Vivere di abusi, morire di indifferenza

19 Ottobre 2025

In Italia, nel 2025, si può ancora vivere di abusi e morire d’indifferenza. Qualche giorno fa si è tenuto il rito funebre per salutare Elena Gurgu, una ragazza di ventisei anni, detenuta, che si è tolta la vita nel...

gaza poliomelite la prepotenza spara
Margini

La prepotenza spara, l’umanità muore

31 Luglio 2025

La realtà è una grande ferita infettata che non smette di sanguinare. Così, anche il pensiero di scrivere si allontana, pare vano, insensato, mostruoso di fronte alle atrocità che inghiottono voracemente ogni cosa, senza scrupoli, senza curarsi dell’emorragia sprovvista...

referendum 8 e 9 giugni
Margini

Il referendum dell’8 e 9 giugno è una battaglia di civiltà

3 Giugno 2025

Se non fosse per l’impegno di associazioni, realtà della società civile e pochi sindacati, nessuno si sarebbe accorto dell’appuntamento per il voto di cinque quesiti referendari previsto per l’8 e il 9 giugno. Ma, nonostante il disinteresse istituzionale, i...

Succ.
povere creature

“Povere creature!”: perché meritava l’Oscar

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • the brutalist

    “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    908 shares
    Share 363 Tweet 227
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1552 shares
    Share 621 Tweet 388
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1128 shares
    Share 451 Tweet 282
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    956 shares
    Share 382 Tweet 239
  • Cosa fa il cooperante: la funzione e la preparazione necessaria

    315 shares
    Share 126 Tweet 79
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie