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È finito il nostro Carnevale. Il Novecento pasionario nel segno e nel sogno della Diosa

I social, come negarlo, hanno cambiato in modo netto il nostro modo di approcciare alla quotidianità, ai rapporti umani, persino ai nostri sentimenti più intimi, come la nostalgia.

Fino a ieri, il rapporto col passato era a monopolio delle notti silenziose avvolti in un piumone, dei giorni in cui il presente sembrava troppo duro e il futuro un’utopia, e il rifugiarsi nei ricordi era l’unica via certa di sollievo.

A oggi, invece, basta un click alla funzione “Accadde oggi” dell’onnipresente Facebook che, come per magia, il sito ci catapulterà tra i post scritti in quella stessa data, durante tutti gli anni addietro, dal momento della nostra iscrizione.

Certo, decine di frasi e contenuti frivoli torneranno a galla senza produrre l’effetto delle reminiscenze di cui sopra. Eppure, tra questi, qualcun altro, invece, porterà alla nostra mente eventi e memorie che ci farà piacere ritrovare.

Due anni fa, proprio di questi giorni, mi ricorda il social network, completavo la lettura di un libro che a lungo avevo cercato tra gli scaffali delle librerie della città. Alla lettura di quel volume mi aveva incuriosito un programma in onda su Sky Arte, “Bookshow”, galeotto per il nostro incontro fu la fiera dei libri di Roma, “Più Lib(e)ri”.

È finito il nostro carnevale, Fabio Stassi. 

Innamorarsi di un buon libro è un po’ come restare mortalmente sedotti da una donna meravigliosa, poi, per qualche strano gioco del destino, non appartenerle mai, se non per una fugace, ma quantomai intensa, notte di passione.

Il romanzo dello scrittore di Viterbo, originario della Sicilia, è tutto questo e non solo. E, per giunta, la trama di quest’opera incantevole si snoda proprio attraverso la ricerca di un amore impossibile, incompleto, ma che per tale motivo è destinato a durare in eterno.

Rigoberto e la Diosa, la Rimet, la Coppa del Mondo, Consuelo. Una donna impossibile, sfiorata appena, quel tanto che basta per inebriarsi del suo profumo, per perdersi tra le sue forme. Rigoberto e la sua promessa eterna di portarla in salvo, di rapirla al mondo meschino delle dittature dei primi anni del Novecento. Una lotta pasionaria attraverso i moti rivoluzionari della Spagna antifranchista, dell’Italia della Resistenza, dell’Argentina del Che, della Cuba di Fidel, e così via.

Un veicolo, quello del “pallone”, per accompagnare il lettore attraverso un vero e proprio viaggio nel socialismo, nell’animo comunista di chi per l’uguaglianza ha combattuto e perso, spesso, anche la vita, ma mai la voglia e la speranza.

Un libro, quello di Stassi, che entra nel profondo del lettore, ne tocca le corde dell’anima, persino della coscienza. Lo aiuta a riflettere, gli lascia il tempo e lo spazio per emozionarsi, commuoversi, per poi invitarlo quasi a colpevolizzarsi per essere ancora lì seduto dietro a un libro straordinario, invece che in strada a urlare la propria voce con ogni mezzo, per un ideale, per un sogno, per una donna con le ali aperte verso la libertà.

È finito il nostro carnevale – Fabio Stassi. Un libro da far leggere ai ragazzi nelle scuole, per sperare negli uomini che faranno il nostro domani.

È finito il nostro Carnevale. Il Novecento pasionario nel segno e nel sogno della Diosa
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