• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Infanzia proibita e spose bambine

Sarah Brandi di Sarah Brandi
30 Giugno 2021
in Attualità
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Quando si sente parlare di una fanciulla data in sposa a un uomo più grande di lei, sembra quasi si stia leggendo un libro di storia medievale, periodo in cui non era raro che i padri usassero le loro figlie come merci di scambio per arricchire il proprio regno, o, ancora, di scorrere le righe di un racconto fantasy in cui una giovane principessa di 13 anni viene fatta sposare dal fratello maggiore con un barbaro con il doppio della sua età per ottenere un esercito che gli permetterà di riconquistare la corona persa. Eppure, risale appena a pochi giorni fa la storia di una madre che a Milano è riuscita a salvare la figlia di soli 10 anni strappando i documenti che le avrebbero permesso di prendere l’aereo, direzione Bangladesh, per sposare un cugino di ventiduenne, scelto per lei dal padre. Il coraggio di Malijla, così il nome della donna, ha fatto sì che la figlioletta scappasse da quel destino riservato a molte delle sue coetanee, quel fato che l’avrebbe mutata in una giovane moglie.

Quando si parla di spose bambine si intende tutte quelle minorenni che vengono forzate al matrimonio dai genitori. La loro presenza è molto alta nei Paesi in via di sviluppo in cui si conta che 1 fanciulla su 5 viene costretta a sposarsi. Niger, Chad, Bangladesh e Guinea sarebbero le nazioni in cui il fenomeno è più diffuso, ma comunque dati recenti hanno messo in evidenza come non sia raro nemmeno in alcuni Paesi occidentali, in primis negli USA, dove la pratica sembrerebbe legale in almeno 25 Stati, in cui non ci sono leggi esplicite che impongano un’età minima matrimoniale.

Può interessartianche...

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

Diversi sono sicuramente i fattori che influiscono sul perpetuare di questa prassi ignobile. In primis, la colpa ricade sulla società maschilista in cui le bambine vengono cresciute: padri padroni impediscono alle donne della comunità di istruirsi e tale mancanza d’istruzione, tanto delle madri, quanto delle figlie (costrette a lasciare la scuola), sembrerebbe largamente influenzare il dilagare dei matrimoni tra uomini e piccole fanciulle. Il deficit educativo impedisce alle donne di questi luoghi di comprendere che la loro vita non deve necessariamente contemplare il matrimonio, la cura della casa, la crescita dei figli e l’obbedienza incondizionata al marito, creando un circolo vizioso in cui si ostacola la crescita economica del Paese e, di conseguenza, anche il miglioramento delle sue condizioni di vita. Per di più, a contribuire alla perpetuazione degli Early Child Marriage, come vengono definiti in ambito accademico, sono anche credenze religiose e tradizioni culturali delle collettività in cui sono diffusi.

Cancellare questa usanza atavica è estremamente difficile. Lì dove è radicata, infatti, vige una sua apparente accettazione, che impedisce addirittura di ben quantificare il fenomeno poiché tali matrimoni, essendo specialmente religiosi, non vengono registrati dallo Stato. Piccole donne di appena 9 anni vengono vendute liberamente al miglior offerente in cambio di prestigio e denaro per la famiglia, costrette docilmente a lasciare la scuola, a non vivere alcuna adolescenza, a subire stupri, a trasformarsi in quella figura materna di cui hanno disperatamente bisogno, a morire di parti che non possono sostenere, a dimenticare l’innocenza della fanciullezza per immergersi nel dolore. E se alcune riescono a sopportare faticosamente una vita fatta di infelicità e sofferenza convivendo, dunque, con la depressione, per molte il suicidio diventa l’unica possibilità (la ribellione non viene nemmeno contemplata, poiché severamente punita) per sottrarsi a coloro che agli occhi degli altri sono gli sposi, ma che per loro sono dei veri e propri mostri che ogni sera ne visitano i letti.

I dati raccolti da Unicef hanno rivelato una diminuzione del 15% del fenomeno delle spose bambine, tuttavia non si può ignorare che oggigiorno sono ben 650 milioni le fanciulle che sono spinte a sacrificare la loro infanzia sull’altare, a mettere via le bambole per tenere tra le braccia infanti in carne e ossa, a subire danni morali, psicologici e fisici a causa di quei familiari che più che al loro futuro sono interessati alle ricchezze che possono fruttare. Proprio per questo bisogna continuare a parlarne, portare luce su questa pratica oscura così da cercare in qualche modo di arginarla sensibilizzando chi non la vive direttamente e cercando di far capire a chi la subisce che l’accettazione non è l’unica strada.

Prec.

Salvini chiude ai migranti e offre voce a tutta la disumanità di cui l’Italia è capace

Succ.

“I giorni dell’ombra”: l’ultimo romanzo di Sara Bilotti

Sarah Brandi

Sarah Brandi

Articoli Correlati

chiesa invisibili clochard
Attualità

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

3 Febbraio 2024

Nutrire l’affamato, accogliere lo straniero, visitare l’ammalato sono gesti di restituzione e, dunque, atti di giustizia.” – Don Andrea Gallo È la notte fra il 2 e 3 dicembre, a Treviso la temperatura è bassa, molto bassa, come sempre...

aborto diritti riproduttivi
Attualità

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

17 Gennaio 2024

Il 2023 si è chiuso con le parole di Elon Musk che, dal palco di Atreju, in occasione della festa di Fratelli d’Italia, si è dichiarato preoccupato per il tasso della natalità nel nostro Paese, che a quanto sottolineano...

violenza pronto soccorso
Attualità

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

17 Gennaio 2024

Assistiamo, impotenti, all’ennesimo caso di cronaca che ci lascia desolazione e amarezza negli animi. La dottoressa Anna Procida, infermiera, viene aggredita nella serata del 3 gennaio presso il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Il parente di un...

guerra - ukraina - soldati
Attualità

Gridano “cessate il fuoco” ma nessuno vuole rinunciare alla guerra

17 Gennaio 2024

Sono circa 59 le guerre in atto nel mondo in questo momento. Il Messico combatte dal 2006 contro i cartelli della droga, con 1367 morti. In Nigeria, dal 2009, la guerra ha ucciso 1363 persone. In Siria (1037 morti solo nel 2022), in Iraq (267), nello...

Succ.
“I giorni dell’ombra”: l’ultimo romanzo di Sara Bilotti

“I giorni dell’ombra”: l’ultimo romanzo di Sara Bilotti

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    697 shares
    Share 279 Tweet 174
  • “L’abitudine di mentire”: conversazione con Deborah D’Addetta e Antonio Esposito

    317 shares
    Share 127 Tweet 79
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    500 shares
    Share 200 Tweet 125
  • Simboli nascosti: la Cappella Sansevero e il tempio massonico X

    664 shares
    Share 266 Tweet 166
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1623 shares
    Share 649 Tweet 406
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie