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Vienna: la città che sorride ai passanti

Chiara Barbati di Chiara Barbati
9 Giugno 2021
in Viaggi
Tempo di lettura: 3 minuti
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Arte, orgoglio ed efficienza sono le parole che meglio descrivono una città tanto bella quanto funzionale. Visitare Vienna, in estate o inverno che sia, è un’esperienza affascinante, e non solo. La capitale austriaca possiede un patrimonio artistico e intellettuale accuratamente valorizzato e dimostra in ogni minimo particolare la volontà di sfruttare le sue ricchezze per agevolare il turismo culturale.

Situata sulle rive del Danubio, la cui presenza è un semplice contorno all’esperienza artistico-formativa che la città offre, Vienna è ricca di palazzi imperiali e musei interamente dedicati agli artisti che hanno vissuto tra le sue strade. La sua forza sta, forse, nel marcato orgoglio patriottico che regala agli intellettuali che ne hanno fatto la storia un’enorme visibilità. Mozart, Beethoven e il teatro dell’opera da un lato, i più famosi quadri di Klimt e di Schiele dall’altro: è impossibile non imbattersi costantemente in immagini, pubblicità e rimandi a quelle personalità che hanno fatto la storia e la fama di Vienna, e ai quali sono dedicati importanti spazi museali.

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La protagonista indiscussa, però, tra tutti i personaggi in voga che ne hanno abitato le vie, è una sola: Sissi. La personalità controversa dell’imperatrice affascina i viennesi come ha fatto con i sudditi dell’impero austro-ungarico di cui si è ritrovata alla guida. La sua storia, purtroppo di una vita triste, seppur agiata, e con picchi di tragicità, conquista anche i turisti che, in ogni caso, non possono evitare di incontrarne la rinomata chioma e i vestiti sfarzosi in ogni angolo della città.

Per il turista inesperto, Vienna è la meta ideale in cui imbattersi grazie all’efficienza dei servizi pubblici e alla vicinanza tra le attrazioni principali, quasi tutte raggruppate del Museums Quartier. Dal centro della città è infatti semplicissimo raggiungere la residenza imperiale, che racchiude secoli di storia austriaca e un percorso che entra in profondità nella vita dell’amata imperatrice, e l’Albertina, il grande museo nel quale sono racchiuse opere di artisti contemporanei e alcuni capolavori dei più famosi impressionisti, nonché conturbanti opere puntiniste e surrealiste. Nei dintorni, anche la Casa della Musica, dedicata a ciò che ha reso Vienna la patria del suo famosissimo teatro dell’opera e del famigerato concerto di Capodanno. Il Belvedere, poi, fatto di due edifici museali divisi da un immenso giardino in stile Versailles, ospita una delle tele più famose del mondo, Il bacio di Klimt, la cui bellezza, purtroppo, cattura tutte le attenzioni di un luogo che invece ospita innumerevoli lavori altrettanto belli del pittore, come il suo bellissimo girasole, e numerosi quadri dell’altro grande artista viennese, Egon Schiele.

Menzione speciale a Schönbrunn, la residenza estiva della famiglia imperiale, che vanta dimensioni inimmaginabili. Il palazzo in stile barocco dal gusto tipicamente sfarzoso, il giardino, nel quale la famosa imperatrice amava passeggiare e andare a cavallo, il giardino zoologico, il più grande d’Europa, e i labirinti, divertente passatempo per i nobili ora ricostruiti come gli originali perché anche i turisti possano goderne. E poi la Gloriette, la principale attrazione del parco, che con i suoi tre archi troneggia dall’alto del punto più panoramico di Schönbrunn.

Ma messe da parte le principali attrazioni, Vienna non perde il suo fascino anche nella quotidianità. Curata e inconfondibile persino nelle periferie, fatte di edifici adorni e delicati, resta, prima di tutto, una città funzionale, perfettamente collegata – tanto che camminare è quasi inutile –, perfetta per viverci e per visitarla. Unica pecca la quasi totale mancanza di cartelli e segnali in inglese tanto che, se non nelle attrazioni più importanti, risulta difficile muoversi senza chiedere informazioni. Per fortuna, è davvero raro incontrare qualcuno che non sia in grado di fornirne di dettagliate.

Come per ogni luogo del mondo, inoltre, il modo più semplice e naturale per conoscerne le abitudini e la cultura, è attraverso il cibo. Nei piatti tipici, contaminati dalle tradizioni ungheresi, è facilissimo imbattersi: bratwurst e schnitzel, le famosissime cotolette viennesi, zuppe, frittelle e lagos, gustose focacce ungheresi, richiamano l’attenzione dei turisti e li invitano in ristoranti o chioschetti. Ma il calore della città non si avverte solo consumando i suoi caldi piatti dal sorprendente sapore. Il cuore di Vienna si avverte nella gentilezza degli abitanti che non esitano a fornire indicazioni o dalle chiacchiere che i camerieri amano intrattenere con i clienti. Dagli autisti di autobus che, anche se il prossimo passa in due minuti, aspettano chiunque corra nella loro direzione. Ed è in questo la forza della capitale austriaca: una città tanto organizzata e ben funzionante potrebbe risultare fredda e macchinosa. Invece, Vienna sorride ai passanti.

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