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Perché il turismo sceglie Napoli?

Francesca Testa di Francesca Testa
16 Luglio 2021
in Attualità
Tempo di lettura: 4 minuti
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I dati sul turismo in Italia, ma soprattutto a Napoli, parlano chiaro: secondo le elaborazioni condotte da CST per Confesercenti in occasione della XXIII Borsa della 100 città d’arte, infatti, nella top 5 delle mete con maggiore crescita, Napoli è al secondo posto dopo Matera, con un incremento nel settore del +108.7% rispetto al 2010. Numeri incredibili, davvero impensabili se ci si sofferma anche soltanto un istante a pensare a quante cose, in realtà, nel capoluogo campano non funzionano come dovrebbero. Eppure, i viaggiatori sembrano premiare quella luce che la città partenopea emette con grande forza, nonostante tutto.

Anche la Lonely Planet, famosa casa editrice australiana che diffonde guide turistiche in tutto il mondo, ha definito in un suo recente articolo Napoli come la Italy’s coolest city, e le ragioni di questo ingresso in classifica sono tante. Ciò che colpisce, innanzitutto, è lo spirito comunitario dei napoletani, delle sfumature che la città ha e che mostra in tutta la sua bellezza anche un po’ selvaggia. Da sempre, grandi personalità sono state attratte dal suo fascino, tra cui Hemingway, Neruda, Warhol, e oggi sono in particolar modo i giovani artisti che si spingono all’ombra del Vesuvio sedotti dalle sue facce, così diverse, così intriganti, che riescono a venir fuori anche attraverso serie tv quali Gomorra di Roberto Saviano o L’amica geniale di Elena Ferrante.

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In particolare, secondo la Lonely Planet, ciò che rende speciale la città è la sua vita notturna che non si trascorre nei locali, bensì per strada e questo non succede soltanto nel weekend, ma anche in settimana. Una città che sembra, quindi, non assopirsi mai. Ed è proprio per strada che Napoli, come molti altri centri del Bel Paese e non solo, svela i suoi lati nascosti, fatti di scorci unici, di street art e musica che sbuca anche da un angolo nascosto.

turismo-napoli-sceltaMa Partenope non è soltanto movida e bei panorami. La sua crescita, da città d’arte qual è, va di pari passo con l’incremento dei visitatori nei musei e nelle aree archeologiche. Parliamo di numeri che continuano ad aumentare anche in questi primi sette mesi del 2019. Un chiaro esempio di eccellenza è sicuramente il MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che non smette di stupire per i cambiamenti che ha apportato alla città, in particolar modo grazie a mostre uniche nel loro genere. Tra tutte, Canova e l’antico che ha visto nascere una prima ed eccezionale collaborazione con il museo l’Ermitage di San Pietroburgo o, ancora, Gli Assiri all’ombra del Vesuvio, altra importantissima esposizione. Dal punto di vista culturale però, non è soltanto il MANN ad aver portato a casa dei risultati rilevanti. Esempio di grande valore è la mostra Caravaggio Napoli al Museo di Capodimonte che vuole approfondire il periodo partenopeo vissuto da Michelangelo Merisi.

Tra i vari e altri grandi nomi abbiamo quello di Mark Zacharovič Šagal, meglio conosciuto come Marc Chagall, di cui centocinquanta opere hanno raggiunto Napoli per la prima volta, con la mostra Chagall. Sogno d’amore nella bellissima Basilica della Pietrasanta. Un altro chiaro esempio, infine, è l’arrivo presso Palazzo Zevallos di un ospite illustre da Milano, il Compianto sul Cristo morto di Sandro Botticelli.

Questa varietà culturale, inoltre, coinvolge poi la musica, con concerti e spettacoli di grandi artisti famosi che prima di oggi non erano mai venuti in città, e lo sport, come hanno dimostrato le recenti Universiadi, evento di caratura mondiale oscurato dai media. Anche il teatro continua a stupire, così come ha stupito il flash mob organizzato poco tempo fa da Roberto Bolle che ha danzato – con una compagnia di circa sessanta ballerini – per le strade di Napoli incantando i numerosi increduli spettatori. Da non dimenticare, poi, la street art che sembra vivere un momento speciale, diverso. In assoluto, Jorit è l’artista che sta lasciando un segno profondo tra i palazzi della città, con numerosi murales come quelli di Pier Paolo Pasolini e di Angela Davis che a Scampia, la periferia più discussa del capoluogo campano, intendono ricordare che il cambiamento è possibile, che arte e legalità possono convivere.

I dati sul turismo, però, non parlano soltanto dei “soliti” viaggiatori stranieri – che tanto soliti non sono visto che arrivano anche dalla Cina, dalla Russia, dall’Argentina – che sono stati conquistati da questo misterioso, a volte inquietante, fascino di Napoli. Gli stessi italiani, infatti, spinti da un’atmosfera positiva che travolge, a dispetto di quello che dicono telegiornali o semplici luoghi comuni, si fanno coraggio e arrivano in città, mossi da grande curiosità. Un fascino, quello partenopeo, che visto da vicino può svelare qualcosa di lontano dai propri pensieri, uno charme che vissuto in prima persona mostra realtà prima celate completamente. Eppure, allo stesso tempo, ci si rende conto di quanto potenziale non venga sfruttato a dovere, di come ci si lasci andare, facendosi trasportare da una corrente lenta e poi frenetica su strade che sanno di storia, calpestate spesso con troppa noncuranza.

Napoli abbraccia e accoglie tutti, ma ancora non riesce ad andare di pari passo con la voglia di fare che, inutile negarlo, a poco a poco sta finalmente emergendo, mostrando un orgoglio consapevole, un entusiasmo irrefrenabile alimentato da una passione forte. Perché i numeri dettano legge, ma le azioni sono ancora di cuore.

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