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“Ogni coincidenza ha un’anima”. Fabio Stassi interroga la memoria attraverso la letteratura

Alessandro Campaiola di Alessandro Campaiola
29 Giugno 2018
in Billy
Tempo di lettura: 3 minuti
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Via Merulana, nel cuore del quartiere Esquilino di Roma, torna a rianimarsi di un insolito via vai. Sono per lo più donne quelle che si affrettano alla terrazza dove un biblioterapeuta, insegnante precario, dispensa rimedi letterari per la cura di ogni malanno, fisico o dell’anima.

Un piccolo appartamento preso in affitto a tempo determinato, una libreria personale di volumi più o meno noti di scrittori da ogni parte del mondo, un cane, Django, completamente muto: è fatta principalmente di questi elementi fondamentali la vita di Vince, il protagonista del nuovo romanzo di Fabio Stassi, edito da Sellerio, Ogni coincidenza ha un’anima.

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Naturale prosieguo de La lettrice scomparsa (2016), ma indipendente nello svolgersi di questa inedita, coinvolgente vicenda, Ogni coincidenza ha un’anima è un nuovo caso su cui indagare seguendo i suggerimenti offerti dalla letteratura, un giallo atipico, non fosse altro che Stassi scongiura qualsiasi spargimento di sangue.

Ad affacciarsi allo studio di Vince, questa volta, è Giovanna Baldini, sorella di un uomo affetto da Alzheimer, anche lui ossessionato dai libri, tanto da possedere una collezione di migliaia di romanzi, tutti impilati secondo uno schema ben preciso. Nulla è casuale in casa Baldini, neppure una pagina che l’uomo lascia in eredità alla famiglia prima di arrendersi ai vuoti che inghiottiscono con il tempo ogni suo ricordo, una facciata di un racconto annerito in diverse sue parti, solo alcune parole sono chiaramente leggibili.

Lo scopo della nuova cliente di Vince è risalire al titolo di quel volume e leggerlo ancora una volta al fratello, prima che sia troppo tardi. «È solo un’ipotesi, ma se questo libro esiste, ci terrei a sapere qual è. E se lei lo trovasse, potrei leggerglielo a voce alta, qualche pagina al giorno». Nelle sue intenzioni, però, pare celarsi un disegno tutt’altro che fraterno e caritatevole.

Quello che si presenta sulla scena di questa seconda – siamo pronti a scommettere, non ultima – indagine, è un Vince più maturo, sicuro di sé e al contempo smarrito, impegnato in una storia che si dipana nei vicoli circostanti l’ex Caserma Sani, già sede della Facoltà di Studi Orientali dell’Università La Sapienza di Roma. Luoghi e vicoli cari all’autore, tanto da plasmare questa nuova e più completa figura del suo personaggio, quasi, sulla forma di un suo alter ego. Affronta, Vince, il grande enigma affidatogli dalla signora Baldini e, nel frattempo, fa i conti con una nuova realtà che avvolge le strade dell’Esquilino, macchiate di odio razziale.

E, come già familiare ai lettori di Fabio Stassi, anche la musica assume un ruolo centrale nello sviluppo del romanzo, dalle canzoni francesi che il protagonista è solito far girare dal suo giradischi alla stessa andatura dei suoi passi un po’ incerti e, tuttavia, necessari. Tutto è note e ritmo, con quel riverbero sudamericano che non abbandona mai lo scrittore di Viterbo.

Un autentico inno alla lettura e alla letteratura, Ermanno Paccagnini, dalle pagine del Corriere della Sera, ben fotografa la nuova avventura di Stassi, coinvolgente, veloce, godibile dalla prima pagina all’ultima nota che riassume, come in un’accurata ricetta medica, i consigli letterari di Vince.

È memoria, reminiscenza, una corsa contro il tempo che ne cancella inesorabile le tracce lasciate lungo il percorso della propria vita. Ogni coincidenza ha un’anima di Fabio Stassi scava a fondo nel passato dei suoi personaggi quanto in quello di chi ne sfoglia le pagine. E tu, se avessi perso tutto, e ti venisse concesso di salvare un solo ricordo, quale sceglieresti?

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