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Non è un Paese per l’arcobaleno

Delle affermazioni del Vicesegretario federale della Lega, Lorenzo Fontana, si è già molto parlato. All’indomani della sua nomina di Ministro per la Famiglia e le Disabilità, l’onorevole ha, infatti, immediatamente catturato l’antipatia di milioni italiani dichiarando la sua ferma fede nella religione cattolica e reclamando l’idea per cui la famiglia sia quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papà, giungendo persino a negare l’esistenza dei nuclei omogenitoriali: «Perché, esistono le famiglie arcobaleno? Per la legge non esistono in questo momento». Con poche parole, dunque, il Vicesindaco della città di Verona ha fatto capire che oltre a essere nemico delle donne che reclamano il diritto di scegliere se interrompere o meno la loro gravidanza – perché l’Italia ha bisogno di far crescere il suo tasso di natalità – e contro l’eutanasia, è anche contro il dare la possibilità agli omosessuali di crearsi una famiglia, poiché inculcherebbero la spaventosa teoria gender

E, seppure il neo Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha preso le distanze dalle affermazioni di Fontana, dicendo che non è intenzione del governo dibattere su temi come l’aborto e le unioni civili, ha comunque affermato che spera che il suo Paese, in futuro, si basi su principi per cui la mamma si chiama mamma e il papà si chiama papà. E per cui un figlio viene adottato se ci sono una mamma e un papà. Allineandosi, per quanto apparentemente in modo indiretto, alla linea di pensiero del suo Ministro. 

Come se non bastasse, a battersi contro l’esistenza delle famiglie arcobaleno, in Italia, ci sono anche le due organizzazioni CitizenGo e Generazione Famigliache nei giorni scorsi hanno presentato cinque esposti alle procure di Milano, Torino, Firenze, Bologna e Pesaro contro altrettanti casi di registrazione di bambini delle famiglie omogenitoriali da parte di alcuni sindaci italiani. Ad appoggiare tale iniziativa, poi, non mancano politici del centrodestra come Simone Pillon della Lega e Maurizio Gasparri di Forza Italia. Secondo questi cattolici integralisti, infatti, sarebbe in atto un tentativo di manomettere l’ordinamento giuridico italiano con queste iscrizioni, al fine di sdoganare anche in Italia le pratiche di procreazione medicalmente assistita, eterologa per le coppie lesbiche e gestazione per altri per le coppie gay.  

Ma nel Paese nostrano non sono solo i politici a criticare la famiglia non tradizionale. Difatti, anche Papa Francesco si è lanciato in affermazioni che dimostrano il suo rifiuto di nuclei familiari “atipici”: «Ma la famiglia immagine di Dio è una sola, quella tra uomo e donna», ha affermato il Pontefice rivolgendosi ai delegati del Forum delle Famiglie ricevuti in Vaticano per i venticinque anni della loro sigla. Il Santo Padre con le sue asserzioni, quindi, pare dimostrare il suo tacito consenso all’ideologia del Ministro Fontana. Nonostante il continuo ribadire l’accettazione degli omosessuali da parte della Chiesa, sembrerebbe che per Bergoglio questi abbiano il diritto di esistere e credere ma non debbano, tuttavia, avere la facoltà di cercare la felicità diventando padri e madri

Nel 2016 con la legge sulla Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze – nata soprattutto grazie alla Senatrice Monica Cirinnà –, il Paese a forma di stivale ha approvato l’unione tra persone dello stesso sesso come specifica formazione sociale. Eppure, sembrerebbe ancora non disposto a pensare a una famiglia diversa da quella composta da padre, madre e figli. Ma tutti quelli che si scontrano contro le famiglie arcobaleno cosa credono? Forse, nella loro mente, perpetua l’idea, smentita da diversi studi, per cui i figli di coppie omosessuali sarebbero più inclini a sviluppare problemi psicologici e sociali. Quanti convinti di ciò dovrebbero comprendere che in realtà un bambino può crescere bene tanto in un nucleo per così dire tradizionale, quanto in uno dove ci sono due mamme e due papà. Ciò che conta, infatti, è l’amore che a questa creatura si riesce a dare, ciò che conta è quanto si sia presenti. Per di più, se queste persone accettano solo le famiglie in cui vi sono un uomo e una donna, insieme, è meglio che inizino anche a preparare disegni di leggi che vietino a un genitore vedovo o single di tenere un figlio e, ancora, un decreto che vieti le famiglie allargate, perché anche queste deviano da quella idea di normalità che hanno in mente. 

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