• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

“Il messaggero” di Markus Zusak: la vita è una partita a carte

Fabiana Stornaiuolo di Fabiana Stornaiuolo
26 Febbraio 2018
in Billy
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Diciannove anni, ragazzo semplice, nessuna pretesa. Un giovane assolutamente nella media e, per certi versi, sotto la media, si ritrova improvvisamente a sventare una rapina in banca. È così che comincia la storia di Ed Kennedy, eroe per caso o, forse no: se c’è una cosa che Io sono il messaggero di Markus Zusak insegna è cercare lo stupore nell’ordinario, la grandezza degli insospettabili.

Ed fa il tassista. La sua vita scorre senza che lui se ne accorga, in un misto di veglia e sogno disincantato che conosce solo il presente e non sa sperare nel futuro. Tutto procede con ritmo banalmente tranquillo finché, un giorno, il protagonista si ritrova insieme al suo migliore amico, Marvin, davanti a un ladro inesperto. Stupito di se stesso, in quello che è forse il suo primo vero atto di coraggio, il ragazzo che si credeva incapace di tutto riesce a fermare il rapinatore. Da quel momento, la sua vita cambia e con essa la sua posta ricevuta. Nella buca delle lettere, infatti, oltre a pubblicità e bollette, c’è una piccola busta chiusa con dentro qualcosa che, per molto tempo, Ed non riuscirà a spiegarsi: un vecchio asso di quadri con sopra tre indirizzi e, accanto a questi, tre orari diversi. È il suo primo incarico.

Può interessartianche...

La famiglia Ardolento, la Guerra Civile e il realismo magico: Uclés come Márquez

“Sociopatica” di Patric Gagne: un memoir onesto e senza filtri

“Spettro urbano”: la non-guida che ci porta in una Tokyo inedita

Un mittente sconosciuto continuerà a inviargli nuovi compiti scritti su carte da poker. La quotidianità del giovane sarà destinata così a intrecciarsi con sconosciuti che, apparentemente, sembreranno non aver alcun collegamento con lui, ma dei quali contribuirà a stravolgere la quotidianità.

Quadri, fiori, picche, cuori e, quando tutto sembra finito, il Jolly: ogni carta ha obiettivi diversi, sfide sempre più difficili, nuove domande senza risposta. Ed esegue, raccoglie e riporta il suo messaggio sotto forma di missione da portare a termine. Ogni volta inaspettatamente ci riesce, scoprendosi molto più coraggioso e audace di quanto non avrebbe mai sospettato prima.

Frasi brevi, ritmo concitato, lettura gradevole. Lo stile di Zusak condisce un’atmosfera intrisa di mistero, stimolando la curiosità del lettore a ogni nuova pagina. Definirlo una semplice fiction, però, sarebbe troppo riduttivo. L’autore, infatti, non si accontenta di incuriosire e divertire chi legge, vuole trasmettere qualcosa di più importante.

Io sono il messaggero, si legge in copertina. Ma chi è, davvero, il messaggero? Per tutto il libro sembra che sia Ed, intento com’è a fare da committente per conto di un personaggio anonimo dai fini sconosciuti. Eppure, sfogliando le ultime pagine, si intuisce pian piano che il ragazzo, in realtà, è il messaggio e Zusak è lo strumento offertosi volontariamente per trasmetterlo: nessuno è troppo piccolo, nessuno è troppo umile per poter essere grande, per poter essere utile.

Non solo il libro, quindi, è alla portata di tutti, ma anche il suo invito: rendere straordinario l’ordinario. Ciascuno è capace di superarsi e l’unico limite, l’unico freno è quello che ognuno pone a se stesso. Convincendosi di essere troppo modesti, ci si incatena in una vita banale, senza aspettative e dal presente piatto. I giorni si susseguono sempre uguali, finché non succede qualcosa, non si incontra qualcuno, non si legge Io sono il messaggero.

Con la sua penna fresca, originale e intensa, Zusak consegna al lettore la sua missiva: c’è un Ed in ciascuno di noi. Ognuno conserva dentro di sé un giovane impacciato che la vita, il contesto, il carattere hanno convinto di non essere abbastanza, nascondendo l’infinito mondo di possibilità che invece custodisce. La proposta o, meglio, la sfida è dar voce al proprio potenziale represso. Il messaggio di Ed è chiaro: uscire dal torpore, consegnarsi alla vita e, con essa, cominciare la partita giocando al meglio le proprie carte.

E voi? Voi siete pronti a scommettere?

Prec.

Simboli nascosti: la Cappella Sansevero e il tempio massonico X

Succ.

Dal Vangelo secondo Matteo

Fabiana Stornaiuolo

Fabiana Stornaiuolo

Articoli Correlati

uclés
Billy

La famiglia Ardolento, la Guerra Civile e il realismo magico: Uclés come Márquez

7 Agosto 2026

«A quante case siamo?» «Distrutte o vuote?» «Vuote». «In tutta la penisola o in una regione specifica?» «Nella penisola». «Mi mancano i dati di Bilbao. A quanto pare, tutte le sue case sono rimaste orfane». «Hai una stima approssimativa?»...

sociopatica
Billy

“Sociopatica” di Patric Gagne: un memoir onesto e senza filtri

29 Luglio 2026

Tutto quello che leggevo indicava che ero una sociopatica. Mi mancava l’empatia, mentivo senza problemi, ero capace di commettere azioni violente senza provare rimorso, mi veniva facile manipolare, ero superficialmente affascinante, commettevo azioni criminali, faticavo a connettermi alle emozioni,...

spettro urbano
Billy

“Spettro urbano”: la non-guida che ci porta in una Tokyo inedita

24 Luglio 2026

Ma Ginza non vive soltanto di giorno. Quando il sole comincia a scendere, qualcosa cambia nella temperatura del quartiere. È l’ora in cui i turisti si fanno più rari, e inizia a uscire la folla dei salaryman, uomini in...

l'abitudine di mentire
Billy

“L’abitudine di mentire”: conversazione con Deborah D’Addetta e Antonio Esposito

7 Luglio 2026

Con L’abitudine di mentire (Ossorosso Edizioni), antologia curata da Deborah D’Addetta e Antonio Esposito, la menzogna diventa il punto di partenza per interrogare uno dei paradossi più antichi della letteratura. Perché la bugia non è mai soltanto il contrario...

Succ.
Dal Vangelo secondo Matteo

Dal Vangelo secondo Matteo

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    747 shares
    Share 299 Tweet 187
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    505 shares
    Share 202 Tweet 126
  • “Sociopatica” di Patric Gagne: un memoir onesto e senza filtri

    305 shares
    Share 122 Tweet 76
  • Simboli nascosti: la Cappella Sansevero e il tempio massonico X

    668 shares
    Share 267 Tweet 167
  • “Spettro urbano”: la non-guida che ci porta in una Tokyo inedita

    303 shares
    Share 121 Tweet 76
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie