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Lonely Planet: una guida per la Campania

Francesca Testa di Francesca Testa
4 Maggio 2021
in Rubriche
Tempo di lettura: 4 minuti
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La Lonely Planet ha realizzato la prima storica guida dedicata alla regione Campania. La celebre casa editrice – che, in realtà, avrebbe dovuto chiamarsi Lovely – è stata fondata da Tony e Maureen Wheeler, che nel 1973 hanno dato vita a questi volumetti di viaggi fai da te amati da persone di tutte le età. I coniugi, che si sono conosciuti su una panchina di Londra, hanno iniziato a viaggiare per il mondo e visitato circa 160 paesi. Una grande passione, la loro, trasformatasi inevitabilmente in un lavoro a tempo pieno.

Stavolta è il turno della Campania con i suoi luoghi della cultura, conosciuti e non, le passeggiate suggestive immersi nella natura e i sentieri unici, i tour enogastronomici e tanto altro. La guida è un progetto promosso dalla Regione Campania tramite SCABEC, Società Campana dei Beni Culturali. Composto da 432 pagine, il volume racconta una terra che non ti aspetti attraverso un itinerario di arte e bellezza che fa riscoprire le cinque province. Come riportato sul sito di SCABEC: un’esperienza indimenticabile promossa da campania>artecard, il pass che racchiude l’intera offerta del patrimonio culturale campano e che offre la possibilità a turisti e a residenti di accedere a castelli e dimore storiche, chiese e complessi monastici, musei e parchi archeologici, parchi e grotte naturali.

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Le guide Lonely Planet sono pensate e realizzate per far immergere il turista nel cuore di un luogo in particolare. È possibile sfogliare tutto quello che non si dovrebbe assolutamente perdere, nonché una serie di consigli volti a rendere la visita memorabile. Per la Campania vale lo stesso: il volumetto racchiude, infatti, i suggerimenti degli esperti, gli itinerari consigliati, i siti e ovviamente i musei archeologici.

La guida è divisa per province e non si poteva non iniziare con il capoluogo partenopeo: A Napoli si viene per il suo fascino cangiante, frutto forse delle tante influenze culturali o del ritmo pulsante che scandisce la vita dei suoi sagaci abitanti, abituati a improvvisare e a badare più alla sostanza che alla forma. E ancora: Napoli è un pezzo unico: un viaggio verticale dalle tenebrose catacombe e dai tunnel segreti fino ai quartieri alti dove tutto risplende, un’avventura che dal mare e dalle coste assolate conduce ai chiaroscuri del centro storico, autentico spaccato di vita tra miseria e nobiltà, e all’incontro con musei di portata mondiale. Non c’è soltanto la bellezza del centro storico, ma l’incontro con i quartieri più veraci, il sacro e il profano, i vicoli nascosti, lo street food, la street art. Napoli viene raccontata attraverso i Campi Flegrei, il Vesuvio, la Penisola Sorrentina e le isole del Golfo.

Il viaggio prosegue poi attraverso Salerno: Se siete interessati alle meraviglie della natura, allora il Cilentano non mancherà di sorprendervi. […] Le viuzze stropicciate del centro storico, con il loro tripudio di archi, odori marinareschi, chiesette profumate di antico, insegne vintage, colonne romane che fanno capolino dalle facciate scrostate delle case, dove si alternano alle architetture contemporanee che hanno rinnovato l’identità della città.

Ci sono poi Avellino e l’Irpinia: Di una bellezza non convenzionale e tutt’altro che trendy, non per tutti. […] Pochi territori che sono in grado di trasmettere in egual misura la forza dirompente del proprio carattere: nessun evento sismico ha svilito le suggestive tradizioni radicate nei secoli; villaggi abbandonati e castelli in rovina sembrano rianimarsi sullo sfondo di una natura grandiosa, fatta di boschi, verdi vallate, montagne solcate da eremi, colline accarezzate da filari di vite o ulivi. Da ammirare, nella loro carica evocativa, ci sono siti culturali incantevoli quali il Santuario di Montevergine, l’Abbazia del Goleto, ma anche l’area naturale di Mefite, luoghi dalle atmosfere magiche. 

La provincia di Benevento non sfoggia località patinate come altre aree della Campania e non ha il mare azzurro e capolavori archeologici di risonanza mondiale. Tuttavia, non c’è bisogno di uno spiccato anticonformismo per innamorarsi del territorio: il capoluogo, per esempio, è una cornucopia di testimonianze artistiche di epoche diverse, e se fosse collocato in una regione meno affollata di meraviglie potrebbe certamente essere ambita a una più ampia notorietà. Una vera e propria sfilata di borghi sanniti, la scenografica Sant’Agata de’ Goti aggrappata a una rupe di tufo, poi la lavorazione delle ceramiche, arte secolare di Cerreto Sannita, per arrivare a Telese Terme.

Chiude il volume Caserta: La fama della Reggia supera di molto quella della città, cresciuta nei secoli all’ombra di quella che è una delle residenze più sontuose della Penisola. Ma la provincia di Caserta ha un’offerta turistica tanto varia da poter accontentare le esigenze di qualsiasi viaggiatore. Del resto, come non si può andare a vedere le rovine sparse tra Capua e Santa Maria Capua Vetere, l’archeologia industriale a San Leucio. La montagna del Parco Regionale del Matese e il silenzio dei villaggi di Sessa Aurunca. Non mancano di certo monasteri affrescati, così come castelli e borghi medievali.

La Campania è una delle regioni italiane a maggior concentrazione e varietà di valori paesaggistici, storici, archeologici, artistici, ma anche di contrasti. Contrasti visibili anche nella sua geografica, nella costituzione geologica del territorio articolato tra il mar Mediterraneo e la montagna, che l’origine vulcanica ha reso fertilissimo, ma anche molto fragile. I contrasti sono dovuti anche a una storia densa di presenze – dai greci ai normanni, agli angioini, dal Regno delle Due Sicilie all’Italia unita – in un arco temporale di almeno tre millenni che ha stratificato testimonianze e ricchezze insieme a contraddizioni e conflitti. Il grande patrimonio di beni culturali e ambientali della Campania viene così raccontato nella nuovissima guida della Lonely Planet che, sicuramente, non deluderà i suoi milioni di lettori.

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