• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

“La donna dei fiori di carta”, un nome per una vita

Giusy Gaudino di Giusy Gaudino
30 Giugno 2021
in Billy
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

La notte fra il 14 e il 15 aprile del 1912, mentre il transatlantico Titanic affondava senza aver terminato il viaggio inaugurale, uno dei passeggeri scese nella sua cabina di prima classe, indossò uno smoking e risalì sul ponte.

Invece di cercare di salvarsi, si accese un sigaro e attese di morire.

Può interessartianche...

Nicole Trevisan: esordio con “Malefica”, romanzo della rabbia e del Veneto

Marco Ottaiano, Strawberry Fields: i Beatles letti come poesia romantica

Tamu Edizioni cambia nome: nasce Tangerin

Quando fu domandato ai superstiti del naufragio chi fosse il misterioso uomo, molti furono concordi nell’indicare un certo Otto Feuerstein, commerciante di tessuti, che viaggiava per affari, da solo.

A nessuno di loro fu rivelata subito la particolare circostanza che Otto Feuerstein, in realtà, era morto nel proprio letto, a casa sua, a Dresda.

Due giorni prima che il Titanic salpasse.

Donato Carrisi, scrittore e sceneggiatore di quarantaquattro anni, dà inizio al suo romanzo La donna dei fiori di carta (2012) con un mistero, vero e proprio leitmotiv nella sua carriera di autore di thriller. In questo caso, però, siamo di fronte a un noir che richiama un accaduto noto su scala internazionale: l’affondamento del Titanic.

Se non Otto Feuerstein, quindi, chi è il misterioso uomo che non tenta di salvare la propria vita mentre il transatlantico finisce inghiottito nell’oceano?

La risposta arriva soltanto quattro anni dopo, durante il primo conflitto mondiale, quando il medico di guerra dell’esercito austriaco Jacob Roumann, sul fronte del Monte Fumo, è incaricato di carpire se il soldato italiano tenuto in ostaggio sia un ufficiale, così da poterlo scambiare con il tenente colonnello suoi connazionale caduto nelle mani dei nemici del Bel Paese.

Dall’incontro tra Jacob Roumann e il misterioso prigioniero in una buia e umida caverna avvolta nel silenzio, scaturisce la storia di un uomo – non si sa chi sia, l’interlocutore del medico riferisce soltanto che si chiama Guzman – disposto all’impossibile per conquistare la donna che ama. E la sola condizione per averla è scoprire il suo nome.

Se nella cornice di questa vicenda, quindi, il dottore è incaricato di rivelare l’identità dell’ostaggio, anche il racconto di quest’ultimo è improntato sulla ricerca di un nome, quello di Isabel.

Chi è Guzman? Chi sono io? E chi era l’uomo che fumava sul Titanic?

Il prigioniero accetta, quindi, di palesarsi a patto che Roumann ascolti la sua storia, mentre risponderà di volta in volta alle tre domande. E, così, l’intero romanzo ruota, nella narrazione principale e in quella secondaria, intorno alla necessità di identificare, di scoprire dei nomi, che da soli possono cambiare, e addirittura salvare, la vita dei personaggi.

In una tale combinazione di ricerche di identità, riaffiorano i ricordi di Jacob, egli stesso protagonista, un tempo, di una storia d’amore la quale, in principio, si era sviluppata a sua volta attorno al desiderio di conoscere il nome di una donna ignota che, in segreto, gli donava con una certa frequenza dei fiori di carta.

«Ho desiderato per molto tempo conoscere il tuo nome», le confessò, «Non il tuo volto o il tuo aspetto, non m’importava. Volevo solo sapere che esistevi veramente. Allora, vuoi dirmelo?»

Non vi è azione, non vi sono avventure mirabolanti, ma soltanto ricordi, e soprattutto un uomo tenuto in cattività che scava nel passato, quello di un misterioso Guzman, dall’infanzia ferita e tormentata a una giovinezza trascorsa ad amare Isabel. L’ascolto è la chiave per tutto e Roumann è disposto a farlo, con un thermos di caffè sempre pronto, pur di salvare una vita.

Posso curare un soldato, a volte guarirlo, si diceva Jacob Roumann. Ma con ciò avrò solo rimandato il suo destino, e forse abbreviato quello di qualcun altro.

Non gli era mai stata offerta davvero l’opportunità d’impedire una morte.

Dopo aver assistito a migliaia di morti, alle urla del dolore e a ogni tipo di atrocità, il medico non si arrende. È la sua occasione di riscatto, questa volta non manderà un uomo a morire, bensì restituirà a lui la vita e a se stesso la fiducia. Alla sua missione si unisce ben presto il piacere di vivere la storia di Guzman. Roumann vuole saperne di più e trovare risposta a ognuna delle tre domande. Man mano che la vicenda viene scandita, le soluzioni giungono e sono sorprendenti, riportano a galla un intimo dolore e una questione irrisolta. E Jacob, che credeva di usare il recluso per compiere il suo incarico, ben presto scopre di essere egli stesso strumento di una missione ben diversa. Ma delle due riuscirà a portarne a termine soltanto una.

Nel romanzo di Carrisi, il lettore veste i panni del medico austriaco e, insieme a lui, ascolta con impazienza una storia di vita cercando di incamerarne ogni singolo dettaglio. Tra le nuvole di fumo del prigioniero, chiusi in una grotta, vicini e allo stesso tempo lontani dai tumulti della Grande Guerra, Roumann e il lettore intraprendono un viaggio spazio-temporale ripercorso attraverso un linguaggio semplice, quello tipico delle lunghe chiacchierate in cui ci si racconta davanti a una tazza di caffè.

Prec.

“Una donna fantastica” e l’amore senza aggettivi

Succ.

Tina Modotti, la fotografa rivoluzionaria

Giusy Gaudino

Giusy Gaudino

Articoli Correlati

nicole trevisan malefica
Billy

Nicole Trevisan: esordio con “Malefica”, romanzo della rabbia e del Veneto

31 Marzo 2026

Nicole Trevisan, classe ’89. A qualcuno piace dire sia un ingegnere con la passione per la scrittura. Noi di Spaghetti Writers, e io, ci teniamo a correggere il tiro: un’autrice che nel tempo libero fa l’ingegnere. Nel 2022 si...

beatles
Billy

Marco Ottaiano, Strawberry Fields: i Beatles letti come poesia romantica

22 Marzo 2026

Cosa concede a un professore di lingua e letteratura spagnola la possibilità di scrivere un libro sui Beatles? Un argomento sul quale si è detto e scritto di tutto, su cui si pubblicano ancora ogni anno decine, centinaia di...

tangerin tamu
Billy

Tamu Edizioni cambia nome: nasce Tangerin

22 Marzo 2026

Tamu Edizioni, casa editrice indipendente con sede a Napoli, è sempre stata più che una semplice realtà editoriale: progetto culturale, spazio di dialogo, libreria, punto di riferimento della comunità locale. Nel suo catalogo abbiamo sempre trovato testi impegnati, politici,...

junx
Billy

“Junx”: l’inquietudine di una generazione perduta

22 Marzo 2026

Tra le pagine di Junx – Non basterebbe una notte, edito da Pidgin Edizioni, si annida un’inquietudine profonda che non appartiene soltanto al protagonista. L’inquietudine è collettiva, tocca una generazione nata in una terra di contraddizioni e che trova...

Succ.
tina-modotti

Tina Modotti, la fotografa rivoluzionaria

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    572 shares
    Share 229 Tweet 143
  • “Cime tempestose”: erotismo senza il coraggio di indulgere nell’osceno

    404 shares
    Share 162 Tweet 101
  • Simboli nascosti: la Cappella Sansevero e il tempio massonico X

    658 shares
    Share 263 Tweet 165
  • Rispecchiare la paura: “Frankenstein” di Mary Shelley

    343 shares
    Share 137 Tweet 86
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1614 shares
    Share 646 Tweet 404
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie