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La Cappella Pignatelli restituita alla città di Napoli

Francesca Testa di Francesca Testa
2 Luglio 2018
in Lapis
Tempo di lettura: 4 minuti
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La Chiesa di Santa Maria Assunta dei Pignatelli fu edificata nel XIV secolo dalla famiglia Pignatelli di Toritto per essere utilizzata come cappella privata annessa al palazzo. Al suo interno è possibile ammirare il dipinto l’Assunta, posto sull’altare maggiore, realizzato dal pittore partenopeo Fedele Fischetti che affrescò, nel Settecento, anche la bellissima volta.

I Pignatelli sono una famiglia nobile non soltanto napoletana, ma anche siciliana, pugliese e calabrese con un ramo spagnolo, un tempo, tra le più importanti in Italia. Anche se molti autori ne hanno tracciato l’origine in Lombardia, le prime memorie documentate risalgono al 1102 con Lucio Pignatiello, Conestabile di Napoli. Inoltre, nel Sud Italia la casata sostenne l’avvento di Carlo I d’Angiò, tanto che Bartolomeo Pignatelli, nel 1269, ebbe la signoria di Caserta per la sua famiglia e l’iscrizione dei consanguinei nei seggi di Nido e Portanuova del Patriziato di Napoli.

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Dopo cinquant’anni di abbandono, durante i quali la chiesa è stata chiusa al culto, diventando un mero deposito nonché oggetto di furti e atti vandalici, finalmente la cappella è pronta per mostrarsi nuovamente al pubblico grazie ai lavori di restauro del progetto Centro storico di Napoli – Valorizzazione del sito Unesco finanziato dall’Unione Europea.

Lunedì 25 giugno c’è stata l’inaugurazione di questo magnifico gioiello del Rinascimento napoletano, con un appuntamento gratuito all’insegna della musica che ha dato inizio a un ciclo di quattro lectiones magistrales con lo storico e critico musicale Paolo Isotta. Un’occasione, questa, non soltanto per scoprire e riscoprire la musica partenopea, ma anche per ammirare la bellezza di una cappella ricca di marmi, stucchi, prezioso pavimento in pietra, cotto e maioliche, e dipinti straordinari.

La Cappella Pignatelli è proprietà dell’Università Suor Orsola Benincasa – che ne ha curato il restauro portato a termine in tempi brevissimi – dall’inizio degli anni Novanta, grazie alla donazione da parte dell’antica famiglia. Con i lavori, è stata assicurata la stabilità della struttura, recuperando subito dopo le opere d’arte in essa conservate, infine è stato installato un nuovo impianto di illuminazione, delle aule multimediali e una sala adibita per conferenze, concerti e proiezioni, rendendo l’edificio un vero e proprio moderno centro culturale. Il merito va anche al coordinamento scientifico di Pierluigi Leone de Castris, su progetto di Massimo Del Giudice.

La Cappella Pignatelli è diventata dunque, a tutti gli effetti, la sede della Cattedra Permanente di Culture d’Europa dell’istituto e sarà aperta a lezioni pubbliche che verteranno su temi molto importanti legati alla storia e all’attualità europea, portando a Napoli esperti internazionali di diverse discipline. A tal proposito, il Rettore Lucio D’Alessandro ha dichiarato: «Un luogo di animazione culturale, di confronto e di ricerca aperto a tutti: alla città, agli studiosi e ai turisti, perché il compito di un’università è proprio quello di mettere i suoi saperi e il suo patrimonio artistico e scientifico al servizio del territorio».

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