• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

“Il racconto dell’Ancella” e il potere delle parole

Marina Finaldi di Marina Finaldi
22 Dicembre 2019
in Billy
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Se la letteratura ha uno scopo oltre il piacere è quello di mostrarci, attraverso il racconto di qualcosa che ci sembra distante, il nostro vero volto allo specchio. Il viso che ricambia il nostro sguardo, oggi, è quello di Offred. La pelle quasi grigia è una tela segnata dal pianto, la bocca è pallida. Gli occhi conservano una vecchia scintilla. I capelli sono completamente nascosti da una cuffia immacolata, porta un vestito color del sangue.

Attraverso le sue parole vive la Repubblica di Gilead, una teocrazia totalitaria che ha soppiantato gli Stati Uniti D’America con una serie di attentati terroristici. A Gilead regna la paura. Per le strade, ristagna l’odore della morte. L’aria è inquinata, radioattiva. La terra non dà più frutti, l’umanità è agonizzante. Non ci sono quasi più nascite. Così, in una sorta di “Mondo Nuovo” a rovescio, il regime impone alle donne ancora fertili di offrirsi come genitrici.

Può interessartianche...

“La carità carnale” di Monica Acito: il miracolo del corpo e la ferocia del paese

Il Titanic come metafora della modernità: la raccolta di poesie di Fondane

Nicole Trevisan: esordio con “Malefica”, romanzo della rabbia e del Veneto

Strappata alla sua famiglia mentre tentava di fuggire lontano, Offred viene trascinata in un Centro Rosso, dove una lunga serie di torture fisiche e psicologiche riscrive completamente la sua storia. Qui perde il diritto a poter disporre del suo corpo, della sua identità, del suo nome. Diventa Of-Fred, di Fred, il Comandante cui viene assegnata, l’uomo al quale deve garantire una successione.

Margaret Atwood scrisse Il racconto dell’Ancella nel 1985. L’opera pone un’importante questione sull’impatto che la pretesa di maternità ha sul sesso femminile. Offred, ad esempio, in quanto donna fertile, viene spogliata di ogni individualità, privata del suo status di essere umano, identificata esclusivamente attraverso le funzioni del suo utero. Anche le altre protagoniste, però, non hanno vita più facile. Le donne povere e non sposate, le donne anziane e sterili, le donne omosessuali vengono bollate come Unwomen e condannate a raccogliere rifiuti tossici nelle Colonie. Riporto qui il termine originale (Unwomen) e non la versione italiana (Nondonne) poiché sono dell’avviso che nella traduzione si perda qualcosa di importante: una Nondonna, in qualche modo, rivendica ancora una parte del suo passato di donna “completa”; il prefisso non indica una trasformazione, non cancella ciò che è stato. Una Unwoman, d’altro canto, si vede negare ogni definizione: quell’un- sembra suggerire un incompiutezza che è lì da sempre, come un prodotto difettoso in una catena di montaggio, inferiore, da scartare.

Le donne ricche e sposate, invece, indossano un’uniforme blu e sono chiamate, semplicemente, Mogli. Il racconto ci mostra il dramma personale di Serena Joy, la Moglie del Comandante di Offred, per la quale non essere in grado di concepire rappresenta una colpa. Nonostante la condizione privilegiata, Serena Joy è a suo modo una Unwoman: dimenticata ai margini delle mura domestiche, assalita dalla solitudine, schiacciata dal desiderio di avere un figlio e dalle conseguenze che questa sua aspirazione comporta.

Una volta al mese, durante i giorni fertili di Offred, si consuma La Cerimonia nel corso della quale le ancelle si stendono supine sul grembo delle Mogli, che le tengono ferme per i polsi, con le gambe divaricate. Non c’è amore e neppure erotismo in questo rituale. A ogni colpo di reni del Comandante, Offred e Serena Joy, unite solo nella disperazione, assistono al reciproco annullamento.

Cerimonia, questa parola ammantata di sacralità religiosa, è solamente il travestimento di un altro termine: stupro. Il linguaggio della Repubblica di Gilead è tempestato dai tentativi di edulcorare e minimizzare ciò che avviene sotto l’occhio vigile del regime. Così, le aguzzine cui spetta la rieducazione delle ancelle sono denominate Zie, le brutali forze di polizia sono premurosi Custodi e gli agenti speciali portano il nome degli Angeli.

L’utilizzo dei vocaboli è sempre di cruciale importanza per i regimi totalitari. È attraverso le parole, infatti, che il mondo viene costruito, interpretato e celato. Sono queste, in fila come in una partita a Scarabeo, che inventano le storie e la Storia. Coloro che ne hanno il potere, lo esercitano anche sugli uomini. Ecco perché gli unici che possono farne uso, a Gilead, sono i Comandanti. Leggere e scrivere è proibito. La scrittura è, dunque, un atto di ribellione. Non è un caso che le uniche testimonianze di messaggi scritti nel racconto siano brevi slogan volti a ridicolizzare il regime ( Zia Lydia fa schifo) o a esprimere solidarietà (Nolite te bastardes carborundorum – Che i bastardi non ti schiaccino).

Se la scrittura e le storie sono l’arma del potere, però, quale valore ha il racconto di Offred? Ci si può fidare di lei come narratore? Il lettore è cieco: deve affidarsi completamente al punto di vista dell’ancella, per poter proseguire. Non ci sono altre voci, altre fonti che raccontano di Gilead e dei suoi orrori. Così, ironicamente, è attraverso un’ancella privata della sua storia e del suo nome che Gilead può diventare reale. E proprio perché Offred non ha identità, il racconto diventa corale: la Storia di tutte le ancelle vestite di rosso che si leva in alto, in un’unica voce. Il loro narrare supera il Muro del silenzio imposto dal regime, ne spezza l’autorità. E, attraverso esso, la protagonista rinasce, si riappropria di sé e della sua Storia.

Il volto di Offred che ricambia il nostro sguardo allo specchio è il volto delle migliaia di donne che, ancora oggi, vengono costrette al silenzio, eppure, con un filo di voce, mormorano: «Non lasciare che i bastardi ti schiaccino.»

Prec.

“L’avvoltoio” di Giuseppe Petrarca e la “parte buia” delle istituzioni socio-sanitarie

Succ.

Mai con il PD, a meno che non convenga!

Marina Finaldi

Marina Finaldi

Articoli Correlati

la carità carnale
Billy

“La carità carnale” di Monica Acito: il miracolo del corpo e la ferocia del paese

30 Aprile 2026

Non capita a tutti di pubblicare il proprio libro d’esordio ed essere riconosciuti, immediatamente, tra gli autori di punta del panorama letterario del proprio Paese. È accaduto a Monica Acito, autrice del fortunato Uvaspina, da marzo scorso in libreria...

titanic
Billy

Il Titanic come metafora della modernità: la raccolta di poesie di Fondane

29 Aprile 2026

Quando si prova a cercare su internet “poesie Titanic” viene fuori un ventaglio di risultati infinito, a testimonianza dell’impatto che la tragedia della nave più famosa al mondo ebbe sull’immaginario delle persone, allora e ancora oggi. Quando il Titanic...

nicole trevisan malefica
Billy

Nicole Trevisan: esordio con “Malefica”, romanzo della rabbia e del Veneto

31 Marzo 2026

Nicole Trevisan, classe ’89. A qualcuno piace dire sia un ingegnere con la passione per la scrittura. Noi di Spaghetti Writers, e io, ci teniamo a correggere il tiro: un’autrice che nel tempo libero fa l’ingegnere. Nel 2022 si...

beatles
Billy

Marco Ottaiano, Strawberry Fields: i Beatles letti come poesia romantica

22 Marzo 2026

Cosa concede a un professore di lingua e letteratura spagnola la possibilità di scrivere un libro sui Beatles? Un argomento sul quale si è detto e scritto di tutto, su cui si pubblicano ancora ogni anno decine, centinaia di...

Succ.
Mai con il PD, a meno che non convenga!

Mai con il PD, a meno che non convenga!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    636 shares
    Share 254 Tweet 159
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    485 shares
    Share 194 Tweet 121
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1618 shares
    Share 647 Tweet 405
  • Le ville di Napoli: il Vomero e le dimore “gentilizie” (parte 2)

    360 shares
    Share 144 Tweet 90
  • Friedrich, il sublime dell’infinito

    529 shares
    Share 212 Tweet 132
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie