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Festival di Internazionale 2020/2021: un nuovo modo di incontrarsi

Continua la tradizione del Festival di giornalismo di Internazionale, seppur con vesti e modalità nuove dovute all’emergenza sanitaria in corso. La formula è quella di un festival lungo un anno: un weekend al mese in cui si tenta di riproporre gli incontri, i dibattiti e le proiezioni che solitamente si tengono in un unico fine settimana, all’inizio di ottobre, nel centro storico di Ferrara, con la partecipazione di migliaia di persone che possono respirare la condivisione di idee e approfondimenti.

Pensati inizialmente come appuntamenti itineranti nelle varie regioni di Italia – in modo da permettere la partecipazione di quanta più gente possibile e non costringerla a spostarsi in altre regioni – in realtà il solo weekend inaugurale di ottobre si è tenuto in presenza, a Ferrara, con prenotazioni obbligatorie e ingressi contingentati. In quell’occasione, è stato possibile assistere a proiezioni di film in anteprima italiana, accedere a mostre e presentazioni di libri inediti, oltre a workshop e dibattiti su economia, diritti, genere e approfondimenti dal mondo.

Chiaramente, il coronavirus è stato protagonista di qualsiasi evento poiché nulla che riguardi l’attualità può essere letto senza fare riferimento alla pandemia che ha messo in ginocchio l’intero mondo. E, così, l’appuntamento di novembre, che si è tenuto online, ha visto protagonista il dibattito sul vaccino con importanti esponenti del settore sanitario italiano e internazionale, come Michel Thieren (dell’OMS), Donato Greco, Nathalie Ernault (Medici Senza Frontiere) e Nicola Magrini (Agenzia Italiana del Farmaco). In particolare, è stato approfondito il tema dell’accesso universale alle cure, non solo per quanto riguarda il vaccino, ma anche per tutti gli strumenti diagnostici, i trattamenti e le terapie: l’universalità e la gratuità delle cure – in particolare nei Paesi poveri non è solo una questione di giustizia, ma anche di salute pubblica, essendo presupposto necessario per scongiurare l’eventualità di nuove ondate pandemiche.

È giunto così il terzo appuntamento, previsto per i prossimi 16 e 17 gennaio, che vedrà ben quattro dibattiti online sulla pagina Facebook di Internazionale, su temi fondamentali che hanno caratterizzato quest’ultimo anno appena passato. Il titolo del primo incontro – che si terrà sabato alle 16 – è Diseguali: il tema è quello delle disuguaglianze e in particolare della forbice sempre più ampia tra ricchi e poveri. Tale distanza è stata esasperata dall’emergenza sanitaria, che in particolare in alcune parti del mondo è diventata economica e sociale, dimostrando una totale assenza dello Stato che viene sostituito per quanto possibile da associazioni di volontariato che operano sul territorio e, molto più spesso, dalla criminalità, che approfitta delle falle sistemiche per infiltrarsi lì dove il terreno è fertile. Protagonisti del dibattito – mediato da Alessandro Lubello – saranno Stefano Zemagni, economista, il cui ultimo libro si intitola proprio Diseguali. Politica, economia e comunità: un nuovo sguardo sull’ingiustizia sociale, e Laura Serrano Conde, corrispondente dell’agenzia spagnola EFE.

Nella stessa giornata, alle ore 18, sarà invece trasmesso l’incontro Una sfida per l’Europa: ospiti saranno Paolo Gentiloni, commissario agli affari economici dell’UE, Jérôme Gautheret (Le Monde) e Silvia Sciorilli Borrelli (Financial Times). L’argomento è appunto la grossa sfida che attende l’Europa per il prossimo anno: i Paesi saranno in grado di utilizzare gli aiuti europei non solo per superare la più grande recessione dal dopoguerra, ma anche per portare a termine un processo di integrazione mai concluso?

La giornata di domenica affronterà invece altri argomenti: da un lato Ultradestra, dall’altro La rivoluzione gentile in Bielorussia. Dunque il primo tema, approfondito dai politologi Cas Mudde e Nadia Urbinati, sono i movimenti, i partiti, i leader di estrema destra e il modo in cui essi si sono imposti sulla scena pubblica, influenzando i programmi dei partiti tradizionali e i dibattiti pubblici, dall’Europa agli Stati Uniti. Il secondo incontro, che avrà come protagonisti Maria Arena, deputata del Parlamento Europeo, Hanna Liubakova, giornalista bielorussa e Veronika Tsepkalo, attivista politica bielorussa, partirà dalle proteste contro Aleksandr Lukasenko, per comprendere le ragioni della loro determinazione, nonostante la repressione subita, approfondendo inoltre il ruolo delle donne.

Si tratta sicuramente di appuntamenti interessanti, in grado di offrire innumerevoli spunti di riflessione. Non sarà lo stesso che prendere posto nei teatri gremiti del centro di Ferrara, né fare interminabili file all’ingresso per accaparrarsi un posto, mentre ci separano pochi centimetri dagli altri ospiti, ma non bisogna per questo rinunciare alla condivisione, all’approfondimento, a cibarci delle parole e delle notizie che ci appaiono ancora così indispensabili per vivere.

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