• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

I problemi strutturali del carcere sono esplosi: il Rapporto di Antigone ce lo conferma

Giusy Santella di Giusy Santella
18 Maggio 2022
in Attualità
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

I due anni appena trascorsi, caratterizzati dalla fase acuta della pandemia – non che questa si sia a oggi conclusa – hanno sì messo in evidenza le criticità strutturali del carcere, esplose in tutta la loro brutalità, accendendo talvolta riflettori oramai polverosi sull’universo penitenziario, ma anche innescato un dibattito prevalentemente emergenziale, finalizzato a evitare il contagio e a salvaguardare i soggetti più fragili. Superato il momento più critico nella diffusione del virus, bisogna però riconoscere che le criticità sono rimaste e anzi esse sono state esasperate, e intanto pochissimi passi in avanti per garantire una migliore qualità della pena sono stati fatti. Dunque resta ancora più evidente la distanza tra pena effettiva e pena legale: è proprio con quest’ultimo assunto che inizia il diciottesimo rapporto sulle condizioni di detenzione dell’Associazione Antigone, che da oramai venticinque anni visita le carceri nazionali attraverso il suo Osservatorio, offrendo alla società civile un presidio costante di garanzia e legalità negli istituti di pena, proprio lì dove troppo spesso garanzia e legalità sono inesistenti.

Il sovraffollamento rimane una delle peggiori piaghe: dopo un trend al ribasso dovuto alle misure emergenziali anti-Covid, le presenze hanno ripreso a salire e superano le 54mila unità, un dato molto lontano dal rispetto della capienza regolamentare delle carceri e ancor di più da quella effettiva, considerate le zone fatiscenti e/o in ristrutturazione e quindi inutilizzabili. Seppure non siano stati ancora raggiunti i numeri pre-pandemici, la tendenza è chiara e non si tratta altro che di schemi che già si sono ripetuti, in particolar modo in seguito alla sentenza Torreggiani.

Può interessartianche...

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

Ricordiamo che con quest’ultima l’Italia era stata condannata per trattamenti inumani e degradanti dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, la quale aveva individuato nel sovraffollamento un problema strutturale del sistema penitenziario italiano, che si ripercuoteva sulla qualità della vita e della pena dei detenuti. Da allora nulla è cambiato: per evitare le sanzioni il Governo si era affrettato a varare misure emergenziali per svuotare le carceri – a dimostrazione che tutto è possibile se c’è volontà politica – ma dopo qualche anno le presenze hanno ricominciato a crescere. Bisogna però precisare che la soluzione non può essere la costruzione di nuovi istituti, per sostituire e supportare quelli fatiscenti attualmente in uso, ma bisogna pensare a un nuovo modo di intendere la pena, che allontani dal carcere il connotato dell’afflizione che oramai lo caratterizza.

Se il fine della pena è, secondo la Costituzione, la rieducazione e dunque il rientro in società, bisogna sottolineare come non solo l’Italia prediliga, a differenza degli altri Paesi europei, la pena detentiva a discapito di modalità alternative di condanna che si rivelano in realtà anche più efficaci in termini di recidiva, ma ha anche sposato un’idea di carcerazione che è punizione e afflizione, e dunque non solo mera privazione della libertà. Un simile modello si è però rivelato inefficace sotto tutti i punti di vista e così la maggior parte delle persone che escono dal carcere torna a delinquere proprio perché il fine rieducativo auspicato non è stato raggiunto, e in realtà neppure perseguito se si guardano i dati che l’Associazione Antigone ha raccolto nel suo rapporto.

Nel 17% degli istituti visitati, infatti, mancano spazi per la socialità e nel 32% non ci sono spazi per le lavorazioni, percentuali che aumentano a dismisura se si guarda agli istituti più vecchi. Addirittura nel 45% delle carceri non è in funzione un’area verde per i colloqui con i familiari: questo ci dà l’idea di quanto sia sacrificato il diritto all’affettività delle persone recluse e il loro bisogno di mantenere saldo il legame con i loro cari. Le percentuali restano deludenti anche per le attività trattamentali, risocializzanti e sportive e probabilmente in questi dati possiamo trovare le risposte a molte domande sull’(in)utilità del carcere.

Le caratteristiche degli spazi si ripercuotono sull’intera vivibilità del penitenziario e sull’umanità della pena in termini di salubrità degli ambienti e quindi di diritto alla salute. È anche su quest’ultimo aspetto che si concentra il Rapporto di Antigone, sottolineando la difficoltà di accedere alle cure, persino se basilari, ma anche di conoscere il proprio quadro clinico in maniera completa, nonostante si tratti di diritti che teoricamente sarebbero garantiti. L’Associazione Antigone si prodiga anche con il difensore civico per supportare i detenuti che si trovano in queste condizioni, ma i problemi strutturali rimangono tali e non possono essere risolti con interventi di volontariato, per quanto autorevoli e professionali essi siano. Tuttavia, è l’intero quadro psico-fisico che viene messo a dura prova dalla detenzione: i dati dimostrano l’essenza patogena del carcere, in particolare se siamo di fronte a disturbi psichici che possono facilmente sfociare in atti autolesionistici e tentativi di suicidio. Ricordiamo che sono state ben 57 le persone a essersi tolte la vita in cella nel solo 2021 e il 2022, se possibile, si sta dimostrando anche peggiore.

Inoltre, se nell’ultimo periodo il carcere ha occupato il dibattito pubblico è stato soprattutto per le vicende tristemente note riguardanti le torture perpetrate ai danni dei detenuti di alcuni istituti, tra cui in particolare quello di Santa Maria Capua Vetere, dove si è svolta, nell’aprile 2020, una vera e propria mattanza, una spedizione punitiva ai danni delle persone recluse, colpevoli di aver protestato temendo per la propria salute mentre nei reparti detentivi si diffondeva il Covid. Non si tratta purtroppo di casi isolati e numerosi sono quelli per i quali l’Associazione Antigone ha presentato esposti per denunciare tali brutalità o i processi in cui si è costituita parte civile. Basti pensare ai fatti di San Gimignano, i cui video hanno avuto, così come per il carcere campano, una rilevanza mediatica che è straziante ma anche necessaria. Simili avvenimenti rivelano in realtà strutture di potere insite nel mondo penitenziario e per i quali non si può più parlare di mele marce.

Il carcere è un non luogo, lontano da diritti e garanzie, e molto spesso da occhi attenti che sappiano cogliere ciò che realmente si cela dietro quelle mura. Uno spazio disumanizzante e alienante in cui ci si dimentica di esseri umani. Organizzazioni come Antigone ci aiutano a mettere insieme i pezzi di un puzzle che tutti dovrebbero avere ben chiaro poiché ciò che succede in un istituto di pena riguarda l’intera società: la strada è ancora lunga e tortuosa, ma assolutamente necessaria.

Prec.

“Veduta Leopardi”: al via la nona edizione, nel ricordo di amici perduti

Succ.

“La lezione”, l’intrigante thriller che non è thriller

Giusy Santella

Giusy Santella

Articoli Correlati

chiesa invisibili clochard
Attualità

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

3 Febbraio 2024

Nutrire l’affamato, accogliere lo straniero, visitare l’ammalato sono gesti di restituzione e, dunque, atti di giustizia.” – Don Andrea Gallo È la notte fra il 2 e 3 dicembre, a Treviso la temperatura è bassa, molto bassa, come sempre...

aborto diritti riproduttivi
Attualità

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

17 Gennaio 2024

Il 2023 si è chiuso con le parole di Elon Musk che, dal palco di Atreju, in occasione della festa di Fratelli d’Italia, si è dichiarato preoccupato per il tasso della natalità nel nostro Paese, che a quanto sottolineano...

violenza pronto soccorso
Attualità

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

17 Gennaio 2024

Assistiamo, impotenti, all’ennesimo caso di cronaca che ci lascia desolazione e amarezza negli animi. La dottoressa Anna Procida, infermiera, viene aggredita nella serata del 3 gennaio presso il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Il parente di un...

guerra - ukraina - soldati
Attualità

Gridano “cessate il fuoco” ma nessuno vuole rinunciare alla guerra

17 Gennaio 2024

Sono circa 59 le guerre in atto nel mondo in questo momento. Il Messico combatte dal 2006 contro i cartelli della droga, con 1367 morti. In Nigeria, dal 2009, la guerra ha ucciso 1363 persone. In Siria (1037 morti solo nel 2022), in Iraq (267), nello...

Succ.
la lezione

“La lezione”, l’intrigante thriller che non è thriller

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • the brutalist

    “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    908 shares
    Share 363 Tweet 227
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1552 shares
    Share 621 Tweet 388
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1128 shares
    Share 451 Tweet 282
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    956 shares
    Share 382 Tweet 239
  • Cosa fa il cooperante: la funzione e la preparazione necessaria

    315 shares
    Share 126 Tweet 79
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie