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Cosa fa il cooperante: la funzione e la preparazione necessaria

Collab. di Collab.
28 Novembre 2024
in Varie
Tempo di lettura: 3 minuti
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Il cooperante è una figura professionale che lavora in contesti internazionali, spesso in paesi in via di sviluppo, per promuovere lo sviluppo sostenibile, la giustizia sociale e i diritti umani. Il suo ruolo è cruciale per attuare progetti umanitari, sanitari, educativi, agricoli, ambientali o economici, finalizzati a migliorare le condizioni di vita delle comunità più svantaggiate.

La funzione del cooperante

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Il cooperante può operare in diversi settori, a seconda del progetto in cui è coinvolto. Tra le principali aree di intervento vale la pena menzionare senza dubbio l’assistenza umanitaria e di emergenza, lo sviluppo rurale ed agricolo, l’educazione e la formazione, i diritti umani e l’inclusione sociale.

Assistenza umanitaria e di emergenza

Nei contesti di crisi, come conflitti armati o disastri naturali, il cooperante lavora per fornire assistenza immediata alla popolazione colpita. Questo include la distribuzione di cibo, acqua, medicinali e beni di prima necessità, nonché la gestione di rifugi e la realizzazione di infrastrutture temporanee. Operazioni di questo tipo si possono riscontrare anche nei contesti dove i sistemi sanitari sono carenti. In questo caso la funzione del cooperante è quella di promuovere l’accesso alle cure mediche di base, campagne di vaccinazione e progetti di prevenzione delle malattie. Inoltre, collabora con le autorità locali per rafforzare le infrastrutture sanitarie e formare il personale medico.

Sviluppo rurale e agricolo

In molte regioni del mondo l’agricoltura rappresenta la principale fonte di sussistenza. Il cooperante contribuisce allo sviluppo di pratiche agricole sostenibili, alla formazione degli agricoltori locali e alla promozione di tecnologie innovative per aumentare la produttività, garantendo allo stesso tempo il rispetto dell’ambiente.

Educazione e formazione

L’accesso all’istruzione è una delle principali sfide in molti paesi in via di sviluppo. I cooperanti lavorano per migliorare l’offerta educativa, formare insegnanti, costruire scuole e promuovere programmi di alfabetizzazione, con particolare attenzione alle categorie più vulnerabili come donne e bambini, oltre che svolgere in prima persona il lavoro di docenti.

Diritti umani e inclusione sociale

Il cooperante spesso lavora per difendere i diritti umani e combattere le discriminazioni. Questo può includere l’organizzazione di campagne di sensibilizzazione, l’assistenza legale a gruppi vulnerabili e il supporto a iniziative locali che promuovono l’uguaglianza di genere e l’inclusione delle minoranze, lavorando attivamente direttamente nei luoghi interessati da queste problematiche.

La preparazione necessaria

Per diventare cooperante è fondamentale avere una preparazione adeguata, è però evidente che varia al variare dei contesti in cui si sceglie di operare e di conseguenza gli ambiti possono essere anche molto diversi tra loro.

La formazione accademica può essere sicuramente un requisito fondamentale per avere coscienza del luogo in cui si opera e di quello che dovrebbe essere il supporto che si intende fornire. Sebbene non esista un percorso di studi univoco per diventare cooperante, alcune lauree sono particolarmente indicate: studiando sicurezza e cooperazione internazionale ad esempio è possibile avere una infarinatura a livello generale di quelle che sono alcune aree del mondo considerate più problematiche, ma non rappresenta l’unica possibilità Se si vuole aiutare in ambito medico e sanitario, certamente un corso di laurea in medicina o in professioni sanitarie è caldeggiato. Lo stesso vale se il proprio supporto è relativo alla sfera economica e agricola ad esempio, in questo caso sono da privilegiare agronomia ed economia, sia nelle università tradizionali che nelle nuove università telematiche come Unicusano.

Certamente lo scoglio linguistico è un ostacolo, per questo sono cruciali le competenze linguistiche. L’inglese è ormai considerato un requisito base, per questo è importante la conoscenza di almeno un’altra lingua, meglio se strettamente legata al luogo in cui si intende operare.

Chiariti quelli che possono essere considerati gli elementi indispensabili per un cooperante a livello di formazione personale, è chiaro che la vera differenza si ha con l’esperienza sul campo. La scelta di collaborare con alcune realtà in qualità di volontari può essere un ottimo modo per approcciarsi a questo ambito e comprendere le dinamiche interne. Le ONG, vale a dire le organizzazioni non governative, cercano spesso questo tipo di figure e sono attive in ogni ambito possibile, dal soccorso migranti alla riqualificazione dei territori.

Infine, per poter essere considerati degli ottimi cooperanti, occorre senza dubbio avere un buon bagaglio di competenze trasversali, che vengono sempre più richieste dai più diversi ambiti del mondo del lavoro. Esempi più classici in tal senso sono senza dubbio la capacità di adattamento ma anche la resistenza allo stress e una buona dose di empatia. Doti senza dubbio cruciali sono anche il problem solving e una capacità a lavorare in team.

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