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Interviste

Civati: «Non sono tutti fascisti quelli che protestano. Il libro? La politica ci dia ascolto»

«Sfogliare un libro fa meno rumore che sfondare gli uffici della CGIL. Ma il rumore di 150mila libri sfogliati insieme non si può ignorare». Si è espresso così, Nicola Lagioia – direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino – al termine della principale fiera letteraria italiana, richiamando la politica alla responsabilità di dare ascolto al mondo della cultura, troppe volte lasciato indietro durante la gestione della crisi pandemica.

Il governo presieduto da Mario Draghi, salutato dai più come la panacea di ogni male sofferto dal Paese, non ha mostrato – di fatto – un’azione di discontinuità rispetto all’esecutivo rimpiazzato in inverno, in particolar modo per quanto riguarda le misure messe in campo a favore della filiera culturale, e lo scrittore nativo di Bari ha colto l’occasione dello straordinario successo della manifestazione tenutasi al Lingotto lo scorso weekend per sottolineare quanto il mercato del libro necessiti dell’attenzione delle istituzioni al pari di qualunque altra attività produttiva e professionale.

A dirla tutta, l’accostamento (provocatorio) proposto da Lagioia, tra quanti assaltavano la CGIL e le 150mila persone accorse al Salone, non suona azzeccato soltanto per la eco che il direttore reclama per i lettori italiani, ma – chissà, forse volontariamente – separa la reazione fascista del corteo romano dalle migliaia di lavoratori che, attraverso le proteste contro lo strumento del green pass, chiedono ascolto e garanzie al Premier subendo, però, la stessa sorte di saggi e romanzi: indifferenza.

Della stessa opinione è Pippo Civati, fondatore del gruppo politico Possibile e editore – da ormai quattro anni – della casa editrice People, un piccolo ma coraggioso avamposto di democrazia e sano dibattito sociale che, tra i padiglioni del Salone, si è dimostrato un punto di riferimento per un pubblico assolutamente eterogeneo, capace di far breccia nell’animo dei più giovani con i riferimenti ai valori dell’antifascismo e dell’attenzione all’ambiente.

Civati – nel corso di un’intervista esclusiva al nostro giornale – ha affrontato i vari temi dell’attualità partendo proprio dalla questione del ritorno in auge delle ideologie fasciste, passando dalle proteste dei lavoratori fino, appunto, alla filiera del libro, anche secondo lui meritevole di un’attenzione mai garantitale prima.

Civati: «Non sono tutti fascisti quelli che protestano. Il libro? La politica ci dia ascolto»
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