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Al Polo del ‘900 le “Donne che cambiano il mondo”

Il Polo del ‘900 di Torino è un centro culturale aperto alla cittadinanza, un luogo che vuole rivolgersi soprattutto ai giovani e ai nuovi cittadini. Ospitato nel complesso juvarriano dei Quartieri Militari, il Polo comprende più di 8mila metri quadri articolati in un museo, spazi per eventi, mostre, performance, una biblioteca, aule per la didattica, un’area per bambini, sale conferenze, un cinema all’aperto e un mini cinema. Insomma, il più grande centro culturale italiano dedicato, appunto, al Novecento.

Tra le varie mostre ospitate al Polo, è attualmente in corso 9cento Storie | Donne che cambiano il mondo, la cui particolarità non risiede soltanto nel raccontare cinque menti rivoluzionarie del secolo scorso come Rosa Luxemburg, Hannah Arendt, Elsa Morante, Adriana Zarri e Rita Levi Montalcini, ma anche un inedito format di approfondimento che fonde digitale e reale.

Il progetto è stato curato dal Centro Studi Piero Gobetti con l’Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini, la Fondazione Vera Nocentini, la Fondazione Donat-Cattin e l’Unione Culturale Franco Antonicelli. In merito a 9cento Storie | Donne che cambiano il mondo, Pietro Polito, direttore del Piero Gobetti, ha dichiarato: «Le cinque figure che verranno raccontate, anche dal lato più intimo e meno conosciuto, in un parallelismo con l’oggi, sono cinque donne che hanno rivoluzionato la politica, la scienza, la teologia, la letteratura, la filosofia. L’idea alla base di 9cento Storie è quella di riattraversare il Secolo breve dalla prospettiva dei punti di svolta, quando la storia fa un passo in avanti, attraverso le idee, le culture, i valori, le persone».

Il Polo del ‘900 ha voluto presentare un nuovo programma di divulgazione e approfondimento per abbattere qualsiasi barriera fisica al fine di una maggiore diffusione anche sul web, così da raggiungere un pubblico più ampio. E ha scelto di farlo con cinque donne visionarie e anticonvenzionali che hanno ispirato e continuano a ispirare intere generazioni.

La mostra, che ha avuto inizio il 2 ottobre e terminerà il 17 dicembre, andrà ad accompagnare il pubblico in un percorso di “avvicinamento” fatto di video, podcast e conferenze serali in diretta streaming. Ogni organizzatore ha curato una parte del progetto: l’Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini, dal 2 all’8 ottobre, si è occupato della Settimana Rosa Luxemburg. Filosofa, rivoluzionaria e teorica del socialismo, è diventata la principale esponente dell’ala di sinistra del Partito socialdemocratico e ha promosso l’insurrezione spartachista.

Dal 16 fino al 21 ottobre invece, a cura della Fondazione Vera Nocentini, inizierà la settimana dedicata a Rita Levi Montalcini: neurologa, accademica, Premio Nobel per la Medicina nel 1986 e prima donna a essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze.  Dal 30 ottobre al 5 novembre, invece, si proseguirà con la Settimana Adriana Zarri, a cura della Fondazione Donat-Cattin. La Zarri è stata una teologa, giornalista e scrittrice, una voce profondamente cattolica e profondamente dissenziente, prima laica ammessa nel direttivo dell’Associazione teologica italiana.

Dal 27 novembre al 3 dicembre, a cura del Centro studi Piero Gobetti, inizierà poi la Settimana Elsa Morante: scrittrice, poetessa, traduttrice, è stata tra le più importanti narratrici del secondo dopoguerra e la prima donna a ricevere il Premio Strega con il romanzo L’isola di Arturo. L’ultima settimana, che va dall’11 al 17 dicembre, invece, sarà chiusa da Hannah Arendt, curata dall’Unione Culturale Franco Antonicelli: la Arendt è stata una filosofa e studiosa di teoria della politica che con The origins of totalitarianism ha dato una delle prime e più significative analisi di un sistema politico manifestatosi, essenzialmente, nella Germania nazista e nell’URSS.

Il Polo del ‘900 con 9cento Storie | Donne che cambiano il mondo vuole quindi alimentare la memoria attraverso una mostra tutta al femminile che, come le sue protagoniste, è particolarmente anticonvenzionale. Alessandro Bollo, direttore del Polo, ha dichiarato: «Grazie alle competenze degli enti partner e alla contaminazione con il digitale, il Polo propone un format ibrido di grande qualità da seguire in Via del Carmine 14 o sui canali social del Polo. Ci rivolgiamo così a un pubblico più ampio per diffondere nuove chiavi di lettura legate alla vita di queste donne e continuare a trarne ispirazione per l’attualità, affrontando alcuni temi come partecipazione, lavoro, diritti, pensiero critico».

Al Polo del ‘900 le “Donne che cambiano il mondo”
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