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“3. Un’aspirazione al fuori” di Geoffroy de Lagasnerie: l’amicizia come forma di vita alternativa

Alessandro Campaiola di Alessandro Campaiola
29 Gennaio 2025
in Billy
Tempo di lettura: 4 minuti
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Qual è il centro del nostro esistere? La società occidentale regge, probabilmente, la propria definizione, la propria sussistenza attorno al nucleo della famiglia intesa come una relazione tra due persone – perlopiù eterosessuali – che stanno insieme, vivono insieme, spesso si sposano e hanno dei figli. Tra le opere che sfidano le convenzioni sociali e illuminano nuovi orizzonti di pensiero, 3. Un’aspirazione al fuori di Geoffroy de Lagasnerie si distingue per la sua radicalità e intimità nel proporre come alternativa alla famiglia il concetto di amicizia.

Questo saggio autobiografico e filosofico non è, infatti, soltanto un’analisi delle relazioni amicali come opzione altra al parentado, ma una vera dichiarazione di intenti: l’amicizia come forma di vita alternativa, una ribellione contro le norme sociali che incatenano le relazioni umane. De Lagasnerie – noto per il suo lavoro sulla sociologia critica e la teoria politica – si avventura in un territorio più personale, racconta e riflette sulla sua decennale amicizia con gli scrittori Didier Eribon e Édouard Louis, un legame che trascende le categorie tradizionali dell’affettività; 3 è una confessione intima che evolve in un profondo manifesto filosofico e propone l’amicizia in chiave di resistenza politica e luogo di autentica libertà.

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Il cuore del libro pubblicato in Italia da L’orma editore è una critica acuta alle istituzioni sociali che organizzano la nostra vita affettiva. La coppia romantica e la famiglia nucleare sono viste come strutture che impongono norme di esclusività, gerarchia e possesso, mentre l’amicizia viene presentata quale un rapporto che non richiede contratti o obblighi, ma si basa sulla scelta reciproca e sull’autonomia dei soggetti coinvolti. Per l’autore, l’amicizia è una forma di relazione più inclusiva e flessibile, capace di adattarsi alle esigenze individuali senza soffocarle.

Il titolo del libro, 3 (scritto proprio così, come carattere numerico), è emblematico. La proposta di de Lagasnerie non è, infatti, esclusivamente didattica e teorica, ma ancorata alla propria esperienza concreta che descrive il rapporto con Edison e Louis come un triangolo affettivo fluido e dinamico. Il numero tre rappresenta una rottura con la dualità della coppia, proponendo una configurazione relazionale più complessa e instabile, ma anche più ricca. Con la presenza di una terza persona o, più in generale, di diverse relazioni indipendenti, l’autore sfida le dinamiche di possesso e gelosia tipiche delle relazioni a due, creando uno spazio dove ogni individuo mantiene la propria autonomia, aprendo nuove possibilità di connessione. La sua scelta di concentrarsi su un trio è profondamente politica. Il triangolo è instabile per definizione, ma è proprio questa instabilità a renderlo fecondo.

Nel testo, de Lagasonerie traccia spesso un parallelo affascinante tra l’amicizia e la scrittura, definendole entrambe come pratiche di contro-potere. Scrivere e costruire amicizie sono gesti sediziosi perché sfidano l’identità prestabilita e le norme istituzionalizzate. La scrittura, come l’amicizia, è un atto di ribellione contro un sistema che cerca di incasellare le relazioni e le esperienze umane entro confini rigidi. Come la scrittura, l’amicizia è un mezzo per reinventare il mondo, un laboratorio di creatività e trasformazione.

Uno degli aspetti più interessanti del testo è proprio la concezione dell’amicizia come atto politico. Per il filosofo francese non si tratta soltanto di analizzare legami personali, piuttosto di promuovere una modalità di resistenza contro le strutture di potere che regolano la società contemporanea. In una cultura che privilegia la coppia romantica e la famiglia come uniche relazioni “legittime” (e che per tanti risvolti segue le linee della piramide patriarcale), i rapporti di amicizia rappresentano un modo per sovvertire le gerarchie o, addirittura, distruggerle, mettere tutti i soggetti coinvolti in una situazione di parità.

De Lagasnerie argomenta che le relazioni tradizionali sono spesso intrise di dinamiche di controllo e aspettative sociali. La famiglia, ad esempio, viene proposta come un’istituzione che riproduce situazioni di potere e obblighi inter-generazionali, gelosia e possesso. In contrasto, la sua proposta si basa sulla scelta libera e sul rispetto reciproco, non impone condizioni, anzi, permette agli individui di definirsi e reinventarsi in modo autonomo. L’autore vede nei legami amicali la possibilità di creare alleanze che sfuggono alle logiche di mercato e alle norme eteronormative. Non più obblighi economici o sociali, ma condivisione di valori, idee e desideri comuni, 3 diventa un mezzo per immaginare e costruire nuove forme di solidarietà che superano le divisioni imposte dalle strutture tradizionali, un modo per affermare che le connessioni umane possono essere molteplici e non gerarchiche.

Una delle immagini più evocative proposte dal libro è quella di un mondo senza case, ricco di spazi pubblici come bar, café e parchi. La casa, simbolo di stabilità e comfort, è vista come un ostacolo alla socialità e alla creatività. La vita domestica, secondo de Lagasnerie, ci isola e ci spinge verso il conservatorismo. Al contrario, abitare spazi pubblici favorisce l’incontro, il dialogo e l’apertura verso l’altro.

Ciò che rende 3. Un’aspirazione al fuori interessante è la sua capacità di combinare riflessione teorica e narrazione personale. L’autore non si limita a esporre le sue idee, ma le incarna nella propria esperienza attraverso aneddoti e confessioni, rendendo il libro tanto un saggio filosofico quanto un racconto intimo e per questo fruibile a un pubblico vasto – seppur pronto a una lettura complessa – non per forza d’accordo con il pensiero del filosofo francese ma attento e curioso di affondare in un terreno fertile di riflessione. Le nostre relazioni sono davvero libere? Sono costruite su scelte consapevoli o su obblighi imposti dalla società?

Non è un libro per tutti, 3, ma un’opera densa che si propone a un pubblico già avvezzo, un pubblico critico che approcci al testo disposto a considerare l’ipotesi di mettere in discussione la radicata e stratificata rete di connessioni umane che reggono lo stato di cose attuali. Un libro che certamente sfida il lettore e che in qualcuno potrebbe ispirare all’azione e al cambiamento. Una riflessione su noi stessi e le nostre convenzioni. Appunto, un invito al fuori.

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