Il Fatto

Un governo… pane e Nutella

È un governo pane e Nutella quello in carica nel nostro Paese, e il paragone con la prelibata crema alle nocciole della Ferrero non va certo a sottolineare la bontà dell’esecutivo giallo-verde, piuttosto a evidenziarne la natura semplicistica, commerciale, di basso costo. Twitta così, il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, il suo consueto buongiorno. È la mattina di ieri, l’alba del giorno di Santo Stefano e, sebbene l’Italia si svegli sconvolta da tragiche notizie di cronaca, il Vicepremier leghista non abbandona la linea del qualunquismo che gli ha garantito voti e seguaci. Addenta una fetta di pane e Nutella, in barba alle prime pagine dei giornali che non hanno immigrati da sbattere in copertina, e il nero di cui si tingono le notizie non è quello che fa tendenza.

La terra trema. A Catania, in quella Sicilia che la Lega solo qualche anno fa consigliava di cedere all’Africa, qualche casa è crollata, diverse abitazioni non hanno superato la notte di scosse che l’Etna – di nuovo in attività – ha prodotto fino a una magnitudo di 4.8. Persino Sant’Emidio, protettore dei terremotati, si è arreso, assieme al campanile della sua chiesa. Il politicante, però, è in vacanza, scarta i regali e si concede alla dolce colazione come una Ferragni qualunque, con tanto di pubblicità (involontaria?) alla cioccolata spalmabile più famosa al mondo. Le notizie che giungono dal Sud non gli rovinano l’appetito.

Il terremoto che sconvolge il nord-est dell’isola non è, tuttavia, l’unico avvenimento che il suo ruolo gli imporrebbe di commentare, di analizzare al fine di muovere la sua squadra alla pronta azione di protezione, di aiuto delle popolazioni coinvolte. Da quell’Africa che gli ha garantito – con i suoi figli disperati in viaggio verso l’Europa – fruttuose propagande d’odio e campagne di distrazione di massa, la polizia del Kenia avvisa: «Abbiamo informazioni cruciali che ci fanno pensare con certezza che Silvia Romano sia ancora viva e che la troveremo». Un annuncio, quello diramato delle forze dell’ordine kenyote, che non avrebbe lasciato indifferente nessun governo, che avrebbe mosso qualunque rappresentante delle istituzioni a diffondere la novella con gioia e soddisfazione. In fondo, un eventuale rientro della giovane attivista significherebbe una vittoria della cooperazione tra la politica di casa nostra e quella dello Stato africano, il successo di un ponte finalmente utile con il continente nero.

Silvia Romano, però, è stata, fino a ora, utile esattamente allo scopo contrario. Su di lei, infatti, le camicie verdi hanno riversato tutta la vigliaccheria di cui sono capaci, additandola come la peggiore delle patriote, indegna di essere nata sotto la bandiera tricolore. Per quale motivo, quindi, il Ministro Salvini avrebbe dovuto guastare lo spuntino suo e del proprio elettorato che brindava alla fame mattiniera del Capitano con i bicchieri di latte caldo avanzati a Babbo Natale?

Infine, in attesa del compimento degli importanti impegni assunti dal Vicepremier solo una decina di giorni fa – cancelleremo la mafia nel giro di qualche mese –, la ‘ndrangheta continua nel suo lavoro di controllo dei territori, nella sua dimostrazione di forza allo Stato, uccidendo il fratello di un collaboratore di giustizia, Marcello Bruzzese, 51 anni, con una lunga serie di colpi di pistola. E non fa nulla se il tema è di competenza proprio del Ministero da lui presieduto, il leader della Lega non si fa rovinare il Natale neppure da quella che per chiunque altro suonerebbe come una notizia drammatica, un pericoloso messaggio mandato dalla malavita alle istituzioni. Salvini, dopo il risveglio con la dolce accoppiata, trova il tempo per commentare l’ennesima figuraccia del suo Milan – proclamando, di fatto, Rino Gattuso come principale esponente dell’opposizione –, poi, finalmente, si accorge di quanto appena raccontato e non solo non subisce la vergogna del suo operato, piuttosto rincara la dose: «Il pane e Nutella? Avete problemi ragazzi miei, e vi dico: un ministro dell’Interno mangia, dorme, beve, va in bagno, sta con i figli, fa quello che fanno milioni di italiani normali. È forse questo che dà fastidio, avere un ministro che fa cose normali. Se l’opposizione è contro il pane e Nutella noi resteremo al potere non per 20, ma per 30 anni».

È proprio quello – esatto! – che dà fastidio, che il Ministro dell’Interno faccia cose normali, da persona qualunque e che non porti minimamente rispetto al ruolo che è chiamato a rappresentare, che non provi nessun senso di responsabilità verso le mansioni a cui la sua posizione lo obbligherebbe. Ed è vero, abbiamo problemi, e il problema è Matteo Salvini e la continua bruttura con cui ci bombarda, il problema è chi lo giustifica e lo incita a tirare avanti anche a dispetto di quelle notizie che, quando erano gli altri al governo, sfruttava per diramare il suo celebre prima gli italiani, dimenticandolo per una fugace merenda mattutina. Il problema è la sua comunicazione e il pubblico a cui è rivolto, quello da pane e Nutella, perché qualsiasi ragionamento più complesso gli sarebbe probabilmente precluso. E a chi genera odio, a chi, di fronte alle proprie mancanze, cerca e sistematicamente trova il nemico a distrarre l’attenzione, va bene così.

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