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The Lady, Pirandello e la ‘Patafisica: una riflessione semiseria

Se almeno una volta nella vostra vita avete sentito le parole “Mercolady” e “siniora”, allora sapete già di cosa stiamo parlando.

Dall’8 ottobre 2014 circola in rete la webserie The Lady, scritta dalla showgirl italiana Lory Del Santo e divenuta oramai uno dei più celebri fenomeni pop degli ultimi anni. Difficilmente, infatti, è stato possibile resistere al fascino delle frasi nominali del tuttofare Chang e dei dialoghi – ai limiti del nonsense – che si susseguono tra i vari personaggi. Il perché dell’incredibile successo resta ancora particolarmente oscuro, ma mirando e rimirando le immagini della pagina I dialoghi dadaisti di The Lady, immaginifico e ricco database della serie, si è fatta strada in noi un’ipotesi.

Abbiamo notato come ciò che stordisce e incuriosisce i fruitori dell’opera sia il frantumarsi del senso lineare delle cose, il disattendere un’aspettativa, lo squarciare la tela dell’orizzonte d’attesa. Per tutto il tempo, lo spettatore non fa che chiedersi se lo scenario che gli si pone davanti sia reale, se non sia uno scherzo. Si assiste a uno scollamento tra la percezione dell’immagine e la comprensione dell’immagine stessa a causa del quale la nostra mente, invece di seguire i consueti percorsi di senso, viene spinta verso la confusione e lo stordimento. Per tal motivo, pare quasi che quest’opera sia riuscita – parafrasando De André – a giocherellare a palla con il nostro cervello, cercando di lanciarlo oltre il confine stabilito.

Alfred Jarry, il padre della ‘Patafisica, nel primo dei suoi Scritti ‘Patafisici, intitolato L’architrave e rintracciabile nella meravigliosa edizione :duepunti, potrebbe fornirci un ulteriore spunto per inquadrare in quest’ottica il caso The Lady. Nel passaggio in cui dice che “la verbalità libera da ogni vincolo – logico, estetico o morale – sceglie di essere più tintinnante” e che in questo caso “il rapporto della frase verbale con ogni senso che vi si possa trovare è costante e, in quanto tale, infinitamente variabile”, riesce a generare un orizzonte di analisi in cui la scarsa profondità della sceneggiatura della serie – una volta giunta allo spettatore – in realtà produrrebbe un processo di moltiplicazione dei significati o, molto più probabilmente, di annullamento della necessità di attribuzione di senso.  

La stessa Lory Del Santo, non comprendendo l’epiteto trash, riservato dalla critica e dall’opinione pubblica, ha consolidato questa tesi, affermando che la serie è oltre. Oltre cosa, però, non ci è dato sapere. Probabilmente, oltre ogni immaginazione. La showgirl italiana sembra, difatti, esser riuscita – senza volerlo – a trasformare una serie senza alcun particolare talento in un prodigio del nonsense, un’involontaria webserie dell’assurdo.

Se ripensiamo, inoltre, a cosa scrisse nel 1908 Luigi Pirandello nel suo saggio L’umorismo, possiamo rintracciare un altro elemento che potrebbe spiegare l’inaspettato magnetismo della serie. Non fatichiamo, difatti, ad attribuire a The Lady quel sentimento del contrario, tipico della categoria del comico, che cattura la nostra attenzione e genera in noi l’avvento del riso. Il sovvertimento del nesso causa-effetto, la riproposizione anacronistica e smodata di un modello femminile aderente allo stereotipo donna-oggetto (che per la sua assurdità rinforza ogni tipo di femminismo) e la pessima recitazione degli attori producono una spinta spontanea verso la dimensione parodica: la serie appare l’opposto di ciò che ci aspetteremmo. Anzi, andando al di là delle nostre previsioni, riesce a originare un effetto sia comico che sorprendente. Rappresenta per noi l’ennesima vecchia imbellettata. 

Ma, come ci insegna Pirandello stesso, dopo ogni momento comico, arriva il tempo della riflessione. Perché, quindi, The Lady ci ha catturato così?

Perché ci fa ridere quando Chang dice “womo”, perché avevamo bisogno di disconnetterci dalla logica, perché il nonsense ci rilassa, perché ne avevamo bisogno, perché non ne avevamo affatto bisogno, perché ci ricorda l’insensatezza dell’esistenza oppure perché – ed è l’ipotesi più quotata – ancora stiamo cercando di capire come abbiamo potuto passare intere serate in compagnia di Lory Del Santo, aspettando con ansia la nuova stagione.

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