Cultura

The Haçienda e la musica di Manchester

Bee Gees, The Verve, Oasis, Blur: sono solo alcune delle band celebri in tutto il mondo nate per le strade di Manchester, la grande città situata nel nord-ovest dell’Inghilterra nota per essere non solo uno dei centri propulsori della rivoluzione industriale, ma anche il cuore pulsante della musica britannica. In questo borgo metropolitano, infatti, in diversi momenti della storia si sono verificati eventi che hanno per sempre modificato lo scenario musicale del Regno Unito e non solo: non per niente è proprio qui che si considera abbia avuto inizio il punk, quando la sera del 4 giugno 1976 alla Lesser Free Trade Hall suonarono gli allora semi-sconosciuti Sex Pistols. La sala da concerti, non proprio prestigiosa, era quasi deserta. Tuttavia, tra il pubblico, vi erano alcune personalità che di lì a poco avrebbero contribuito a trasformare Manchester nella culla di un vero e proprio rinnovamento sonoro: Peter Hook e Bernard Summer dei Joy Division e il fondatore della Factory Records, Tony Wilson. Presto, avrebbero fondato l’Haçienda, quello che oggi viene considerato uno dei locali più famosi in UK.

Originariamente adibito a magazzino, l’edificio ideato dall’architetto Ben Kelly che ospitava l’ufficialmente Fac51 The Haçienda era situato all’11-13 di Whitworth Street West, ad angolo con Albion Street. Il suo aspetto era alquanto inusuale per la curvatura della facciata, ma allo stesso tempo perfettamente in armonia con il circondario per quei mattoncini rossi tipici della città. L’idea di fondare un club tutto nuovo per movimentare la vita notturna di Manchester venne a Rob Gretton, che coinvolse nel progetto i restanti membri dei Joy Division, i quali dopo la morte per suicidio del cantante Ian Curtis si erano trasformati nei New Order (di cui lo stesso Gretton era manager), e Tony Wilson. Il loro progetto prevedeva di creare un luogo di ritrovo per la scena culturale alternativa manchesteriana. Così, la sera del 21 maggio 1982, l’Haçienda aprì i battenti.

Come quasi tutti i locali, il night, inizialmente aperto solo a coloro che facevano parte del suo club, ci mise un po’ per ingranare: le prime serate furono caratterizzate da un pubblico alquanto esiguo, il bar e la pista da ballo erano quasi spopolati, il DJ suonava per pochi. Tuttavia, questa atmosfera di calma e di desolazione venne sostituita da un clima energetico e vitale che arrivò anche grazie al successo che il singolo dei New Order, Blue Monday, ebbe alla sua uscita nel 1983. Da quel momento il locale si affollò sempre di più, non c’era sera in cui non ci fosse una lunga fila all’entrata: la gente non voleva fare altro che trascorrere le sue serate all’Haçienda, che non solo stava rinnovando la vita notturna manchesteriana, ma anche la musica inglese e, di conseguenza, del resto d’Europa. Sul suo palco si succedevano leggende dopo leggende: Laurent Garnier, i Chemical Brothers, i Pet Shop Boys, gli Happy Mondays, gli Smiths, gli Stone Roses e persino Madonna, tutti sfidavano la pessima acustica del luogo pur di esibirsi in un luogo tanto leggendario.

In quell’edificio così underground, inusuale, si stava facendo la storia del Madchester, contribuendo alla diffusione dell’acid house e dell’indie. Tuttavia, insieme a nuove tendenze musicali, l’Haçienda contribuì anche a diffondere l’uso di droghe, tra cui l’ecstasy, per evadere dalla realtà e alleggerire la testa, permettendo ai suoi frequentatori di riempire le loro menti di null’altro che di quelle note che rimbombavano tra le pareti del luogo. Cosicché, quella mecca della musica si trasformò anche in un mercato di stupefacenti, dove non era raro assistere a scene violente che ne accentuarono la cattiva fama costringendo, nel 1991, Tony Wilson a chiudere il locale per circa tre mesi. La chiusura temporanea, tuttavia, non ne danneggiò la celebrità, continuando negli ultimi anni di vita a ospitare comunque grandi concerti e serate, sebbene la sua influenza sulla scena musicale inglese fosse decisamente diminuita. Tra l’altro, i problemi finanziari, che da sempre avevano caratterizzato il club, finanziato dalla Factory Records e dalle vendite dei New Order, diventarono sempre più pressanti, tanto che il 28 giugno 1997 l’Haçienda diede il suo ultimo grande live d’addio e annunciò la chiusura definitiva.

Oggi se si va al vecchio indirizzo del nightclub, l’edificio è stato sostituito da un grande fabbricato che ospita innumerevoli appartamenti, il cui nome è The Haçienda Apartments. Infatti, il leggendario locale è stato demolito nel 2002: alcuni dei sui mattoncini rossi sono conservati nelle case di chi tra quelle pareti ha trascorso la sua giovinezza e che ha comprato un pezzetto del celebre posto per £5 durante un’asta di beneficenza, altri arredamenti caratteristici del luogo, come la porta principale, sono invece conservati al Manchester Museum of Science and Industry. Anche se ormai l’Haçienda è sparita materialmente, però, non si può dire che lo sia idealmente, poiché la sua eredità resta nei cuori di chi lì ha trascorso le notti più belle della sua vita, nelle orecchie di tutti quelli che ancora ascoltano gli Smiths, gli Stone Roses e i New Order e nella musica degli Oasis, dei Blur o dei Kasabian, che mai sarebbero potuti nascere senza l’influenza delle note diffuse dal locale più famoso della storia del Regno Unito.

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