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“TERRA! #ApriteiPorti”: il forum alla ricerca della solidarietà perduta

C’è un tempo da dedicare alla ricerca della solidarietà perduta, ma più ancora da costruire, in un momento storico come quello che stiamo vivendo? Esiste uno spazio dove discutere delle migrazioni, in un sistema-mondo dominato dall’egoismo delle governance europee e mondiali, che apre frontiere e porti alle merci del consumismo imperante e li chiude agli esseri umani provenienti da altre realtà geopolitiche e sociali?

Per rispondere a queste domande, giovedì 19 luglio, nel corso dell’intera giornata, nelle sedi della Stazione Marittima, il Comune di Napoli ha organizzato TERRA! #ApriteiPorti, un evento/forum di confronto e condivisione su argomenti inerenti ai flussi migratori, all’accoglienza e alla convivenza tra gli esseri umani. Vi hanno partecipato amministrazioni cittadine, Organizzazioni Non Governative, associazioni del terzo settore, sindacati e cittadini sensibili ai temi della solidarietà e alla ricerca di un modus vivendi non conflittuale, dove soprattutto sia presente più giustizia sociale.

Dalle ore 10 fino alle 13, quindi, si sono svolti i Tavoli tematici, da quello sulle normative per la gestione dei flussi migratori – con i relativi problemi legati all’accoglienza e ai diritti di cittadinanza, asilo e protezione, e ancora alla tutela sanitaria e all’integrazione e all’inserimento socio-lavorativo – a quello sulla convivenza che ci piace dedicato alle pratiche di comunità, accoglienza e di interculturalità, fino a quello su Comunicare la complessità, in cui i partecipanti iscritti hanno discusso sui metodi e le tecniche per la costruzione di nuove “narrazioni”, libere dalla retorica e dalle faziosità politiche, sui processi migratori.

Intanto, tra l’opera di Street Art in via Marina e la preparazione del concerto di Mujeres Creando e Yarah Bravo che avrebbe chiuso, a sera tardi, la giornata dell’evento, dalle 17 alle 18 si è svolta anche Aprite i porti e le menti. Leggi e leggende sulle migrazioni, a cura del direttore del Festival dei Diritti Umani Danilo De Blasio, a cui hanno partecipato Elly Schlein, Farid Adly, Giorgia Linardi, Salvatore Palidda e Tiziana Barillà.

Dalla 18:30 alle 21:00, invece, c’è stata l’affollata Assemblea pubblica, dove ai posti dei relatori, coordinati dal giornalista Antonio Musella, si sono accomodati, di volta in volta, i principali protagonisti per informare e condividere con gli ospiti lo svolgimento delle riunioni tenutesi nella prima parte del forum. Abbiamo ascoltato le “voci” delle amministrazioni di città come Palermo, Reggio Calabria e Procida, di ONG come Medici Senza Frontiere, Emergency, Save The Children, Amnesty International, Proactiva Open Arms – con una relatrice che ha aggiornato i presenti sulle discrete condizioni di Josefa, la donna ritrovata e soccorsa in mare, in una drammatica sequenza di atti e immagini che hanno fatto il giro del mondo – e tante altre associazioni, movimenti e cittadini attenti a comprendere ciò che sta accadendo sul pianeta, qui e ora, al di là di ciò che passa, spesso in maniera confusa se non “filtrata” ad arte, sui media, i social e le reti dell’informazione “globalizzata”.

Al tavolo delle Conclusioni si sono seduti, infine, l’europarlamentare Elly Schlein, il sindacalista della CGIL Maurizio Landini e il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris. La prima relatrice ha sostenuto con forza che le Ong stanno sopperendo alle mancanze delle governance europee e ha segnalato il pericolo del consolidamento di una sorta di “internazionale nazionalista”, con l’Italia che si sta comportando in maniera vile, mostrandosi forte con i deboli e debole con i forti del potere mondiale. Landini, invece, ha dichiarato di non credere che la maggioranza di questo Paese sia diventata razzista e che il consenso che stanno ottenendo le politiche di Salvini riportano al tema della “paura” legato indissolubilmente alle questioni del lavoro, alla sua precarietà e all’impoverimento delle sue condizioni che porta all’abbandono della solidarietà nelle comunità societarie. Il Sindaco de Magistris, a sua volta, ha ribadito che bisogna ripartire dal senso della civiltà dell’umano. Di conseguenza, quando si parla del grande fenomeno dei flussi migratori, è necessario parlare delle cause più che degli effetti e, come molti non sanno o non ricordano, le cause principali sono da rintracciare, ad esempio, nelle guerre che gli occidentali hanno scatenato in tanti Paesi per meglio sfruttarne le risorse a favore dei poteri economico-finanziari transnazionali. «Per me non esistono i clandestini – ha proseguito il Primo Cittadino – e il mondo è sempre stato attraversato dalle migrazioni». Da giurista, infine, ha ricordato all’assemblea dei presenti che il diritto non è uno strumento di repressione, ma di rivoluzione. Un mezzo da usare per abbattere i confini di un mondo fondato sull’ingiustizia, la conflittualità economico-sociale e l’assurda divisione tra gli esseri umani.

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