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Il teatro si fa in albergo con Quei ragazzi del ’96

La Madonna di Pompei vuole bene pure ai gay. È il 1996 e all’ombra del Vesuvio, lungo le strade della città, si stanno per rivendicare pari diritti per gli omosessuali. Per la prima volta, Napoli ospiterà il Gay Pride. Jesce sole non sarà più solo una canzone, ma una richiesta di logica uguaglianza e normalità, proprio come una giornata d’estate nella calda Partenope.

Dalla finestra di un elegante appartamento, intanto, si intravede un arcobaleno. È una festa di compleanno e un gruppo di ragazzi si diverte con il “gioco della verità” che, presto, si trasforma in una scomoda e difficile confessione. La rivelazione di omosessualità da parte di uno dei partecipanti, infatti, scuote – e non poco – gli animi degli altri, generando livori, silenzi e timori. Finalmente, la Napoli bene toglie la maschera e mostra il suo vero volto.

È questa la trama di Quei ragazzi del ’96, scritto da Claudio Finelli e diretto da Fabio Rossi in collaborazione con Carlo Caracciolo. Lo spettacolo andrà in scena stasera e domani alle ore 21 per poi ripetersi domenica alle ore 18. A fare da palcoscenico la suite presidenziale del Grand Hotel Parker’s, noto albergo del Corso Vittorio Emanuele di Napoli. A recitare, invece, Riccardo Ciccarelli, Fabiana Fazio, Gennaro Maresca, Alessandro Palladino, Ciro Pellegrino e lo stesso Fabio Rossi.

Torna, dunque, il vincente progetto Do not disturb – il teatro si fa in albergo, ideato da Mario Gelardi e Claudio Finelli, che suggella la partnership tra il Nuovo Teatro Sanità e l’hotel, già protagonista delle precedenti edizioni. Edizioni ricche di successo e ampiamente apprezzate dal pubblico, felicemente sbalordito dalla rivoluzionaria scelta di cancellare le distanze tra palco e platea, attori e spettatori, insieme, gli uni intorno agli altri, nel sorprendente teatro-camera d’albergo. Novità per i prossimi spettacoli una long form che mancava.

Questo posto è rappresentativo di una Napoli diversa, di quel cambiamento che io sogno da tanto. Qui si lavora seriamente, ogni giorno. Si fa un lavoro culturale continuo e a luci spente. E questo lavoro è l’indice di un cambiamento che può avvenire. Se io potessi scegliere dove stare, vorrei essere qui, così si è espresso Roberto Saviano in occasione della sua visita al Nuovo Teatro Sanità, luogo di arte e cultura che nessun contributo pubblico sostiene.

“Il miracolo della Sanità”, quindi – come molti hanno definito la nascita della nuova realtà teatrale del contradditorio quartiere del capoluogo campano – si prospetta tale anche in questa occasione con la sua ambizione, innovazione e uno spettacolo, purtroppo, estremamente attuale. Piove in Italia, piove ancora. L’arcobaleno, però, non molla e fa a gomitate tra le nuvole. Jesce sole, riscalda i pregiudizi. La Madonna di Pompei vuole bene pure ai gay.

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