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“Surf Your City”: a Napoli le onde di legno sfidano il mare

Soltanto fino a cinque anni fa, tornando dal mare, prima di rincasare, se vi foste diretti a fare la spesa portando sottobraccio una tavola di legno atta a cavalcare le onde, a sfidare le acque del Golfo, anziché in compagnia del classico ombrellone corredato di sediolina pieghevole, probabilmente avreste raccolto sguardi quantomeno perplessi. Qualcun altro, meno incline alle novità, avrebbe ipotizzato in voi un pizzico di insana follia, apostrofando la vostra attività con una battuta del tipo Com’era il mare in California?.

Oggi giorno, però, il surf non è più uno sport praticato soltanto presso le baie losangeline o lungo le spiagge neozelandesi, ma un fenomeno in rapidissima ascesa anche in Italia, con Napoli che gioca un ruolo importantissimo nella diffusione della disciplina.

Livio Annunziata, giovane istruttore partenopeo, è il Presidente dell’Associazione Surf Your City ASD, un centro presso cui è possibile allenarsi alla pratica del surf anche in mancanza di onde. Come? Nulla di più semplice quanto innovativo e brillante.

Era il 1996 quando la ditta americana Carver brevettò una tavola da skate attrezzata di ruote capaci, attraverso i propri movimenti, di riprodurre quelli delle onde marine, utilizzabile, quindi, anche nei giorni in cui il vento non increspava le acque. A questa già straordinaria trovata, si aggiunse, qualche anno più tardi, a completarla, come due parti perfette di una mela, l’invenzione di un gruppo di Pescara – poi brevettata e distribuita dalla Whitezu di Cesena –, l’onda di legno

Annunziata, presso il centro di Via Toscanella, offre uno spazio a chiunque desideri approcciare alla disciplina o migliorare il proprio stile prima di affrontare il mare, un vero e proprio punto di riferimento per i surfisti napoletani e non solo.

Sono già in oltre sessanta le persone a cui il giovane offre aiuto per insegnare le basi della disciplina, dalla teoria agli esercizi fisici di preparazione, fino al primo avvicinamento al surf-skate, quindi al mare. Solo un terzo di questi può dirsi esperto della materia. Chiunque, dai ragazzini fino ai loro papà in cerca di qualche ora di svago dopo il lavoro, guarda a questo sport con interesse e sorpresa. L’onda di legno, quindi, la possibilità di esercitarsi a qualsiasi ora e in qualunque condizione meteorologica, incoraggia i più acerbi.

Pratico surf da quando avevo sedici anni e, a quei tempi, ero uno dei pochissimi a Napoli. Quando, per strada, qualcuno mi incrociava in compagnia della tavola e la muta mi prendeva per matto. Oggi siamo in tantissimi in tutta Italia, l’esplosione mediatica della mia disciplina è fuori controllo. Con l’onda di legno e il surf-skate è possibile imitare alla perfezione i movimenti in acqua, tanto che ne è nato un brevetto ufficialmente riconosciuto dalla federazione e i punti accumulati nel corso delle gare di “interno” vengono addizionati a quelli del ranking di surf su onda. Napoli è all’avanguardia, ma anche a Milano, Senigallia, e Brindisi a breve, sono presenti ottimi centri.

Soltanto lo scorso dicembre, l’associazione di Livio Annunziata ha organizzato e ospitato le gare Lords of city, evento che ha dato all’organizzazione un’importante visibilità sulle principali testate nazionali.

Mettersi in contatto con il gruppo è semplicissimo, i canali social di Surf Your City sono sempre attivi e rispondono, ormai, a decine di richieste di informazioni ogni mese. Provare è l’unico modo per superare l’idea di non farcela. Il mare… ops… il legno vi aspetta!

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