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I quattro anni di rivoluzione al Victoria&Albert Museum di Londra

Una mostra di rivoluzioni quella organizzata dal Victoria&Albert Museum che si terrà a Londra fino al 26 febbraio. You Say You Want a Revolution? Records and Rebels 1966-1970 racconta in maniera unica e originale come i cambiamenti socio-culturali abbiano sconvolto la fine degli anni Sessanta e influenzato l’attuale modo di vivere.

Un impatto incredibile sulla società moderna in cui i cambiamenti culturali, sociali e intellettuali si riflettono attraverso la musica, l’arte, il design, la moda e il cinema con i suoi film d’avanguardia. Un’esplosione di libertà sotto ogni punto di vista, a partire dall’attivismo politico e dalle rivolte contro la società conformista.

È proprio questa l’aria di innovazione che i curatori dell’esposizione, Geoffrey Marsh e Victoria Broackes, Direttore e Curatrice del Dipartimento di Teatro e Performance del V&A, hanno voluto far emergere.

La mostra è una lunga passeggiata musicale che le cuffie, indossate fin dal primo momento del percorso, rendono “isolata” nonostante la presenza di tantissimi “compagni di viaggio”.

Si tratta di più di 200 LP selezionati dalla collezione del DJ John Peel, tra cui Jimi Hendrix, Beatles, Sam Cooke e Pink Floyd. Una lunghissima colonna sonora che dimostra quanto in questi anni la musica e la società siano andate avanti di pari passo. Un periodo in cui la musica divenne il più importante mezzo di comunicazione tra i giovani in tutto il mondo.

È possibile ammirare riproduzioni di luoghi simbolo quali Carnaby Street oppure trovare la tuta gialla di John Lennon e i suoi testi scritti a mano per la canzone Lucy in the sky with diamonds, ma anche la scheggia di una roccia lunare presa in prestito dalla NASA, così come la tuta spaziale che William Anders indossò nella missione Apollo del 1968.

Non potevano di certo mancare temi politici e socio-culturali che hanno contribuito a rendere quell’epoca una ventata di mutamenti: nel 1967 per esempio, fu depenalizzata l’omosessualità e l’aborto legalizzato, l’anno successivo invece fu abolita la censura teatrale. Si ricordano inoltre in quel periodo vicende importanti come la crisi del petrolio, l’elezione di Richard Nixon, il processo Oz, le Brigate Rosse, gli omicidi di Charles Manson e altro ancora.

La musica fu invece sconvolta dalla prematura morte di Jim Morrison e dallo scioglimento dei Beatles, ma arricchita da Janis Joplin e Jimi Hendrix. In California iniziarono le prime ricerche sullo strumento tecnologico più usato al mondo e che ha cambiato per sempre il nostro modo di vivere: il computer.

Immancabile partner della mostra è il marchio Levi’s, che ha definito il passaggio dei famosi jeans da abito da lavoro a divisa della controcultura. I giovani con il denim avevano finalmente qualcosa di diverso, un tessuto rock mai indossato prima.

Anni autentici, un movimento nato senza che fosse pilotato dall’alto, un periodo che ha dato vita a Woodstock, il primo vero festival e allo stesso tempo un movimento democratico, un evento aperto a migliaia e migliaia di partecipanti.

Il pezzo forte della mostra è legato proprio alla celebre manifestazione. Dopo un lungo camminare, infatti, immersi tra musica e video, si arriva in una sala ampia arricchita dagli strumenti musicali e dai costumi di scena utilizzati dalle grandi star salite sul palco del festival. Turisti spettatori sono già stesi a terra o seduti su grossi cuscini pronti a vedere sui grandissimi schermi presenti uno speciale su Woodstock davvero imperdibile: interviste esclusive, alcune sessioni del concerto e immagini che catturano lo sguardo. Un racconto unico e irrinunciabile che dimostra ancora una volta la meraviglia di quegli anni. Trasformazioni che non hanno coinvolto soltanto il Regno Unito, ma l’intero mondo occidentale.

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