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Ragusa: l’isola dentro l’isola del Commissario Montalbano

La mia terra è sui fiumi stretta al mare, non altro luogo ha voce così lenta dove i miei piedi vagano tra giunchi pesanti di lumache: così scriveva Salvatore Quasimodo, poeta e traduttore siciliano nato nel lontano agosto del 1901 a Modica, in provincia di Ragusa. Come molti altri autori tutt’oggi riconosciuti, nati e vissuti sull’isola – fra i quali ci preme ricordare Andrea Camilleri, venuto a mancare il 17 luglio scorso – anche Quasimodo raccontava la sua terra con gli occhi di chi la osserva per la prima volta, di colui che si perde fra i vicoletti stretti che tramandano tradizioni ancora vive narrate spesso dai nonni e dagli anziani, immobili dinnanzi alla distesa d’acqua salata dove si riflette un cielo che, spesso, non trova differenza dalla linea di confine. L’isola, che è poi la più grande del Mediterraneo, situata proprio al di sotto dello Stivale, si distingue e viene esaltata, oltre che per il suo mare, per i colori accesi, i profumi e i sapori che tingono l’anima di coloro che in Sicilia ci passano di fretta, in vacanza, o di chi su questo lembo di terra incantata ci vive o c’è nato, ed essendosi allontanato lo ricorda con nostalgia. La Trinacria ha, infatti, da sempre ispirato poeti, scrittori, artisti e pensatori che nel corso dei secoli ne hanno maturato un amore folle e spesso anche difficile da descrivere a parole.

Per una questione di comodità topografica, essa viene suddivisa in zone – nordorientale, nordoccidentale, sudoccidentale e sudorientale – che differiscono tra loro per il dialetto, la cultura e i cibi più o meno tipici di ogni singola città o provincia. In particolare, si definisce Sicilia sudorientale quella porzione di territorio che si affaccia sulla costa ionica, costituita dalle città metropolitane di Catania e Messina, dal libero consorzio di Enna e dalle città di Siracusa e Ragusa. Quest’ultima in particolare è quello spezzone piuttosto vasto che viene ulteriormente definito come Sicilia sud-est per la sua posizione che nella maggior parte dei casi viene localizzata come la Sicilia estrema, la punta dello Stivale.

Ed è proprio la punta, rappresentata dalla provincia di Ragusa e dai paesi e dalle località di mare (e non) a essa circostanti, che negli ultimi decenni, soprattutto grazie alla fortunata serie televisiva de il Commissario Montalbano, viene sempre più apprezzata dalla stragrande maggioranza dei turisti che si apprestano a visitarla da svariate parti d’Italia, d’Europa e del mondo. D’altronde, non si può dire di aver vissuto mai pienamente senza aver avuto l’opportunità di passeggiare tra i borghi della provincia, fare un tuffo nelle sue acque limpide e assaggiare la tipica arancina. Il litorale ibleo sembra dunque costituire una delle aree balneari più rinomate della regione per le sue particolari spiagge con sabbia dorata finissima e un mare limpido e sempre pulito.

L’istituzione della provincia di Ragusa risale al 1927, durante il ventennio fascista. Con lo Statuto Speciale del 1946, però, furono soppresse le province siciliane e ricostruite nel 1963, trasformate poi in province regionali soltanto nel 1986. Ragusa è dunque una provincia giovane per le sue origini ma che riserba al suo interno il fascino dei tempi passati.

Per chiunque si trovasse in zona, vogliamo consigliare alcuni di quei spezzoni di territorio spesso poco presi in considerazione ma contenenti ricchezze e meraviglie sia artistiche che territoriali e culinarie non eguagliabili a nessun territorio italiano. Piccole cittadine e borghi che potrebbero, forse, scaturire la curiosità di chi in Sicilia non c’è mai stato o degli amanti del mare che, speriamo, si facciano entusiasmare da questi racconti di coste magiche e incantate, riportando all’orecchio quella conchiglia portata come souvenir cercando di sentire ancora il rumore delle onde. Una terra che, come affermava Andrea Camilleri, una volta andati via, tende sempre a suscitare un’acre mancanza. Fu proprio il grande maestro a scrivere che dal momento in cui si allontanava dalla sua isola natia ciò che più gli mancava era u scruscìu du mari.

Prima fra tutte, ricordiamo la località balneare di Scoglitti che si trova lungo la costa sudorientale della Sicilia e dista circa 30 km da Ragusa. Il litorale offre moltissime spiagge che si estendono a partire dal fiume Ippari, caratterizzate – così come molte altre della Trinacria – dalla presenza di sabbia finissima e di suggestive dune bianche. Il borgo, frazione balneare del Comune di Vittoria, si affaccia sulla costa del golfo di Gela, nei pressi della zona archeologica di Kamarina. Situata nelle sue vicinanze e considerata anche una delle spiagge più belle da Legambiente e Touring Club Italiano, è la spiaggia di Randello, inserita nella Guida blu 2014. La località, un tempo riserva di caccia privata, si trova all’interno della Riserva Naturale di Randello, un’area protetta costituita da una pineta affacciata sul mare. Sempre a 30 km da Ragusa si estende poi la spiaggia di Punta Braccetto, situata vicino al Comune di Santa Croce Camerina. Quel che lievemente cambia rispetto alle località sopracitate è la sabbia fine e chiara che si alterna a tratti di scogli. Già abitata in epoca preistorica, fu utilizzata da Bizantini e Normanni come approdo per mettere al sicuro le navi. Un’altra zona sicuramente più conosciuta dai turisti di nazionalità diverse – sempre grazie al già citato Salvo Montalbano che ha reso la spiaggia molto affollata durante il periodo estivo – è Punta Secca, dialettalmente chiamata dai suoi abitanti a sicca, un piccolo borgo marinaro caratterizzato dalla presenza di un’altrettanto piccola formazione di scogli di fronte alla spiaggia principale. Nella piazzetta, si trova la famosa casa di Montalbano, non visitabile all’interno ma ugualmente meta di molti appassionati che vi si recano anche solo per scattare una foto con lo sfondo d’un mare la cui acqua al tramonto appare ancora più trasparente. 

Fra i centri balneari più frequentati, inoltre, ricordiamo ancora Marina di Ragusa: il litorale è formato da una serie di arenili lunghi e stretti di sabbia fine e dorata e dai fondali bassi che si estendono dal lungomare al porto turistico. Per il sesto anno consecutivo, Marina di Ragusa ha ricevuto la Bandiera Blu per le spiagge, assegnata dalle FEE (Foundation For Enviromental Education) per qualità delle acque, qualità della costa, servizi e misure di sicurezza. Fra i litorali incantati della provincia sale in classifica anche Pozzallo, estesa per oltre 800 km all’interno del centro abitato, delimitata da un elegante lungomare, particolare per la sua sabbia dorata e finissima, il mare blu cobalto, i fondali bassi e l’ampio arenile circondato da palme che rendono il luogo incantevole. Costruita attorno alla torre voluta da Bernardo Cabrera, conte di Modica, a difesa della città, si mostra come il centro marittimo e peschereccio tra i più importanti della città.

Le spiagge appartenenti alla provincia di Ragusa sono però così tante che occorrerebbe viverci per visitarle e apprezzarle in tutte le loro fattezze: dal colore della sabbia alla dimensione di ogni singolo granello, dal mare limpido ai fondali, i porti turistici, i colori e i locali diurni e notturni che invadono le cittadine con i profumi tipici siciliani. Definita come l’isola dentro l’isola, infatti, quella di Ragusa è una provincia che racchiude al suo interno sensazioni ed emozioni difficili da descrivere o persino da fotografare, se non con gli occhi, per custodire il ricordo di un luogo che sicuramente lascia il segno.

Come affermava il poeta e scrittore tedesco Goethe: L’Italia senza Sicilia non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto. La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita.

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