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Quando una laurea costa la vita

Giada Di Filippo, studentessa ventiseienne iscritta alla Facoltà di Scienze Naturali presso il complesso di Monte Sant’Angelo, avrebbe dovuto discutere la tesi e laurearsi nella mattinata del 9 aprile. Il suo nome, però, stando a quanto si evince da alcune testimonianze e dall’elenco dei laureandi del giorno, non compariva tra i candidati in attesa di sostenere l’esame.

Secondo Luigi Paolone, Sindaco di Sesto Campano, terra d’origine della giovane, anche i familiari si erano recati presso l’ateneo partenopeo per festeggiare la presunta seduta di laurea. Potrebbe essere stato questo, quindi, il movente che ha spinto la ragazza a compiere un gesto così estremo, a lanciarsi nel vuoto dal tetto dell’edificio e ad arrivare alla tragedia. La paura e il timore di essere giudicata dalla famiglia, l’ansia di deludere i suoi cari, il fidanzato, che l’attendeva con dei fiori nel cortile, la convinzione di non essere abbastanza, il non sentirsi all’altezza degli altri colleghi soltanto a causa di qualche esame arretrato. La rassegnazione e la consapevolezza del fallimento hanno logorato l’anima della studentessa creando una frustrazione così distruttiva e incontrollata da portarla a un suicidio che non deve passare inosservato.

Purtroppo, moltissimi studenti vivono in una condizione di pressione costante, con un malessere psicologico che deriva da stress per esami e scelte universitarie. Il futuro è incerto, il presente fin troppo effimero. Per questo, una ragazza ha perso la vita, decidendo di privarsi di tutte le future gioie che il domani le avrebbe riservato soltanto a causa di una società contaminata e bigotta che la circondava. La giovanissima donna ha considerato la morte come unica atroce via di fuga, l’unica soluzione possibile, la punizione adeguata per un traguardo che sembrava irraggiungibile, per un’attesa diventata interminabile.

La crisi economica abbattutasi in questi anni sul nostro Paese non rende serene e spontanee le scelte formative per la maggioranza dei ragazzi. Alcuni decidono di fermarsi, di cambiare in corso d’opera, riflettono incessantemente su quale potrebbe essere l’opzione migliore che possa ripagare i sacrifici in futuro. Il mondo del lavoro e le dinamiche ostili che ognuno è destinato ad affrontare creano tensione e turbamento negli animi fragili dei più giovani. Non è produttivo correre e affannarsi per tentare di intraprendere un percorso professionale se poi si finisce per trascurare se stessi e le proprie vocazioni, e questo i ragazzi dovrebbero capirlo contando sul sostegno delle famiglie.  Il talento è più importante dell’età così come la qualità del lavoro conta maggiormente di un voto d’esame.

La carriera e il successo devono arricchire l’esistenza dell’individuo, farlo sentire realizzato e produttivo, utile alla società, e non alienarlo e ridurlo a una risorsa spersonalizzata. Per prevenire la depressione causata da un impiego poco gratificante, quindi, l’unica possibilità è cercare di agire nella maggior tranquillità e armonia possibile soprattutto agli inizi.

Senza laurea non vai da nessuna parte! Ebbene a coloro che utilizzano questa frase scagliandola contro figli, nipoti, parenti, amici, fidanzati, sento di chiedere: senza gioia e voglia di vivere dov’è che si va? Affinché a nessun giovane fiore come Giada, negli anni migliori della vita, venga impedito di sbocciare, apriamo gli occhi e saniamo un mondo che, attualmente, viaggia alla velocità della luce, che muta in fretta, un’economia che necessita principalmente di braccia e menti giovani e non di un pezzo di carta fine a se stesso.

Le dinamiche effettive di questa ingiusta morte verranno chiarite prossimamente dall’autopsia. Intanto, in attesa di aggiornamenti, le lezioni verranno sospese nei giorni 10 e 11 aprile. Il Sindaco Paolone ha inoltre dichiarato che nel giorno dei funerali sarà proclamato lutto cittadino.

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