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Napoli, la “paura del buio” dopo le Quattro Giornate

Napoli. Quando il peggio è passato, la paura del buio non cessa ma resta impressa, come cicatrici profonde.

La libertà e la fine di uno dei periodi più bui della storia dell’umanità erano ancora molto lontani quando Napoli ha scatenato il suo orgoglio e la sua rabbia, dando vita alle cosiddette Quattro Giornate.

Dal 27 al 30 settembre 1943, infatti, l’insurrezione del popolo napoletano ha mostrato e dimostrato come la volontà e l’unione siano in grado di dare vita a un momento unico nella storia italiana. La gente è scesa in strada combattendo e liberando la città dall’occupazione delle forze armate tedesche ancor prima dell’arrivo delle forze alleate.

Grazie a questa vicenda a Napoli – prima città tra quelle europee che riuscì a opporsi ai nazisti – è stata conferita la medaglia d’oro al valor militare.

Uno degli esempi più forti di resistenza al nazismo in Europa prenderà forma attraverso un dramma in due atti che avrà luogo il 28 e il 29 gennaio presso la Basilica Inferiore dei Santi Severino e Sossio di Napoli. Una splendida chiesa tornata a vivere grazie al prezioso lavoro dell’Associazione Respiriamo Arte. Lo spettacolo sarà rappresentato alle 18.30 e alle 20.30 per un costo di 10€ a persona.

L’opera, di Il Demiurgo, firmata da Daniele Acerra, racconta la vita di sei sfollati che, trascorsi tre mesi dalla liberazione della città, trovano rifugio presso una chiesa abbandonata infestata dagli spiriti.

Il giorno della vigilia di Natale i protagonisti decidono di compiere un rito e liberare il loro nuovo alloggio da queste “presenze”. Affinché il rito possa compiersi con successo, però, ognuno di loro deve sacrificare un oggetto caro.

Il cerimoniale però non verrà mai compiuto. L’arrivo di un soldato tedesco getterà ombre e paure sui sei sfollati, facendo riaffiorare in loro il timore di una guerra che credevano ormai lontana. Ma è l’amore verso Maddalena, ragazza rifugiata proprio nella chiesa, ad aver spinto il soldato a tradire il suo esercito e cercarla.

Il terrore, tuttavia, non si appiana, ma porta squilibrio all’interno di questa famiglia improvvisata che si troverà a fare i conti con ciò che la guerra ha inesorabilmente lasciato nelle vite di chi l’ha vissuta. Per cercare di voltare definitivamente pagina i ragazzi tenteranno di compiere il rito, ma questa volta su loro stessi: chi non riuscirà nell’intento sarà condannato a vivere per sempre nella follia.

Ma alla fine delle guerra, quali sono i reali spettri da combattere?

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