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Il Museo della Follia approda a Napoli

La pazzia costruisce città, imperi, istituzioni ecclesiastiche, religioni, assemblee consultive e legislative: l’intera vita umana è solo un gioco, il semplice gioco della Follia.

Erasmo da Rotterdam aveva vissuto soltanto nel XVI secolo, prima ancora che si potesse assistere al tragico limite raggiungibile e – senza troppi problemi – valicabile dall’uomo, eppure aveva già colto il grande potenziale della follia umana.

Dal mese di dicembre dello scorso anno fino al 27 maggio 2018, un elogio alla pazzia avrà luogo a Napoli, presso la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, via dei Tribunali, nella mostra originariamente intitolata Il Museo della Follia: da Goya a Bacon.

Dopo Venezia, Matera, Mantova, Catania e Brescia gli scorsi anni, recentemente l’Itinerario della Follia aggiunge la tappa napoletana e si stabilisce nel cuore della città, alla portata di appassionati e curiosi, sostituendo nel titolo il nome di Bacon con quello di Maradona, la cui immagine del piede sinistro resta un inconfondibile marchio di napoletanità che si è voluto dare all’evento.

Non esiste un capolavoro indiscusso come non esiste un genio indiscusso. Fino a Caravaggio la vita di artisti anche immensi come Leonardo o Michelangelo è inferiore all’opera. Con lui la vita diventa arte. Come in Maradona. Così spiega la sua scelta il curatore della mostra, Vittorio Sgarbi. In entrambi l’esistenza passa per un abisso che non santifica. Non è una forzatura. I volti di Caravaggio sono i ragazzi di vita, delle strade, delle periferie dell’umanità. Le sue opere mostrano al contempo dolore e divino, luce e buio, peccato e redenzione. Maradona è il Caravaggio del Novecento. E io lo porto in un museo.

Il critico d’arte, non di certo popolare per la sua diplomazia, ha voluto dar voce a uomini e donne come noi, sfortunati, umiliati, isolati. E ancora vivi nell’incredula disperazione dei loro sguardi. Condannati senza colpa, incriminati senza reati per il solo desiderio di essere diversi, cioè individui.

Francis Bacon, Francisco Goya, Antonio Ligabue sono solo tre dei circa cinquanta personaggi di cui sono illustrati opere e trascorsi che hanno segnato la loro storia individuale e, al tempo stesso, quella dell’arte e della sensibilità umana. Non soltanto personalità illustri, però, ma anche uomini comuni che hanno vissuto la frustrazione dell’emarginazione e della solitudine saranno al centro dell’esposizione. Se, da un lato, la singolarità ha dato la fama ad alcuni, dall’altro ha condannato molti a una vita di reclusione e, probabilmente, maltrattamenti.

Nel complesso si possono ammirare circa duecento opere distribuite in diverse aree come la stanza dei ricordi, che raccoglie una serie di oggetti e immagini ritrovati nell’ex manicomio di Teramo – impresso nelle suggestive foto di Fabrizio Sclocchini raccolte nella sezione Gli assenti – e la stanza della griglia, contenente ritratti prelevati da cartelle cliniche di pazienti rinchiusi in diverse strutture per insania mentale.

Oltre che una condanna delle condizioni di degrado – documentate da alcune inchieste del Senato della Repubblica visibili nella sezione video – cui sono stati relegati i pazienti di molti ospedali psichiatrici, il museo mostra luci e ombre della pazzia, attraverso fotografie, sculture, dipinti, alcuni celebri e altri meno conosciuti, ispirati alle condizioni di disagio delle strutture ospitanti oppure frutto di un estro folle, in uno stile insolito che ha dato vita a un’arte allucinata e visionaria.

A una raccolta artistica di un simile prestigio si aggiunge, emblema della follia umana più spietata, un olio su tela, opera di Adolf Hitler, insieme alla sezione intitolata I pazzi politici, incentrata sul periodo fascista, la sua politica e i suoi manicomi.

Il museo è aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle 20:00, mentre il sabato e la domenica chiude alle 21:00.

È possibile acquistare il biglietto intero al costo di dodici euro, audioguida inclusa. Tuttavia, sono disponibili diverse agevolazioni, per cui si invita a consultare il sito ufficiale www.museodellafollia.it o a telefonare al numero 3347104785 per informazioni e prenotazioni.

Il Museo della Follia approda a Napoli
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