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Mediterranea: la via di terra che aiuta chi è in mare

Mentre lo scorso 1 novembre il nostro Ministro dell’Interno inscenava, durante una diretta social, un simpatico siparietto rifacendosi agli youtubers più convincenti del web con un unboxing della lettera da parte della Procura di Catania che annunciava la richiesta di archiviazione delle accuse di sequestro di persona nei suoi confronti per quanto riguarda il caso della nave Diciotti, sono state le persone comuni, come spesso accade, a mobilitarsi e a cercare di porre rimedio alle ingiustizie sociali, grandi e piccole. È il caso, questo, del movimento a favore della nave Mare Jonio grazie alla piattaforma Mediterranea.

Nata come risposta al divieto per le ONG di attraversare e soccorrere i migranti nelle acque mediterranee che dalla Libia portano all’Italia (e viceversa), secondo le accuse complici dell’immigrazione clandestina, Mediterranea è una piattaforma crowdfunding, una missione, un progetto di obbedienza civile, giusta e doverosa, ma anche molto altro, sviluppatasi per dare sostegno pratico alla nave Mare Jonio, battente bandiera italiana. Mentre il Paese africano continua a bloccare le persone che scappano da suoi campi di detenzione, incentivato dagli accordi politici sanciti con il benestare del governo italiano ed europeo, quindi, c’è chi cerca di seguire e applicare, in barba a freddi trattati politico-economici scritti sulla pelle delle persone, solo la prima regola universale della navigazione: quella che in mare non si lascia nessuno in difficoltà. A questo, infatti, serve la Mare Jonio, un’imbarcazione lunga 37 metri e larga 9, fornita di lettini, personale medico, attivisti e volontari, capace di ospitare un centinaio di persone. Con un simile progetto promosso dall’ONG spagnola Open Arms, ora anche l’Italia ha una risposta popolare nei confronti della frontiera sud occidentale. Ma la frontiera, in realtà, c’è solo per chi ha da sempre voluto trasformare la terra, come il mare, in un confine e non in un mezzo per unire.

A tal proposito, è partita l’iniziativa in principio sostenuta da organizzazioni di natura abbastanza differente tra loro: Arci, Ya Basta Bologna, il magazine web I Diavoli, imprese sociali come Moltivolti di Palermo e alcune ONG, tra tutte la tedesca Sea-Watch. Grazie a un prestito di 465mila euro da Banca Etica, che ha messo in moto anche il crowdfunding ancora attivo sul portale web con un IBAN a cui versare un piccolo contributo, e ad alcuni personaggi illustri dello scenario politico-sociale che hanno operato da garanti, tra cui Nichi Vendola e Rossella Muroni, la nave è riuscita a salpare lo scorso 4 ottobre per una missione di dodici giorni, in cui ha potuto raccogliere segnalazioni e messaggi di aiuto di gommoni in difficoltà. In particolare, ha avuto un ruolo molto importante nel sollecitare il salvataggio tempestivo di settanta persone a largo di Lampedusa, dopo un palleggiarsi la questione tra Malta e Italia, appena una settimana dopo.

Al suo rientro, nel porto di Palermo, la Mare Jonio si è rifornita grazie ai risultati dell crowdfunding e all’iniziativa La via di terra, diffusasi in tutta Italia: una vera e propria chiamata alle arti da parte di intellettuali e artisti, ma anche di cittadini e cittadine che in tutta Italia, da Nord a Sud, isole comprese, si sono riuniti in più location per mettere in opera reading collettivi al fine di sensibilizzare nei confronti della situazione critica nelle acque a noi più vicine e raccogliere fondi per la piattaforma e per la nave, seguiti da una campagna attiva anche sul web grazie all’hashtag #savinghumans.

Così, con le stive piene non solo materialmente, ma cariche anche di entusiasmo e sostegno, la Mare Jonio nel giorno di Ognissanti, lo stesso in cui Salvini faceva dirette e accusava i soliti centri sociali di non aver gufato abbastanza, è partita per una seconda missione di monitoraggio e denuncia nelle acque internazionali tra le coste dell’Italia e della Libia, confermandosi come l’unica nave nel Mediterraneo centrale. Perché se c’è qualcuno per cui le vite umane sono solo uno strumento di propaganda politica, per molti, moltissimi di noi, sono solo vite da salvare.

Per ulteriori informazioni: https://mediterranearescue.org/

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