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L'opinione

La mia disobbedienza civile

Oggi vi racconto la mia storia di disobbedienza civile che mi rende imputata per aver violato l’art. 580 del Codice Penale. Tutti conoscete la vicenda di Fabiano Antoniani, Dj Fabo, ma forse pochi di voi conoscono quella di Davide Trentini, morto il 13 aprile 2017. Davide aveva 53 anni, era malato di sclerosi multipla dal 1993. Da sempre aveva fatto di tutto per curarsi e vivere, svolgendo diversi lavori ancora possibili. La sua salute, però, stava diventando sempre più deficitaria e da molti mesi la sua vita si era trasformata in un calvario. Per questo aveva contattato Marco Cappato per conoscere le modalità per accedere alla morte volontaria in Svizzera.

Fui messa in contatto con Davide da Marco, per aiutarlo a ottenere dei documenti che gli mancavano e alla fine decisi di farmi coinvolgere e di accompagnarlo a Basilea. Marco, attraverso l’associazione Soccorso Civile, Sos Eutanasia, di cui facciamo parte insieme a Gustavo Fraticelli, aveva raccolto i fondi che servivano per pagare il servizio erogato dalla clinica svizzera.

Voglio ricordare il saluto d’addio di Davide con la sua mamma Anna. Ho quell’attimo dell’incrocio degli sguardi intensi, tra figlio sofferente e madre, stampato nel cuore. Il viaggio era faticoso e lungo con sei fermate a causa della sofferenza di Davide. Tre foto scattate riservate solo a mamma Anna.

L’esame dei medici fu severo e puntuale per conoscere la libera scelta e la determinazione di Trentini, sia la sera che la mattina del fatidico 13 aprile 2017. Davide, deciso e sicuro, andò incontro alla sua liberazione dall’infinito dolore, non più controllabile.

Il suicidio assistito è una forma di eutanasia, legale in Svizzera, dove una persona che ne fa richiesta, dopo un iter severamente regolamentato, e sotto controllo medico, autonomamente si somministra il farmaco, senza intervento di terzi.

Con Marco Cappato al mio ritorno dalla Svizzera ci siamo presentati dai carabinieri di Massa e ci siamo autodenunciati per essere contravvenuti all’art. 580 del Codice Penale denominato Istigazione o aiuto al suicidio, che dice fra l’altro: chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni.

Lo abbiamo fatto per mettere in atto la nostra disobbedienza civile, per modificare i divieti del Codice Penale. Inoltre, all’avviso di conclusione delle indagini preliminari del 28 settembre 2017 è stata fissata la data dell’udienza preliminare per il 31 maggio 2018.  Alcune settimane prima, però, abbiamo chiesto il giudizio immediato, ovvero andare direttamente al processo con rito ordinario. Dunque giudicati, ex art. 110 e 580 comma 1 del Codice Penale, per istigazione o aiuto al suicidio sotto forma di concorso.

La prima udienza si è svolta il 12 novembre 2018 con la testimonianza della madre, della sorella e dell’ex fidanzata di Davide Trentini. Il 14 gennaio 2019 siamo stati ascoltati noi due imputati. L’udienza di discussione doveva avvenire l’11 novembre 2019, ma è stata rinviata al 5 febbraio 2020. Ora si resta in attesa delle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale sull’aiuto di Marco Cappato alla morte volontaria di Fabiano Antoniani a Zurigo.

Alla prossima!

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