Il Fatto

J.D. Salinger (100 anni ieri) racconta il 2019

È buffo. Basta che diciate qualcosa che nessuno capisce e fate fare agli altri tutto quello che volete. Avrebbe compiuto ieri – 1 gennaio – cento anni lo scrittore americano J.D. Salinger, divenuto celebre in tutto il mondo per il romanzo dal quale la frase in apertura è tratta, Il giovane Holden (1951). Ne sono trascorsi sessantotto, invece, dalla prima pubblicazione di quel libro icona per tutte le generazioni a venire e, come spesso accade quando si parla di personaggi che hanno influenzato ogni versione futura del proprio lavoro, il messaggio risulta attuale, adatto a fotografare la situazione contemporanea della società civile e politica.

Holden Caulfield – il protagonista di The Catcher in the Rye (titolo originale dell’opera), alter ego di Salinger – era espressione di una ribellione giovanile, specchio di una gioventù che non riusciva a comunicare il proprio disagio ad adulti troppo distratti per fermarsi e ascoltare. Nulla di diverso, pertanto, dall’oggi e l’affermazione dei principali governi mondiali è la riprova di quanto il 17enne newyorkese affermava. A cominciare dai confini statunitensi, infatti, il successo di Donald Trump ben si spiega con le parole che introducono a questo articolo e non ci si discosta neppure trasferendosi in Gran Bretagna, dove un popolo inutilmente accecato da una politica irresponsabile ha concesso il via libera alla creazione di nuovo muro appena oltre le rive della Manica, anziché rafforzare il ponte tra l’isola di Sua Maestà e quell’Europa delle popolazioni simbolo – e inganno – del nuovo millennio.

L’anno che si è appena affacciato sui calendari, il 2019, sancirà l’uscita definitiva di Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord dall’Unione Europea, con tutto ciò che il provvedimento comporterà soprattutto in materia di immigrazione, con milioni di lavoratori comunitari (di cui circa 700mila italiani censiti) costretti a cercare una soluzione alternativa a quella che è ormai – di fatto – la propria casa, oppure a illegittimi esborsi per visti lavorativi temporanei che non garantiranno – forse – mai la stabilità che un giovane e le proprie speranze meritano.

Ragazze e ragazzi che in numero sempre crescente (oltre 250mila, mai così tanti dal dopoguerra) salutano il nostro Paese, purtroppo anch’esso ben dipinto dalle parole di Salinger. Sembra di vederlo il Parlamento italiano, popolato in gran parte proprio grazie a quell’incomprensione che è stata la chiave dell’affermazione dei gruppi che ne occupano la maggioranza delle poltrone. L’informazione distorta, il diniego dei principi che ne hanno sancito l’approvazione a livello nazionale sono, infatti, l’etichetta dei rappresentanti politici dei nostri giorni.

Governanti che, la prossima primavera, accompagneranno gli Stati appartenenti all’Unione alla tornata elettorale continentale, il quadro che si prospetta è tutt’altro che incoraggiante. L’Italia guarda al voto del 26 maggio con particolare interesse sicché da questo potrebbero determinarsi le gerarchie anche della politica interna. Il MoVimento 5 Stelle – che ha chiuso il 2018 con l’espulsione dei Senatori dissidenti attraverso una prova di forza antidemocratica che tradisce ancora una volta l’elettorato pentastellato – cede terreno alla Lega di Matteo Salvini, vero protagonista della prossima chiamata alle urne. Se le intenzioni di voto degli italiani fossero confermate, infatti, il Carroccio si affermerebbe come il primo partito del Paese, raddoppiando i propri consensi e facendo dei colleghi di maggioranza l’ultimo succulento boccone.

L’Europa, così come ancora la conosciamo, sarà messa alla prova dall’avanzata delle nuove destre, dalla furia indipendentista che sembra aver colpito gli Stati appartenenti all’Unione, ognuno ossessionato dal controllo dei propri confini e dalla stipula autonoma delle proprie leggi in materia economica e non. Il sogno di un’unica grande nazione senza sbarre, multiculturale, porto accogliente di persone e merci, rischia seriamente di svegliarsi bruscamente in un presente di incertezza e paura, dove il nemico ha il volto del vicino di casa.

Gli effetti del prossimo voto, inoltre, potrebbero minare allo già instabile equilibrio su cui il governo giallo-verde si tiene in piedi. Dovesse, infatti, l’attuale Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, rendersi conto di avere in pugno la fetta maggiore delle preferenze degli italiani, non è da escludersi che le attuali incomprensioni diverrebbero insuperabili e una novella chiamata al voto per il rinnovo del Parlamento nostrano potrebbe già avere luogo nel 2020.

Anno nuovo, questioni vecchie. Ogni stagione che si alterna alla precedente guarda al passato e va verso di esso a una velocità pericolosa, ormai difficilmente controllabile. Eppure, come diceva Salinger, per bocca del suo giovane Holden, è buffo. Basta che diciate qualcosa che nessuno capisce e fate fare agli altri tutto quello che volete. E, allora, buon 2019, buon domani, il cambiamento è già in atto. In molti applaudiranno.

J.D. Salinger (100 anni ieri) racconta il 2019
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