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Il potenziale inesplorato de “Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey”

Dal 10 agosto è disponibile su Netflix il film Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey (2018). Diretta da Mike Newell (Quattro matrimoni e un funerale, Harry Poter e il calice di fuoco), la pellicola è l’adattamento cinematografico dell’omonimo best-seller scritto a quattro mani da Mary Ann Shaffer e sua nipote Ann Borrows e pubblicato nel 2008 in lingua originale dalla Dial Press.

Ambientato in parte a Londra, ma soprattutto nell’isola inglese di Guernsey situata nella Manica, il lungometraggio si concentra sulla storia di Juliet Ashton (Lily James), giovane e ambiziosa scrittrice inglese che subito dopo la Seconda Guerra Mondiale diventa famosa in tutto il Regno Unito per i suoi saggi umoristici. Mentre è impegnata nella promozione del suo libro, Julie riceve una lettera da Dawsey Adams (Micheil Huisman), un allevatore di maiali che abita a Guernsey e che è per caso entrato in possesso di una raccolta di saggi di Charles Lamb una volta a lei appartenuta. Tra i due inizia una fitta corrispondenza in cui si racconta della vita nella suggestiva isola britannica e del suo gruppo di lettura, la cui denominazione dà il nome alla pellicola. Affascinata dai racconti su questo luoghi e dai suoi abitanti, Juliet decide di partire per visitare il posto e conoscere i membri del club. Tale decisione finirà per cambiarle la vita.

Leggero, romantico e visivamente piacevole Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey si presenta come un’opera multigenere: commedia romantica, dramma storico e giallo, il film riecheggia il passato del dopoguerra delicatamente ricreandone le atmosfere attraverso gli scenari e i costumi impeccabili. Tuttavia, la tragedia bellica e le sue conseguenze sembrano essere solo sfiorate nella pellicola che racconta il conflitto attraverso innumerevoli flashback che si concentrano soprattutto sugli atti di coraggio di Elizabeth Mekenna (interpretata da Jessica Brown Findlay, già vista in Downtown Abbey), fondatrice del gruppo di lettura fondato per coprire un vero e proprio atto di ribellione durante l’occupazione crucca: mangiare carne suina anche se i tedeschi avevano sequestrato tutti i maiali, ma soprattutto ricordare di essere umani e di aver bisogno di convivialità in un momento in cui egoismo e solitudine regnavano sovrani. Attraverso la ricostruzione della storia di Elizabeth ormai scomparsa, il regista ricostruisce il periodo dell’occupazione dell’isola. Ciononostante, queste brevi scene sono solo un lontano eco del dolore di cui l’oscuro periodo bellico fu realmente impregnato.

Come si può intuire dal titolo che condividono libro e film, altro tema fondamentale de Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey dovrebbe essere la letteratura. Inizialmente, con l’introduzione della formazione del club e lo scambio epistolare tra Juliet e Dawsey, l’argomento letterario sembra dover avere un ruolo determinante nella pellicola: il potere unificatore dei libri e la loro capacità di non far mai sentire soli chi li legge sembrano essere un fattore decisivo per il progredire delle vicende. Eppure, nella parte centrale del film, tale elemento viene messo da parte per poi essere ripreso solamente nel finale, dove è proprio la scrittura a far capire a Juliet chi è realmente e cosa realmente vuole nella vita. Relegando il tema a poche esigue scene in cui i membri del gruppo discutono di questa o quell’opera e creando dibattiti solo accennati, ma che avrebbero meritato di essere approfonditi, il film viene quindi privato di quel qualcosa che l’avrebbe reso un’opera di più pregevole qualità e maggiore sofisticatezza e che avrebbe reso più manifesto e pregnante quel messaggio per cui la cultura ha un potere salvifico per l’umanità, soprattutto in tempi bui come quelli nazisti, che inesorabilmente la narrazione cerca di comunicare.

Nonostante non possa essere considerato un capolavoro per la troppa poca attenzione nella ricostruzione del dramma bellico e per l’insufficiente approfondimento dell’argomento letterario, non si può negare che Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey sia piacevole da vedere, anche grazie alla notevole performance dei suoi attori e agli scenari mozzafiato. E chissà se, guardandolo, non venga persino voglia di rivivere le vicende vissute da Juliet sul piccolo schermo anche attraverso le pagine che le ha ispirate, per vedere se magari il libro della Shaffer e della Borrows è privo di quei difetti di cui è dotato il film, che non permettono alla storia di sviluppare a pieno il potenziale che intrinsecamente possiede.

Il potenziale inesplorato de “Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey”
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