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Il “pensiero poetante” di Mimmo Grasso e l’eterna attualità della poesia

Nella storica dimora della Casina Vanvitelliana sul lago Fusaro, a Bacoli, nei pressi di Napoli, sabato 16 giugno abbiamo partecipato all’intensa ed emozionante serata sul Pensiero poetante dedicata all’opera di Mimmo Grasso, poeta, scrittore e critico che Mario Persico, uno dei maestri dell’arte visiva del Novecento, definì tra gli autori più importanti della poesia contemporanea. L’evento di letteratura, filosofia e spettacolo è stato prodotto dall’archeologa e operatrice culturale Anna Abbate e condotto dalle poetesse e studiose di letteratura Antonietta Gnerre e Monia Gaita, con la partecipazione dello psicanalista prof. Antonio Vitolo, già Presidente dell’AIPA (Associazione Italiana di Psicologia Analitica) e del musicista ed etnomusicologo Carlo Faiello, accompagnato dalla cantante Monica Marra.

Nella parte centrale del magnifico evento-spettacolo, c’è stata la proiezione del cortometraggio Indagine sulla poesia. Il pensiero poetante di Mimmo Grasso, girato sui luoghi archeologici più significativi, tra storia e mito, dei Campi Flegrei e realizzato con grande cura dal poeta Ciro De Novellis, co-protagonista, sullo schermo e durante la serata insieme al poeta Grasso, di un breve ma intenso viaggio attraverso lo spazio e il tempo dove nascono le domande che studiosi, poeti e lettori fanno da sempre sulla poesia. Da cosa nasce? Quale valenza ha sulle vite degli individui e della comunità in cui avviene la sua produzione e la sua comunicazione? Quali riflessioni filosofiche ha prodotto nei diversi tempi storici e quale spazio può avere ancora oggi, nell’ambito della società “liquida” contemporanea descritta, per esempio, dal sociologo Zygmunt Bauman?

Nell’ambito dell’estetica contemporanea, come ci spiega il De Novellis nelle note a margine dell’organizzazione dell’evento, la poesia si esprime come disvelamento dell’essere, come esperienza dell’originario, e dunque intrattiene un rapporto essenziale con la verità. Dal pensiero del grande filosofo Parmenide di Elea fino al grande poeta Giacomo Leopardi e attraverso le riflessioni, in età contemporanea, di Martin Heidegger e, in Italia, di Emanuele Severino, si è scritto molto sull’accadimento poetico. Riunendo questi diversi contributi, il “pensiero poetante”, in sintesi, implica l’utilizzo dell’apparato logico-cognitivo e la risoluzione dei problemi che esso pone mediante l’espressione lirica.

Con il Pensiero poetante, si incontra l’esperienza del sacro nella vita quotidiana, oltre la dimensione onirica o del riferimento al mito. Come puntualmente ha precisato lo psicanalista Vitolo, il mito vive oltre la stessa dimensione individuale e collettiva, costituendo la sintesi di tutti i sogni dell’intera storia umana sul pianeta. E la riflessione di Mimmo Grasso ci porta a definire, quindi, la “dimora” della poesia: lo zòon – la vita animale, la dimensione notturna, l’opinione – che tende a diventare bìos – la vita intellettiva, la visione diurna, il retto pensiero – con la dinamica tra l’essere e il non essere.

L’autentico pensare poetico, continua a dialogare con noi il poeta e filosofo Grasso, non appartiene a quel tipo di pensiero che genera la tecnologia come dominio del sapere, funzionale alla scienza e all’industria, ma si pone nella condizione di ascolto, di possibilità, di disponibilità. Esso precede qualsiasi oggettivazione metafisica o scientifica e, infine, rappresenta e dà sostanza a quella dimensione esistenziale che sta alla base di ogni autentico pensare poetico e filosofico.

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