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I “Pianeti immaginari” di Sergio Williams

Quando mercoledì 13 febbraio, dalle ore 18, gli amici e i visitatori della Galleria d’arte WeSpace inizieranno a viaggiare sui Pianeti immaginari della mostra personale d’arte pittorica di Sergio Williams, saranno molto emozionati. Lo spazio del sentimento dell’arte di Willy Santangelo ospiterà questa volta le tele di un artista viaggiatore, sospeso tra la nostalgia dei paesaggi che ha attraversato nel mondo reale e il desiderio di quelli riprodotti, in seguito, dalla sua immaginazione. L’arte dell’autore delle opere che saranno esposte, sostenuta da una mirabile tecnica di base con un uso personale e attento dei materiali, riesce a conferire, e con grande maestria, un’inattesa “familiarità” a visioni da cartolina proveniente da un altro pianeta, per citare anche l’umorismo amabile con il quale spesso l’artista napoletano dà un titolo ai suoi lavori.

Il paesaggismo surreale di Williams, tra orizzonti senza confini ed elementi simbolici sospesi e liberi da forze gravitazionali, passa da una luce a volte materica a squarci di illuminazione che sembrano provenire dall’opera stessa. L’effetto ipnotico è immediato, così come l’interiorizzazione da parte dello spettatore di ambienti sconosciuti dove ci sentiamo, comunque, viandanti senza luogo e senza tempo e in parte liberi dalle costrizioni fisiche e mentali che incontriamo lungo il cammino sul pianeta reale delle nostre esistenze. Certo, il viandante viene in genere indicato come una persona che se ne va per il mondo e lontano dalle strade conosciute, a volte mosso da disagio, a volte da una curiosità da avventuriero. L’etica del viandante, invece, può essere quella pulsione estetica che poi si trasforma in scelta esistenziale di coloro che intendono oltrepassare il cammino già ordinato e imposto dalla tradizione storico-artistica, sociale e culturale, per scegliere di percorrere il sentiero che porta al sentimento dello stare al mondo e alla sua possibile espressione artistica, affidata alla scoperta delle mete intermedie, in viaggi del tutto personali dove l’artista/viaggiatore aderisce al paesaggio, reale o immaginario, che di volta in volta raggiunge e abita.

Il grande scrittore e filosofo Albert Camus (1913 – 1960), nella sua opera Il mito di Sisifo (1942), ci dice che creare è anche dare una forma al proprio destino. Chi scrive e cura la mostra Pianeti immaginari, in effetti, ha avuto il piacere di vivere un’esperienza di libertà, conoscendo e incontrando più volte un uomo e un artista come Williams, che si meraviglia davanti al mistero estetico e al senso indeterminato quanto affascinante delle sue creazioni, e invita l’ospite a vivere assieme a lui quella stessa emozione: una sensazione intensa, vitale che fa davvero comunicare due o più esseri umani, senza il filtro intellettualistico delle parole, spesso diventate e usate, nell’arte come nella vita, al pari di etichette che impediscono ogni autentica, umana e condivisibile comprensione.

La mostra sarà presente alla Galleria WeSpace (Quartierino d’autore) – vico del Vasto a Chiaja, 52/53 – fino al 28 febbraio e si potrà visitare dal lunedì al sabato, dalle ore 10:30 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 19:30. Ufficio stampa: Arte Sia di Daniela Rocca.

Alla serata Opening parteciperà il gruppo rock Nebra, con un live showcase, in occasione della presentazione del nuovo album intitolato Cuore colpevole.

I “Pianeti immaginari” di Sergio Williams
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