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Guido Catalano: dell’amore e all’amore, tra poesie e conversazioni

A 17 anni ho deciso che volevo diventare una rock star. Poi ho capito che forse non ce la facevo e ho ripiegato su poeta professionista vivente, che c’erano più posti liberi.

Guido Catalano è un poeta che si è preso gioco della pratica poetica. Ciò che scrive, infatti, sembra fuori dal comune e, allo stesso tempo, parte del quotidiano di ognuno di noi. La poesia, inoltre, è un genere che si sta evolvendo con esiti che potrebbero in qualche misura rivelarsi persino radicali, un dato che si coglie immediatamente leggendo un qualsiasi componimento dello scrittore torinese.

E non ho la benché e maledetta e minima intenzione
di smettere
di scriverti poesie d’amore come se piovesse
malgrado questo porco mondo
non smetterò
malgrado questa mala gente
non smetterò di carezzarti di poesie
d’amore
malgrado questa notte
che non accenna a voler finire
non ho nessuna, ripeto
nessuna, nessunissima intenzione
ragazza dai baci portentosi
di smettere di pioverti addosso
un verso dopo l’altro
e un altro ancora, e dopo ancora uno.
Malgrado la bruttezza
che ci circonda, ragazza dai baci poderosi
immaginami cielo
se ci riesci
immaginami cielo di burrasca
fanciulla dagli occhi spiritosi
facciamo i lampi, i tuoni
giochiamo al temporale.

Il tema dell’amore è al centro delle sue opere, ma il modo in cui viene trattato è spiccatamente ironico e quasi sempre leggero. L’autore immagina spesso delle conversazioni con una donna e, talvolta, le poesie  si trasformano in veri e propri dialoghi che cadono nel nonsense.

Ci vuoi dentro baci, gatti, tette, occhi, ci vuoi una bici, due bici per  passeggiare assieme, ci vuoi dentro dei prati o il vento, o sia prati, sia vento, ci vuoi dentro dei riccioli neri, ci vuoi sospiri, ci vuoi dei sassolini, delle nocciole, una strada, una musica, e se sì che musica vuoi, ci vuoi un letto, delle lenzuola rosse, ci vuoi una mela, le tua gambe lunghe affusolate, un divano, un morbido tappeto, ci vuoi del sesso, la vuoi a colazione o la vuoi notturna, vuoi che faccia innamorare altre donne al di fuori di te, vuoi un finale matto, vuoi che sia primaverile o autunnale, la vuoi invernale, vuoi un bellissimo vestito, vuoi un molo e una barca di legno sul lago, vuoi che ci sia un grande ballo e che io ti venga a prendere in carrozza, vorresti dei gessetti colorati, vuoi che sia ambientata nel bosco, ci saranno delle castagne, la luna, la neve, vuoi che sia una poesia rassicurante, calda, che ti faccia sorridere, vuoi che ci siano dei grilli che ti fanno la serenata per tutta la notte, cosa ci vuoi dentro questa poesia d’amore felice?

– Puoi metterci davvero dentro tutto questo?

– Tutto questo e assai di più.

– Voglio tutto con aggiunta di mozzarella di bufala.

– Sei una morbida ragazza dalle idee chiarissime.

I suoi sono versi liberi dallo stile semplice, scorrevole e adatto a tutti. Purtroppo, però, proprio la semplicità e la tipologia dei contenuti espongono il poeta a numerose critiche. Catalano, infatti, è stato perfino accusato di fare un cattivo servizio alla poesia e alla nazione e di rappresentare la deriva della poesia italiana. I testi, in realtà, conservano nella loro leggerezza anche una buona dose di genuinità e, proprio per tale ragione, dovrebbero invogliare alla lettura.

Un romanzo di trecento pagine come D’amore si muore ma io no, infatti, può essere sfogliato, apprezzato e finito durante un viaggio in autobus di qualche ora. L’esperienza di chi scrive è nata proprio così: divorando ogni pagina della sua prima opera in prosa per interessarsi, in seguito, anche alle poesie.

La città di nascita e residenza di Guido Catalano è Torino, il luogo in cui, tra l’altro, sono ambientati tutti i suoi scritti. Sin dal liceo, l’autore nutre questa forte passione per la scrittura. Dopo essere entrato a far parte di una band, ha iniziato a scrivere i testi di alcune canzoni ma, allo scioglimento del gruppo, rileggendoli, ha capito che questi apparivano quasi come delle poesie: da qui che è nata la sua attività poetica. Prima di iniziare la carriera artistica, però, ha deciso di dedicarsi ad altri lavori. Nel libro, infatti, sottolinea svariate volte la tipica difficoltà degli scrittori emergenti di poter vivere soltanto grazie alle proprie opere.

Nonostante le molteplici critiche, le sue sillogi continuano a ottenere un successo non indifferente e, durante i reading in giro per l’Italia, riescono ad attirare un pubblico sempre più numeroso. Proprio le letture sembrano essere apprezzate dai giovani che affollano ripetutamente i locali per godere delle poesie e del carisma dell’autore, il quale, all’interno degli spettacoli, ricopre anche il ruolo di cabarettista. Catalano, difatti, riesce a coinvolgere tutti, rendendo la poesia un mezzo per scatenare il riso, come da lui stesso affermato durante un’intervista.

Non me l’hai letto il fondo del caffè
hai sorriso e te lo sei mangiato
poi mi piace farti ridere
poi quando ci salutiamo via, sento il tuo corpo
e dopo continuiamo a guardarci negli occhi
fin che si può
poi hai i capelli color di miele
è plausibile che le api ti vogliano bene
le api sono gente strana
sto fatto che pungono e poi muoiono
poi te ne vai, torni, te ne vai, torni
non voglio sapere dove vai
voglio sapere che torni.

L’amore acquisisce un significato semplice, ma l’aggettivo, in questo caso, non deve essere associato alla banalità. Le sue parole, infatti, non sono mai scontate. L’originalità è uno dei tratti più forti del suo stile. D’altro canto, chi parlerebbe di api in una poesia d’amore? Forse Pascoli, ma la sua ape tardiva più che dar sfogo al romanticismo, tende a infondere una tristezza ben lontana dai contenuti di Catalano.

D’altronde, i suoi scritti – le poesie così come il romanzo – riescono sempre nell’intento di destare, oltre all’attenzione di chi legge, anche un piacevole senso di gioia. Parliamo di una lettura che non annoia, ma coinvolge, accende risate e, spesso, a suo modo, fa riflettere.

A febbraio è uscito il suo ultimo lavoro dal nome Ogni volta che mi baci muore un nazista e, attualmente, il poeta è impegnato in un tour che dal Nord Italia è arrivato a Napoli, al Cellar Theory. Lasciando la prosa e tornando alla poesia, in questa raccolta sono stati inseriti ben centocinquanta componimenti nei quali, ancora una volta, Guido Catalano parla d’amore e parla all’amore.

Oggi, nell’epoca in cui il mondo dei social regna incontrastato, è possibile definire lo scrittore come uno tra i più singolari poeti della scena italiana, soprattutto per il pubblico a cui si rivolge: i giovani, capaci di immedesimarsi più facilmente nelle sue parole e in quella quotidianità che, quasi sempre, riesce a mettere per iscritto.

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