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Distopie in musica: Orwell e i Muse

Nel 1948 George Orwell, celebre scrittore inglese, era intento a scrivere quel romanzo che sarebbe uscito da lì a un anno sotto il titolo 1984 (derivato dall’inversione delle ultime due cifre della data di composizione). Vero e proprio exemplum del genere distopico, il libro racconta di quello che sarebbe stato il mondo secondo Orwell nel futuro, precisamente a circa quarant’anni dalla composizione dell’opera, e lo scenario è a dir poco pessimista: il globo risulta spartito in tre macro-continenti, Eurasia, Eastasia e Oceania, ognuno governato da un partito totalitario e in perpetua guerra tra loro. Tra i cittadini dell’Oceania, vi è Winston Smith, un uomo pingue di 39 anni che attraverso la sua storia fa comprendere cosa significhi vivere nella Londra di 1984, dove ogni mossa è sorvegliata dal Big Brother, ogni azione sovversiva è punita dalla Thought Police e persino amare è un affronto allo Stato. Ma Winston, a differenza della maggior parte dei suoi concittadini, non è pronto a sottostare alle assurde imposizioni del Partito: decide, quindi, di ribellarsi attraverso due strumenti, la scrittura di un diario, cosa proibita da coloro che sono al potere, e la sua storia d’amore con Julia.

Diviso in tre parti, 1984 dà un resoconto della sovversione di Smith e del suo fallimento, ma soprattutto diventa un’amara riflessione sulla pericolosità dei regimi totalitaristi che avevano e stavano sconvolgendo il mondo negli anni di stesura dell’opera. Alla sua uscita, la distopia fu allo stesso tempo ben accolta e criticata per il contenuto politico, il suo successo, però, non si è estinto con la morte dell’autore, ma ha continuato a perpetuare fino ad arrivare ai giorni nostri.

Il viaggio di 1984, comunque, non è avvenuto solo nel tempo, ma anche attraverso le arti, trasformandosi da romanzo da leggere a una storia tutta da sentire nelle canzoni che compongono The Resistance (2009), il quinto album del gruppo britannico Muse. All’epoca dell’uscita del disco fu lo stesso Matthew Bellamy, frontman della band, a dichiarare che l’ispirazione per i testi di quasi tutti i brani proveniva dalla sua rilettura dell’opera di Orwell. D’altronde, un’analisi attenta di ciascuna canzone permette di comprendere come il musicista abbia ripercorso meticolosamente la storia di Winston e abbia creato una fitta rete di riferimenti agli eventi narrati in 1984.

Già dal primo pezzo l’influsso dell’autore di Animal Farm si fa sentire: in Uprising ciò che viene descritto è la frustrazione di Winston che vede come il governo stia manipolando il popolo attraverso l’uso dei media e incita i suoi connazionali a ribellarsi a quel lavaggio della mente di cui egli stesso finirà per cadere vittima, come si percepisce nei brani Guiding Light e MK Ultra, in cui sembra essere raffigurato l’uomo che ha fatto visita alla Stanza 101, dove la ragione è stata rimodellata secondo regole assurde del Partito, che continuamente cambia la storia, e l’amore è stato rimpiazzato dalla paura.

La logica assurda che governa l’Oceania viene richiamata anche in United States of Eurasia, in cui il collegamento a una delle altre superpotenze che governano il globo è messo in evidenza nel titolo, ma anche in uno dei versi, che nomina l’altra autorità della triade dominatrice, l’Eastasia. Con questi due continenti l’Oceania è continuamene in conflitto, essi si trasformano repentinamente da suoi alleati in nemici, poiché ciò che importa nell’universo di 1984 non è sconfiggere l’avversario, ma continuare a tenere l’umanità in un perpetuo stato di guerra, per impedirle di capire contro cosa realmente dovrebbe lottare. Ciò che in 1984 viene messo in atto è una vera e propria teoria cospiratrice da parte dei capi dell’Oceania, dell’Eurasia e dell’Eastasia contro i sudditi, così da essere per sempre al potere, come si mette in evidenza anche nella canzone Unnatural Selection.

Anche se in parte incentrato sulla politica e sulla società, non si può negare che il tema dell’amore sia estremamente pregnante nell’ultimo romanzo di Orwell. Da sottolineare c’è il fatto che nel mondo popolato da Winston amare è proibito: qualsiasi legame che implichi lealtà nei confronti di qualcuno che non sia il Partito è pericoloso e va soppresso. Per tale ragione, in 1984 l’amore si carica di una valenza più che affettiva, addirittura rivoluzionaria: amare e unirsi anche fisicamente in nome di Venere è un’arma che permette di mostrare il proprio dissenso nei confronti dei rappresentanti governativi. Ma proprio perché dotato di potenza reazionaria, se praticato, tale sentimento deve restare nascosto.

In diversi brani dell’album britannico si percepisce il motivo amoroso. Nel testo di Resistance è l’unione tra Eros e Thanatos, così caratteristica del legame tra Winston e Julia, che salta fuori: i due sono ben consapevoli che la loro ribellione passionale coincide con la morte, ma anche con la loro resistenza. Invece, in Undisclosed Desires e I Belong To You (Mon cœur s’ouvre à ta voix), Bellamy semplicemente svela in melodia ciò che per un amante è difficile – in 1984 anche a causa dalla progressiva scomparsa dell’Oldspeak a favore del Newspeak, che impedisce di formulare qualsiasi idea contraria al Partito e a i suoi principi – esprimere a parole.

In The Resistance, in sintesi, i Muse attraverso riferimenti più o meno impliciti riescono a ricostruire passo dopo passo la storia di Winston e a mostrare come in realtà la perpetua fama di 1984 dipenda dalla sua quanto mai perenne attualità.

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