Cultura

Disegni di funghi e conigli: la storia di Beatrix Potter

Quando parliamo di Renée Zellweger, tutti la identifichiamo subito con l’antieroina del XXI secolo Bridget Jones, single che a trent’anni cerca disperatamente di sopravvivere in una Londra piena di coppie e pronta sempre a imbarazzarla. Pochi, invece, sanno che l’attrice Premio Oscar, vista anche nel musical Chicago, ha vestito anche i panni di una donna vissuta tra la seconda metà del XIX e la prima metà del XX secolo e nota ai più per essere l’ideatrice di Peter the Rabbit, il coniglio al centro di numerose storie per bambini che nel 2018 è stato personaggio principale di un lungometraggio non proprio di successo. Nel 2006, infatti, Rennée è stata protagonista di Miss Potter, un biopic su Beatrix Potter, protofemminista britannica e personalità eclettica che fu scrittrice, illustratrice e naturalista.

Beatrix Potter nacque il 28 luglio 1866 a Londra da una famiglia che per lo più visse di rendita. Trascorse la sua infanzia a Bolton Garden, tipica costruzione vittoriana in cui si rispettavano le regole della società del tempo per le quali il padre era il capofamiglia e genitori e figli si incontravano raramente: i due bambini di casa Potter, Beatrix e il fratello Walter Bertran, di lei più piccolo di sei anni, passavano per lo più il tempo con la governante che li curava e istruiva. Pochi furono i loro contatti con i coetanei, la crescita fu in compagnia degli animali che popolavano la tenuta: conigli, papere e galline venivano ritratti e studiati. Sin da piccola, quindi, la futura scrittrice mostrò le passioni che avrebbe sviluppato per tutta la vita: quella per la natura, per gli animali e l’illustrazione. I genitori cercarono di indurla a coltivare i suoi talenti, soprattutto quelli artistici, poiché ne condividevano la passione per l’arte. Il suo amore per il disegno, in particolare, fu influenzato anche dalle illustrazioni di Tanniel di Alice nel Paese delle Meraviglie, racconto che amava infinitamente. Se la sua voglia di disegnare nacque dall’osservazione delle opere di diversi artisti, però, il suo interesse per la natura fu influenzato anche da Hardwicke Rawnsley, vicario di Wray, che incontrava in estate a Dalguise, in Scozia, che le trasmise l’attenzione alla tutela del paesaggio.

Come tutte le ragazze della sua epoca, Beatrix fu educata in casa, a differenza del fratello che ebbe la possibilità di frequentare Oxford. Sua ultima istitutrice fu Annie Carter, di soli tre anni più grande, con la quale strinse una profonda amicizia che si sarebbe rivelata fondamentale in futuro per la pubblicazione dei disegni e delle storie dell’illustratrice. Fu infatti Annie a suggerire a Potter di dare alla stampa le sue narrazioni accompagnate da disegni, che ben conosceva poiché molte di esse erano state scritte dall’autrice sotto forma di lettera proprio per i figli della sua governante. Il suo primo libro, The Tale of Peter Rabbit, venne pubblicato dalla scrittrice stessa nel 1901 e vendette 250 copie. Beatrix ebbe la brillante idea di adattare il suo formato alle mani di un bambino e di venderlo al costo di uno scellino. Il racconto fu talmente apprezzato che venne poi ristampato l’anno seguente dall’editore Frederick Warne & Company, che da quel momento in poi pubblicò due o tre storie sue all’anno. Oltre che per il formato e il prezzo, i volumi della disegnatrice erano diversi da tutte le altre narrazioni per bambini per i loro personaggi, animali con tratti antropomorfi ben caratterizzati e per il loro linguaggio, non sempre semplice e agevole, ma talvolta ricercato con l’intento di stimolare l’intelligenza e la curiosità dei piccoli lettori. Tuttavia, se oggi giorno, anche grazie al film Miss Potter, Beatrix è conosciuta soprattutto come inventrice di favole, pochi sanno che la donna fu anche studiosa di scienze naturali, estremamente interessata a tutto ciò che riguardava la natura, dai suoi meccanismi alla sua preservazione. Ella fece ricerche e scrisse trattati, ma i frutti delle sue investigazioni non vennero ben visti dalla comunità scientifica, che poco credito dava alle scoperte delle donne e che, addirittura, nel 1897, le impedì di assistere alla discussione del suo lavoro, oggi perduto, On the Germination of the Spores of the Agaricineae, alla Linnean Society.

La sua attenzione per la fauna e la flora divenne ancora più evidente nel 1905, quando, dopo la morte del fidanzato Norman Warne, comprò Hill Top Farm a Near Sawrey. Da allora, cominciò sempre più a interessarsi all’agricoltura, all’allevamento e alla conservazione dell’ambiente. Insieme al marito William Heelis, suo avvocato sposato nel 1913, si prese cura di molti dei territori che oggi sono compresi nel Lake District. Nel 1942 fu la prima donna a essere eletta Presidente dell’associazione Herdwick Sheepbreeders, tuttavia, non poté mai assumere la carica poiché morì l’anno seguente a causa di una polmonite e di complicazioni cardiache. Beatrix fu intraprendente e ingegnosa. Grazie alla passione che metteva in tutto quello che faceva, ci ha lasciato in eredità disegni meravigliosi, conservati sia nei suoi libri per bambini sia in diversi musei, che espongono le sue illustrazioni di funghi, fiori e tanto altro. Soprattutto, però, ci ha lasciato l’esempio di una donna diversa da tutte le altre del suo secolo, che ebbe il coraggio di osare e realizzare i propri sogni.

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