Il Fatto

Cucù: eccolo di nuovo

Come si fa a non ricordare il famoso cucù dell’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante il summit italo-tedesco di Trieste del novembre 2008, dopo circa sei anni dal gesto delle corna nella foto di gruppo al vertice dei ministri degli Esteri europei a Caceres, in Spagna? A quello scherzoso verso seguì l’esclamazione sono qui dello stesso ex Cavaliere, con una Angela Merkel divertita e una notizia dalla foto che fece il giro del mondo con commenti facilmente intuibili.

Ma l’instancabile Berlusconi, in vista della prossima competizione elettorale, lo ha rifatto, cucù, e ha detto a chiare lettere sono qui, anche perché, pure al più distratto degli osservatori, non sarà di certo sfuggito che non sia mai andato via e che da grande stratega qual è in questi anni, non potendo essere su palcoscenico, ha scelto la buca del suggeritore.

Un piede all’opposizione e l’altro al Governo con gli Alfano, Schifani, Lupi e la squadra di assalto subentrata per necessità in un secondo momento guidata dal fido Verdini, tutto nell’ottica di supportare un comodo esecutivo e costruire quel grande centro tanto caro al giovane Matteo Renzi che ha provveduto a smontare pezzo per pezzo un PD dalle tante anime.

Ipotesi troppo fantasiosa? Non credo, e le politiche finora perseguite, tutt’altro che di sinistra, ne sono la prova certa.

La prossima tornata elettorale richiede un ricompattamento delle coalizioni, anche in vista della nuova legge imposta, per cui il furbo calcolatore, uscito dalla buca del palcoscenico della politica, ha ordinato di serrare le file ottenendo il favore dei sondaggi che, al momento, danno per trionfatore il suo gruppo.

Ovviamente, tutte le componenti presenti nella compagine governativa si sono affrettate a spergiurare che non ci saranno esecutivi con maggioranze allargate, salvo negare il tutto all’indomani delle elezioni. E il terzo incomodo che pare non curarsi di alleanze future sogna sempre l’80% bulgaro? Nulla da escludere, compreso il ribaltamento di posizioni all’interno delle coalizioni e la conversione all’ultimo momento del movimento grillino.

Nel frattempo, il treno di Matteo Renzi continua la sua corsa lungo lo Stivale trovando il tempo anche di lanciare un missile contro la Banca d’Italia, rea di mancata vigilanza o, peggio, di voluta superficiale verifica di organismi bancari notoriamente da anni artefici di scelte scellerate che oggi pesano in maniera considerevole nelle tasche dei contribuenti.

Ma è davvero grande il senso di responsabilità da parte del giovane ex Sindaco di Firenze di fare giustizia o, per caso, si cerca di dirottare le accuse unicamente sul governatore per insabbiare e far dimenticare le enormi gravi colpe di taluni amministratori di qualche banca tanto cara agli amici degli amici e a qualche componente al potere?

I mesi che verranno vedranno spostare non solo pedine di coalizioni ma, soprattutto, sfruttare argomenti che serviranno a infuocare il clima, magari con il tema dell’immigrazione che produce tanto consenso, così, i “poveri imbecilli” dimenticheranno banche, truffatori e incantatori di serpenti. Promettere di spedirli a casa loro o, magari, per i più sensibili d’animo, aiutarli a casa loro, porta tanti, tanti voti.

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