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Quelli che credono nella pace, “Sott’ ‘e bombe”

Alla metà degli anni Dieci del Terzo Millennio, nell’epoca dei trionfi della tecnologia e della comunicazione globale che rimandano già al futuro, la psicologia e la vita sociale dell’homo technologicus sembrano appartenere ancora alla sua preistoria storica e morale.

È questa la riflessione che viene alla mente quando ascoltiamo i notiziari radiotelevisivi, a qualsiasi ora della giornata, e restiamo increduli nel vedere le immagini delle sempre più sofisticate armi di distruzione di massa e nel sentire le voci dei governanti-padroni del mondo che minacciano di scatenare l’Apocalisse nucleare. E siamo presi dall’ansia quando i cronisti ci raccontano di tante città d’Europa e del mondo sconvolte dalle azioni dei terroristi che, in nome di Dio e della giustizia, fanno strage di cittadini indifesi.

Questi avvenimenti fanno riemergere i nodi irrisolti nell’organizzazione della convivenza tra gli abitanti del pianeta Terra ma, per fortuna e nonostante l’orrore della vita quotidiana, ci sono i credenti della pace, quelli che non si arrendono all’idea e alla pratica del mors tua vita mea.

Questi ultimi manifestano la loro laica credenza nei modi in cui possono e vogliono farlo – con la parola poetica, la riflessione saggistica o ancora l’espressione artistica e la musica – e organizzando e partecipando a eventi come Sott’ ‘e bombe. Musica e poesia per la pace.

Le prime due edizioni si sono svolte in due rifugi antiaerei della Seconda guerra mondiale a ricordo delle vittime e delle distruzioni che hanno sconvolto Napoli. Quella di quest’anno, invece, è la quarta replica della manifestazione, curata da Sergio Bizzarro e Costanzo Ioni, e si svolgerà nel capoluogo campano sabato 23 settembre alle ore 10:30, nei locali de Le Scalze – Laboratori di cittadinanza attiva, in Salita Pontecorvo 65. È un messaggio di cultura per la pace e contro la violenza, organizzato dal Forum Tarsia e dal Coordinamento delle Scalze, prima della ricorrenza delle Quattro Giornate di Napoli.

Ascolteremo i versi di Nancy Amato, Tiziana Nasta, Paola D’Agnese, Vera d’Atri, Claudio Finelli, Ketti Martino, Silvana Pesaola, Antonio Pietropaoli, Arianna Sacerdoti, Giulia Scuro, Nada Skaff, Ciro Tremolaterra, Giuseppe Vetromile e le canzoni del nuovo duo femminile napoletano formato da Claudia Qu e Federica Morra.

Il ricordo di ciò che dicevano i nostri genitori, gli educatori e diversi studiosi della politica e della società, dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale, alla metà del secolo scorso, rassicurandoci sul fatto che non sarebbe accaduto mai più nulla di simile, ci fa riflettere sulle illusioni del mito del progresso, sulla reale inadeguatezza del modello economico, sociale e politico che ha dominato il mondo e sugli stili di vita che governano la nostra esistenza quotidiana.

Intanto, sott’ ‘e bombe, noi continuiamo a credere nelle pratiche reali della solidarietà e della giustizia sociale, tutte da ripensare, da riscrivere e soprattutto da realizzare per l’organizzazione dei rapporti tra gli esseri umani e tra gli Stati e gli organismi che guidano il mondo contemporaneo.

Quelli che credono nella pace, “Sott’ ‘e bombe”
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