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Carola Susani e “La prima vita di Italo Orlando”

Privo di abiti, pelle giallastra, avvolto nel mistero. Si affaccia così, Italo Orlando, nella vita di Irene, del padre Giuseppe, della nonna Lucetta e nelle vicende della Sicilia degli anni Cinquanta. Da quel momento nulla sarà più come prima.

Il borgo è quello di Sette Cannelle, ricco dei suoi profumati mandorleti, sereno nel ritmo costante, persino monotono, delle giornate che si alternano sul calendario. Irrompe, il protagonista, nella quotidianità di una normale famiglia e ne stravolge il destino, ogni passo che compie Italo Orlando lascia tracce indelebili, cose straordinarie accadono quando lui è nei paraggi, quando si appresta a dare una mano per qualunque faccenda. Attorno al suo personaggio, avvolto nelle domande che la gente del posto si pone – chi è? da dove viene? è un demone o un Dio? – si sviluppa la curiosità delle persone coinvolte, a cominciare dai tanti bambini che presto lo circondano, si allineano le vite degli isolani attratti dagli episodi fantastici che sembra in grado di generare.

Non lo conosce nessuno, si pensa possa essere il figlio di un avvocato di Marsala, è privo di ogni reminiscenza. La sua vita è un enigma che appassiona e spaventa, propizia ricchezze, riaccende canali d’acqua ormai asciutti e allontana le cornacchie dal generoso raccolto di mandorle. Italo assume i contorni delle speranze tradite di cui la storia italiana è pregna, da una probabile estrazione di petrolio di cui sembra fautore – e quindi futuro, ricchezza, prosperità, perché no, fortuna – si inciampa, infatti, nella triste realtà dell’emigrazione come scelta di sopravvivenza. Ed è qui che la scrittrice fa breccia, scava nell’intimo del lettore, tra le domande ormai simbolo di una generazione smarrita.

Già autrice di fortunati volumi, tra i quali diversi racconti per ragazzi, Carola Susani, vicentina di nascita ma siciliana d’adozione, attraverso le vicende del giovane smemorato intende irrompere in tre momenti chiave della storia del nostro Paese. La prima vita di Italo Orlando, infatti, è solo il primo di una trilogia che porterà il misterioso ragazzo ad apparire nuovamente per raccontare due nuovi episodi che hanno segnato l’Italia.

La voce narrante risulta chiara, onesta, personale, seppur senza ritmo, monocorde, scelta di cui l’autrice sembra piuttosto consapevole, atta a rendere bene l’atmosfera dell’ambientazione storica. La guerra mondiale è lontana e i bunker sono ormai rifugio di giochi per i ragazzini. Lo stratagemma Italo Orlando per affrontare temi delicati – i successivi anche più dolorosi – si dimostra originale, interessante, un buon espediente per raccontare l’epoca di cui il paese di Sette Cannelle è protagonista.

Accende la curiosità, Carola Susani, saluta il lettore lasciandolo in compagnia della voglia di scoprire l’incidere di Italo nei prossimi appuntamenti. L’ultima nota, infine, la merita la casa editrice Minimum Fax, con cui la scrittrice ha già pubblicato in passato e collabora come docente ai laboratori di scrittura creativa. Il libro è un gioiello per impaginazione e resa grafica, una gioia per la lettura.

Carola Susani e “La prima vita di Italo Orlando”
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