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“CampoAperto”: quando in carcere arriva il bio

CampoAperto è un progetto portato avanti da L’Uomo e il Legno, cooperativa sociale fondata nel 1995 nel quartiere di Scampia, a Napoli, con lo scopo di affermare il diritto alla dignità di tutti attraverso il lavoro. L’obiettivo prefissato è, quindi, promuovere l’integrazione attraverso l’inserimento sociale e lavorativo di persone svantaggiate.

La cooperativa, nei suoi primi anni di attività, si è occupata della lavorazione del legno, rispettando la storia, la cultura e la tradizione artigiana, della rielaborazione delle antiche tecniche utilizzate, del restauro e della conservazione di oggetti d’arte, ma anche della creazione di corsi di formazione e di qualificazione professionale.

Oggi questa importante realtà partenopea lavora anche con i minori, i diversamente abili e i migranti, ha aperto nuove sedi, una comunità alloggi e collabora con altri enti in Campania. Il progetto CampoAperto riguarda nello specifico i territori dei quartieri a nord di Napoli, in particolar modo il carcere di Secondigliano. Le condizioni del sistema penitenziario italiano sono tutt’altro che “umane”: si tratta di luoghi sovraffollati con un alto tasso di suicidi, dove sono molto diffusi atti di autolesionismo e dove non è sempre possibile garantire ai detenuti un vero percorso di riabilitazione.

Con questa iniziativa, dunque, si vuole portare il lavoro e, nello specifico, l’agricoltura biologica proprio tra le mura del centro di detenzione della periferia napoletana, creando una vera impresa sociale per la produzione agricola di eccellenza, sfruttando tutte quelle aree che, all’interno del penitenziario, sono inutilizzate. Questi spazi sono dati in comodato d’uso dal Ministero di Grazia e Giustizia e comprendono due ettari e due serre coltivate da cinque detenuti assunti a tempo indeterminato.

La cooperativa L’Uomo e il Legno ha investito in questo progetto con lo scopo di dare una risposta concreta al bisogno di lavoro salariato quale impegno stabile e quotidiano per i reclusi. In questo modo è possibile valorizzarne le competenze e rinnovare l’energia di ogni detenuto in vista del reinserimento nel tessuto sociale.

È possibile votare il progetto CampoAperto, dal 1 al 29 marzo, sulla piattaforma AVIVA Community Fund che ha lo scopo di investire in attività no-profit in Italia sensibilizzando sulle tematiche sociali. Un’azione semplice che può davvero portare speranza in un territorio difficile e far diventare realtà programmi importanti come questo.

“CampoAperto”: quando in carcere arriva il bio
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